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Gherardo Freschi

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Gherardo Freschi

Gherardo Freschi (1805 – 1883), agronomo e patriota italiano.

A quali condizioni il complicato organismo dell'agricoltura basata sul prato e sul letame possa partecipare ai vantaggi dell'industria, che credonsi privilegio dell'agricoltura basata esclusivamente sui concimi chimici

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  • D'altra parte, le piante che vegetano sui cornicioni, e ne' crepacci dei muri; le piante che compiono un perfetto sviluppo nella sabbia, s'assimilano, le prime alimenti o principii non umificati, ma anzi posti in libertà dall'azione atmosferica, o della calce, sulle pietre o sui mattoni di terra cotta; e le seconde si assimilano alimenti artifiziali indipendenti dal terreno di pura sabbia, in cui furono introdotti in forma di sali, e non subirono alcuna modificazione col concorso della sabbia. (p. 138)
  • È nondimeno la grande agricoltura che da secoli nutre e moltiplica gli uomini, riuniti in civile e stabile convivenza; e che per lunghissima età non ebbe altra guida e maestro che l'esperienza empirica, la quale tuttavia, supplendo il senno al sapere, fu la creatrice de' numerosi problemi su cui si esercitarono le scienze fisiche, naturali, economiche, con immenso guadagno per sé stesse, ma non senza relativi vantaggi per essa, cui beneficarono di lumi e di metodi sperimentali atti a guidarla più direttamente e sicuramente ne' suoi progressi. (pp. 139-140)
  • Specchiamoci nell'industre e positiva Inghilterra. Gli è là che l'esperienza scientifica ha fatto vedere, e toccar con mano, che i conci artifiziali possono produr piante perfettamente sviluppate in tutte le loro parti; che, senza accumulare artifizialmente azoto nel suolo, non si può conseguire, per qualsiasi via, un pieno reddito di cereali; che il successo continuo del frumento sopra uno stesso terreno è soprattutto una questione di concio, di buona cultura meccanica, e di distruzione di cattive erbe, e che finalmente le rotazioni devono decidersi dalle influenze del mercato; e tuttavia non è là che si pensasse di bandire dal campo il prato ed il bestiame, e che si formulasse un sistema agrario universale, che risolverebbe il problema dell'economia rurale in una ricetta di concio chimico. (p. 143)

Bibliografia

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