Maggia (fiume)
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Citazioni sulla Maggia.
- Il fiume Maggia, largo un metro nel suo letto di pietre oppure profondo e pericoloso tanto da portar via ponti al suo passaggio – a seconda delle piogge che se cominciano non finiscono mai – scorre più o meno verso sud per gettarsi nel Lago Maggiore al delta tra Ascona e Locarno. (Patricia Highsmith)
- Il sentiero era in terra battuta, polveroso quando era tempo di siccità, fangoso durante le piogge. Ai lati, si stendevano boschetti di robinie. Lungo l'argine del fiume fino alla Morettina, ce n'era una quantità di robinie. Cino scendeva in quei paraggi una mattina sì e una no, insieme a suo padre. Vi andavano con le biciclette. Partivano da casa prestissimo, quando le strade della città erano deserte. Laggiù, coglievano robinie per i conigli. (Angelo Casè)
- La vendita totale e incondizionata delle acque valmaggesi, che doveva pur portarci dei vantaggi economici, e che pertanto ci trovò consenzienti, indotti anche da una propaganda troppo interessata per essere sempre onesta [...] quella vendita fu per noi un atto di violenza: sconvolse il nostro paesaggio e mutò radicalmente molte delle nostre più vecchie e affettuose abitudini [...]. Ecco perché l'ampio greto asciutto – a parte la bruttezza e i danni evidenti che ne derivano – è diventato per noi l'emblema di un errore commesso, di un sopruso patito, di una libertà perduta. (Plinio Martini)
- Le vallate del Ticino superiore, giù dalla catena delle Alpi, scaricano le loro acque nel lago Maggiore; di questi corsi d'acqua il più violento, la Maggia, nei millenni ha portato terra e sabbia abbastanza da formare un ampio delta: la lingua verde e piatta, che strozza il lago e definisce il quadrato golfo di Locarno. Oggi il delta è tagliato in due esattamente dagli argini che, diritti come un colpo di spada, imbrigliano i capricci dell'acqua (ormai innocuo ruscello, dopo che l'ingordigia di elettricità ne ha captato le alte sorgenti). (Piero Bianconi)
- Passate le ultime case di Solduno la macchina attaccò la salita lungo lo strapiombo del fiume. Il sole ormai basso ne lambiva l'acqua d'un verde qua e là striato d'un ricciolo di schiuma. Di là delle pozze scure, un filare di pioppi, i prati, altri alberi ancora, piuttosto bassi che s'infittivano sul greto. Bioccoli bianchi ondeggiarono dinanzi al vetro. L'aria sapeva d'erbe, di foglie, un odore quasi acre che pizzicava le nari. (Giovanni Bonalumi)