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Francesco Recami

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Francesco Recami nel 2015

Francesco Recami (1956 – vivente), scrittore italiano.

Citazioni di Francesco Recami

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Citazioni in ordine temporale.

  • [«La cultura continua a essere salvifica o è diventata anch’essa un'illusione di democrazia?»] Conosco biblioteche frequentate da senzatetto per il refrigerio d'estate e per scaldarsi d'inverno. Gli incaricati preferirebbero che non accadesse, ma guai a dirlo. La cultura è salvifica per chi ce l'ha, a partire da quella enogastronomica.[1]
  • Non ho dati ufficiali alla mano ma credo che coloro che non fanno del loro narcisismo il fine ultimo della loro opera ammontino a zero.[1]
  • Di solito i commediografi sono personaggi pessimisti e tristi. E la commedia vede i suoi periodi di fulgore nelle grandi crisi storiche e soprattutto sociali, a pochi passi dalla catastrofe. Si ride per disperazione.[1]
  • L'umorismo è una strategia difensiva di retroguardia, quando le cose vanno male, cioè molto spesso.[1]
  • L'alone romantico, sulle condizioni dei diseredati, è un'invenzione con aspetti deleteri. Ai tempi dei comunisti la carità e l'elemosina erano visti come una disgrazia, gli ultimi non erano beati, dovevano semplicemente non esistere.[1]
  • [«Ci sono luoghi delle nostre città che a tuo avviso raccontano bene la nostra società?»] Credo che l'IKEA, che non frequento neanche se mi pagano, possa essere un non luogo adatto, così come altri centri commerciali del genere. Forse talvolta ristoranti di grandi dimensioni, con bambini rompiscatole, cani maleducati e camerieri che ti pisciano nel piatto. Ma il luogo dove vedi l'uomo in faccia è l'ospedale, e anche i mezzi pubblici.[2]
  • L'ironia è distruttiva, eppure può essere la nostra unica possibilità di salvezza, per negoziare con la paura e la morte. È una strategia difensiva. Per me serve a guardare il mondo, non a capirlo.[2]
  • Il nichilismo è necessario, e anche il suo contrario: ma qual è il contrario del nichilismo? Il positivismo? Io al posto delle parole nichilismo e cinismo userei più volentieri prospettivismo e relativismo.[2]

Incipit di alcune opere

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Gli scheletri nell'armadio

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Nel cuore della notte nella corte della casa di ringhiera, immersa in una nebbiolina giallognola, non si vedeva un'anima.
Poi, inaspettatamente, in un appartamento al primo piano, una porta si era aperta. E ne era uscito una specie di fantasma ondeggiante, in pigiama. Procedeva con passo instabile – era drogato? – e incerto si era ritrovato sul ballatoio.

Il ragazzo che leggeva Maigret

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L'inverno fu particolarmente freddo e umido. Neve bagnata, pioggia, e poi ancora nevischio che diventava acqua sporca appena toccava terra. Sulle strade si formava uno strato marrone di fanghiglia che la notte si congelava e il giorno dopo si scioglieva di nuovo.

Il segreto di Angela

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Che cosa può capire un gatto, un bel gatto rosso, dei tuoi problemi? Eppure io ho sempre pensato che il gatto mi capisse e che fosse l'unico in grado di farlo. Mi guardava con intensità, in posizione da sfinge, ronfando per testimoniarmi che stava bene. Chi altri lo faceva con me? Nessuno, direi. Tutti mi usavano per farmi capire che non stavano affatto bene e che in certi casi la responsabilità era mia.

La casa di ringhiera

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– «Dai Cipolla, lascia giù le cose del nonno. Dai che questa qui è una cosa del nonno e non si può mica toccare. Si tocca no».
– Il bambino cercava di raggiungere i ritagli di giornale del nonno, e quando questo lo riaccompagnava fino al tappeto dove aveva i suoi giocattoli, e dove avrebbe dovuto mettersi tranquillamente a giocare, faceva immediatamente dietrofront e tentava di eludere l'intervento del nonno, superandolo in velocità. Voleva afferrare le forbici e la colla, la colla soprattutto, con la quale avrebbe voluto.
– «Su Cipolla... cos'è che vuoi fare? Vuoi giocare con la colla del nonno? Eh no, Cipolla, con la colla del nonno si gioca mica. Questa qui non è mica tua. È del nonno».

Note

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Bibliografia

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Altri progetti

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