Galeazzo Maria Sforza
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Galeazzo Maria Sforza (1444 – 1476), duca di Milano, conte di Pavia e signore di Genova.
Citazioni su Galeazzo Maria Sforza
[modifica]- A Milano, Galeazzo Maria fu invaso di tale smania per la decorazione delle sale de' suoi castelli da esigere che i suoi pittori lavorassero giorno e notte svolgendovi curiose composizioni di carattere cosi intimo e geniale che avrebber formato, da sole, uno dei cicli pittorici interessanti di quel tempo. (Francesco Malaguzzi Valeri)
- Galeazzo Maria, amante delle raffinatezze e del fasto, impresse alla vita cittadina nuove idee e nuove tendenze; il Verri, fin dal principio della storia di quella signoria, osservava che il duca, desideroso «della pubblica magnificenza», aveva comandato che si lastricassero le vie di Milano, il che non fu puocha graveza, notava il Corio. (Francesco Malaguzzi Valeri)
- Con Galeazzo la stirpe sforzesca incomincia a decadere, i cruenti contrasti della Romagna avevano accumulato vigore nell'animo di Muzio; le guerre, la sete di regno avevano data a Francesco la costanza, la tempra che viene da un alto ideale, Galeazzo riteneva sì le energie paterne, ma in lui riuscivano disarmoniche. Allevato fra gli agi, nessuno scopo supremo lo costringeva a raccoglierle, a coordinarle per vincere uomini e cose; così alcune qualità prevalsero in modo eccessivo, deforme. L'ardore del sangue lo faceva irrequieto, e non avendo obbiettivo, si riversò su capricci, degenerò in cieca violenza, e lo ridusse allo stato di un pazzo. È una figura storica che naufraga come nave senza timone e senza zavorra.
- Non si era misurato mai con un nemico, non aveva conosciuto mai uguali né rivali: ignorando la difficoltà delle cose, era temerario, bestiale, feroce. Due debolezze temperavano questa natura violenta, l'incostanza e la vanagloria, quasi porte aperte per le quali gli astuti si introducevano nel suo animo per mutarlo a loro senno.
- Salito al trono a ventidue anni, Galeazzo anzitutto volle essere popolare, e le sue prime cure furono per il buon mercato dei viveri. Sapendo poi che il popolo, dopo l'abbondanza, cercava le pubbliche pompe, volle una corte tanto splendida da farne superbi i Milanesi. Correvano già i più begli anni del Rinascimento, ed oltre la plebe, i dotti, gli artisti erano fabbricatori e distributori di fama. Per amicarseli, Galeazzo li onorava tutti: migliorava gli studj, sì che a Pavia procurò dottori più celebri e scolaresca più numerosa di prima. In Milano formava una biblioteca, favoriva l'arte tipografica allora nascente, sì che ivi prima che in ogni altra città d'Italia si poterono stampare libri greci.
Non contento di esser celebrato qual protettore dei dotti, si adoperava per comparire egli stesso tra i letterati e gli scrittori.
Voci correlate
[modifica]- Bona di Savoia, moglie
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