Francesco Marucelli
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Francesco Marucelli (1625 – 1703), abate, bibliografo e bibliofilo italiano.
Citazioni su Francesco Marucelli
[modifica]- Ebbe nella vita, lunga e operosa, un sol desiderio: raccogliere volumi di ogni genere e particolarmente di storie, che trattassero d'una materia sola e formarne per gli amici e i «virtuosi», che in buon numero convenivano a servirsene, una copiosa libreria, e da tutte le biblioteche di Roma e da tutti i libri che concorrevano da ogni parte del mondo in quella «gran scuola» ricavare le migliaia e migliaia di titoli che con scrupolosa esattezza egli andava man mano registrando nel suo Mare Magnum. (Guido Biagi)
- L'opera massima di tutta la sua vita fu il Repertorio Generale a materie della propria libreria che intitolò Mare Magnum; monumento insigne di erudizione e di costanza; grande enciclopedia bibliografica dello scorcio del seicento, che, più fortunata dell'Orbis Literarius (andato disperso) del P. Raffaele Savonarola, teatino padovano[1], poté invece giungere fino a noi ed attestarci le immani fatiche del suo autore.
È il Mare Magnum frutto di sterminate letture e di dottrina immensa; in cui volle il Nostro classificare quanto ai suoi tempi era stato acquisito alla scienza; e per attendervi, per farlo servire a pubblica utilità, non dubitò rifiutare onori ed uffici in Corte, sobbarcarsi a sacrifizi continui, a lavoro diuturno ed incessante, consumarvi le notturne vigilie ed il corso intiero di una lunga vita. (Isidoro Carini)
- La modestia, che in Francesco Marucelli fu pari alla carità più devota, come lo persuase a ritrarsi dai pubblici uffici per vivere gli anni migliori fuor dello strepito della Corte in un ozio letterato, [...] così lo indusse, poco avanti la morte, a dare alle fiamme molte delle opere che avea composte e tutte le lettere da esso ricevute, nelle quali si leggesse alcun elogio delle sue singolari virtù. (Guido Biagi)
- Quest'uomo benemerito che, come scrisse recentemente il Biagi, ha un posto nobilissimo nell'operosa schiera de' notomisti del pensiero umano, visse e morì in Roma, con potenti amicizie bensì, e con dimestichezza di letterati e d'artisti, però lontano dallo strepito della Corte, pio, buono, schivo dalle umane dignità, indefessamente dedito agli studi ed al servizio degli studiosi. Mise insieme una magnifica galleria di quadri ed una copiosissima libreria nel proprio palazzo in Via Condotti. (Isidoro Carini)
Note
[modifica]- ↑ Raffaele Savonarola (1646-1730), chierico regolare, predicatore e preposito del suo Ordine. L'opera citata fu edita a Padova nel 1698. (Luigi Napoleone Cittadella, La nobile famiglia Savonarola, Domenico Taddei tipografo editore, Ferrara, 1867, p. 24).
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