Francesco Vigilio Barbacovi

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Francesco Vigilio Barbacovi

Francesco Vigilio Barbacovi (1738 – 1825), giurista italiano.

Riflessioni o massime morali, politiche, e letterarie[modifica]

  • Il diritto della natura è immutabile ed eterno. Niun uomo può ignorar le sue leggi: esse sono i dettami di quel senso morale, che dato fu a tutti gl'individui della specie umana come la misura della giustizia e dell'onestà, che parla a tutti gli uomini il medesimo linguaggio, e ch'è più antico, dice Cicerone , delle città e dei regni, che ha una voce più forte di quella degli Dei, e che sussiste e sussisterà sempre malgrado di tutti gli sforzi di coloro, che lo combattono. (p. 2)
  • Il celebre Filangieri vuole l'illimitata facoltà della stampa, e la voglion pure infiniti altri scrittori; ma essi secondo il debole parer mio, ed io oserò pur dirlo, gravemente s'ingannano. Una censura dee esservi, e questa non dee permettere la pubblicazione di libri, ch'esser possano perniciosi; poiché la legge dee prevenire il male, allorché è in sua mano l'impedirlo. Filangieri dice, che se l'opera, che si è pubblicata, offende la Divinità, il sovrano, l'ordine pubblico, o l'onor de' privati, l'autore e l'editore del libro debbono essere puniti Ma non sarà egli meglio, io rispondo, l'impedire i delitti di quello che il permettere, che si commettano, e punirli dopo che furono commessi? (pp. 93-94)
  • I soli talenti, che contribuiscono alla felicità ed al ben essere degli uomini, debbono aver parte alla gloria: e questa esser dee in ragione della loro utilità, e della loro rarità combinate. Ciò ch'è difficile, ma non utile, non merita alcun'attenzione. (pp. 95-96)

Incipit di Degli argomenti ed indizi nei giudizi criminali[modifica]

È un principio universalmente ricevuto, sia nell'antica, sia nella moderna giurisprudenza, che per condannare un uomo come reo d'un delitto, le prove esser debbono chiare, manifeste e certe, e tali che niun dubbio lascino sulla di lui reità. Un grave sospetto può aver luogo talvolta anche contro il più innocente degli uomini, e quindi giustamente le leggi hanno stabilita che ex suspicionibus nemo damnandus est; ed uno de' più grandi imperadori romani, cioè Traiano, quell'aurea regola ha dettata la qual dice: Satius est nocentem absolvi, quam innocentem condemnari. Giustissima è pertanto la legge degli imperadori Graziano, Valentiniano e Teodosio, la quale comanda che niuno esser possa giammai condannato, se il suo delitto non è provato colla fede di testimoni idonei, o di apertissimi documenti, o d'argomenti incontrastabili e più chiari della luce.

Citazioni su Francesco Vigilio Barbacovi[modifica]

  • Quell'altissimo lume dell'italiana giurisprudenza, Virgilio Barbacovi, mostrò colle sue Orazioni e Dissertazioni giudiziali la verità della sentenza Oraziana, che chi conosce profondamente la materia che imprende a trattare, non mancherà né di facondia, né di lucido ordine. Le bellezze dello stile sono in questo scrittore ingenerate dalla profondità dei concetti, e per ciò più maschie e più sublimi. (Ambrogio Levati)

Bibliografia[modifica]

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