Francesco Ambrosi
Aspetto

Francesco Ambrosi (1821 – 1897), storico, etnologo e botanico italiano.
Citazioni di Francesco Ambrosi
[modifica]- Al tempo del Poeta le scienze naturali vagivano tra un tempestare d'idee malconcie dalla tenebrosa tirannia del Medio Evo, che, volendo mantenere incatenata la ragione e la libertà, vietava a chiunque di sollevare un velo dal corpo della Natura. E pure il genio, che è sempre stimolato da forti commovimenti, trasse Dante fuori dalla cerchia delle idee, che dominavano al suo tempo, e lo mosse a salire alla verità per mezzo dello spettacolo dell'universa esistenza. E questo valse a rendere grandioso e immortale l'edificio da lui eretto a scorta e lume delle genti.
La Natura è, agli occhi di Dante, la manifestazione sensibile, che fa l'Infinito di sé medesimo non per aumento di gloria; ma perché il suo splendore.Potesse, risplendendo, dir: sussisto. (Par. XXIX. v. 14-15).[1]
Trento e il suo circondario
[modifica]- Prevale nell'abitante di Trento e del suo Circondario il temperamento sanguigno-bilioso; è più focoso che costante nelle passioni; ha ingegno pronto, imaginazione viva e brilante, spirito gioviale, molta penetrazione, grande attività e costanza nel lavoro. Ama la patria e la famiglia; è ospitale co' forestieri, benefico e portato a cogliere e fecondare le utili istituzioni, provvedendo ai bisogni dell'indigenza, alla pubblica e privata educazione, al lustro e al decoro della sua città e del suo paese. (p. 21)
- [Duomo di Trento] S'erge maestoso alla Piazza del suo nome; e, come dice il Marchese Selvatico, è uno dei più splendidi monumenti, il modello più sicuro dell'arte edificatrice usata dai Maestri Comacini, perché ne fu autore uno di questi, Adamo d'Aurogno morto nel 1212. (p. 34)
- [Duomo di Trento] La forma interna della chiesa è d'una croce latina, il cui braccio maggiore si divide in tre navate separate da colonne, sulle quali s'aggirano archi a pieno centro, formando due ordini di volte, delle quali le più depresse corrispondono alle navate laterali, e la più elevata alla centrale. – Vi sono dieci altari compreso il maggiore, il quale fu eretto nell'anno 1739 ed è lavoro dei fratelli Domenico e Antonio Giuseppe Sartori di Castione. È tutto di marmo, assomiglia alla Confessione del Bernini, e l'adorna una tribuna, il cui architrave porta nel mezzo, oltre Io stemma della città, due angeli colle insegne del Principato e dei putti che tengono in mano gli attributi de' Santi Vigilio ed Adalpreto, opera dello scultore trentino Francesco Oradini. (pp. 36-37)
- [Chiesa di Santa Maria Maggiore] Dopo il Duomo è la prima chiesa per bellezza di architettura e per istorico valore. Sorge alla Piazzetta sua omonima, al luogo dov'era l'antica chiesetta di Santa Maria della neve, prima parocchia appellata a sussidiare la cattedrale di Santo Vigilio. Fu fatta edificare dal P. V. Cardinale Clesio, e divenne un edificio classico illustrato da molte memorie, e da quella in ispecie del Concilio Tridentino, i cui Padri vi tennero costantemente le loro Congregazioni. – Ha una sola navata con tre altari per ciascun lato, preziosi di marmi e per decorazioni. (p. 41)
Note
[modifica]- ↑ Da Dante e la natura, Stab. di P. Prosperini, Padova, 1874, p. 5.
Bibliografia
[modifica]- Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, Giovanni Zippel, Trento, 1881.
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Francesco Ambrosi
Wikisource contiene una pagina dedicata a Francesco Ambrosi
Wikispecies contiene informazioni su Francesco Ambrosi
Commons contiene immagini o altri file su Francesco Ambrosi