Francesco Conconi
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Francesco Conconi (1935 – vivente), medico italiano.
"La droga che ho studiato"
Intervista di Vittorio Zambardino, la Repubblica, 24 settembre 1987.
- Non sono un uomo di confine nel senso dell'incursione nell'illecito. Se questa espressione significa che ho sperimentato per capire e spiegare agli altri, allora sì. Ma sia chiaro: non ho fatto il farmacista di nessuno.
- [«[...] dove arriva lei, gli atleti vincono»] Mi chiamo fuori nel modo più completo da questa glorificazione delle mie capacità. È proprio questo che provoca polemiche e reazioni inconsulte nei miei confronti. Il medico è un collaboratore. Io spiego, dò una mano. Dico quando è ora di allentare, di dare all'atleta il respiro di una pausa. Aiuto nella costruzione del processo di allenamento, nella correzione degli errori. [...] I fattori determinanti nel successo sportivo sono il patrimonio genetico ereditato alla nascita e la bontà dell'allenamento. Il resto sono pezze d'appoggio.
- [«Da Lewis al ministro britannico della sanità, tutti denunciano il doping»] Quella è la migliore campagna promozionale che si possa fare al doping. Gli atleti si convincono che "senza" non si può. Vengono da me e mi dicono: professore, mi dia una curetta di anabolizzanti, mi aiuti. Questa è la degenerazione, la cultura del doping. Convincere la gente che "senza" non si può far altro che perdere.
- [«Il ministro britannico dice che lo sport di oggi è una competizione fra laboratori farmacologici...»] È una competizione fra fisiologi, fra la bontà di metodi di collaborazione tra laboratorio e campo.
Citazioni su Francesco Conconi
[modifica]- Il professore ha troppi compartimenti mentali e lui con assoluta disinvoltura ha recitato una parte molto pericolosa a livello pubblico. Vogliamo parlare di quel suo reiterato e prolungato periodo nel quale voleva far credere che l'emotrasfusione la faceva solo agli anemici? Vogliamo parlare di quando descriveva il corridore di resistenza come un soggetto che proprio in ragione di questa pratica andava soggetto all'anemia e di conseguenza dava una spiegazione distorta e assolutamente ingannevole di tutto il suo operato, visto che nella sostanza aveva abusato delle sue conoscenze per inventare una patologia inesistente? Per non parlare poi di quando ha toccato il punto estremo di perversione presentandosi a tutto il mondo addirittura come il paladino della lotta al doping. [...] mentre trattava e monitorava atleti di diversi sport con pratiche dopanti, al tempo stesso era il presidente della commissione medica dell'Uci, era membro della Commissione medica del Cio, era un factotum molto quotato e riconosciuto del Coni. C'era qualche conflitto d'interesse, ma né lui, né chi per lui si sono mai fatti problemi. (Sandro Donati)
- Per quanto mi riguarda il professor Conconi resta uno scienziato. (Francesco Moser)
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