Ghost in the Shell (film)

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Ghost in the Shell

Immagine Ghostintheshell-logo.svg.
Titolo originale

攻殻機動隊 (Kōkaku Kidōtai)

Paese Giappone
Anno 1995
Genere Animazione
Regia Mamoru Oshii
Sceneggiatura Kazunori Ito
Episodi
  1. Ghost in the Shell
  2. Ghost in the Shell
  3. Ghost in the Shell - L'attacco dei cyborg
  4. Ghost in the Shell
  5. Ghost in the Shell: S.A.C. Solid State Society
  6. Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processor
  7. Ghost in the Shell: Arise
  8. Ghost in the Shell: Stand Alone Complex
  9. Music of Ghost in the Shell: Stand Alone Complex
  10. Ghost in the Shell: The Rising
  11. Ghost in the Shell: Stand Alone Complex - 2nd GIG
  12. Ghost in the Shell 2.0
Doppiatori originali
  • Atsuko Tanaka: maggiore Motoko Kusanagi
  • Akio Ôtsuka: Batou
  • Kôichi Yamadera: Togusa
  • Tamio Ôki: Daisuke Aramaki
  • Iemasa Kayumi: il Burattinaio
  • Tesshô Genda: Nakamura
Doppiatori italiani
Note
Le citazioni sono tratte dai sottotitoli del DVD italiano del film edito da Panini Video. Cfr. Edizioni home video in italiano.

Ghost in the Shell, film d'animazione del 1995 diretto da Mamoru Oshii e tratto dall'omonimo fumetto di Masamune Shirow.

Frasi[modifica]

  • Noi dei corpi diplomatici dobbiamo evitare di sporcarci le mani. (Ufficiale del Ministero degli Esteri)
  • Che siano esperienze simulate o sogni, le informazioni sono al tempo stesso realtà e fantasia. E, in ogni caso, tutti i dati che una persona accumula durante il corso della propria esistenza non sono che una goccia nel mare. (Batou)
  • E ora dove andrà questo nuovo essere creato? La rete è vasta e infinita. (Il nuovo essere generato dall'unione di Kusanagi e del Burattinaio)

Dialoghi[modifica]

  • Togusa: C'è qualcosa che volevo chiederle da un po' di tempo. Perché avete richiesto il trasferimento di uno come me dalla Centrale?
    Kusanagi: Perché sei tu.
    Togusa: Cioè?
    Kusanagi: Sei un poliziotto onesto che non ha mai combinato guai; un padre di famiglia con un corpo quasi completamente umano, a parte minori potenziamenti cerebrali. Se reagissimo tutti allo stesso modo, saremmo prevedibili. C'è sempre più di un modo di vedere la situazione. Ciò che è vero per il gruppo è vero anche per l'individuo. La lezione è semplice: non importa quanto possiamo essere forti in battaglia, un sistema in cui tutte le parti reagiscono allo stesso modo, è un sistema con un difetto fatale. Un'eccessiva specializzazione porta alla morte. Tutto qui.
  • Batou: Una cyborg che fa immersione nel tempo libero. Non è un buon segno. Da quando in qua fai cose del genere? Non hai paura del mare? E se i galleggianti smettessero di funzionare?
    Kusanagi: Allora morirei, e basta. Oppure ti tufferesti a salvarmi? Non ti ho costretto io a venire qui.
    [Lunga pausa]
    Batou: Senti, com'è immergersi?
    Kusanagi: Non hai fatto anche tu le esercitazioni subacquee?
    Batou: Non sto parlando di una vaschetta come quella, ma del mare.
    Kusanagi: Ciò che provo è paura. Ansia. Solitudine. Buio. Poi, forse... speranza.
    Batou: Speranza? In quelle acque buie?
    Kusanagi: Quando sto per riemergere, avvicinandomi alla superficie, a volte mi sembra di poter diventare qualcun altro.
    Batou: Non è che vuoi mollare la sezione 9?
    Kusanagi: Batou? Quanta parte del tuo corpo è originale?
    Batou: Che domanda è? Sei ubriaca?
    Kusanagi: Comodo, vero? Basta volerlo, e gli impianti chimici all'interno dei nostri corpi metabolizzano tutto l'alcol contenuto nel sangue in pochi secondi, e torniamo sobri. Così possiamo starcene qui a bere mentre siamo in stato di allerta. L'essere umano non riesce a esimersi dallo sviluppare qualsiasi tecnologia possibile; è come se facesse parte del suo istinto. Metabolismo controllato. Percezioni sensoriali incrementate. Riflessi e capacità muscolare maggiorati. Velocità e capacità di elaborazione dati potenziate all'estremo. Tutto grazie ai nostri cervelli e corpi cibernetici. Non avremmo diritto di lamentarci, se non fosse che non riusciamo più a sopravvivere senza manutenzione di alto livello.
    Batou: Ma questo non significa che abbiamo venduto anche l'anima alla Sezione 9.
    Kusanagi: Certo, abbiamo il diritto di lasciare la sezione o andare in pensione, ma solo se restituiamo i nostri corpi cibernetici e le nostre memorie al Governo. Come sono necessarie numerose parti per fare un corpo umano, ci sono un numero incredibile di cose necessarie per definire completamente un individuo. Un viso per distinguerti dagli altri. Una voce della quale non sei consapevole. La mano che osservi quando ti svegli. I ricordi dell'infanzia, il presagio del futuro. Ma non è tutto. C'è la distesa di dati dell'enorme rete alla quale posso accedere con il mio cervello cibernetico. Anch'essa forma una parte di me, e dà vita a questa coscienza chiamata "io". E allo stesso tempo mi tiene limitata tra confini prestabiliti.
    Batou: È per questo che ti immergi in mare con un corpo che va solo a fondo? Che cosa diavolo vedi, in quelle acque buie?
    Kusanagi: È come se stessimo guardando uno specchio, ora. Ciò che vediamo ci appare confuso.
  • Batou: A cosa stai pensando?
    Kusanagi: Non credi che quel corpo cibernetico mi somigli?
    Batou: No, per niente.
    Kusanagi: Non parlo della faccia, o del fisico.
    Batou: E allora di cosa?
    Kusanagi: Tutti i cyborg integrali come me hanno dubbi del genere. Che forse la vera me stessa sia già morta da tempo, e io sia solo una copia, fatta con un corpo cibernetico e un cervello elettronico. O forse non c'è nemmeno mai stata, una vera me stessa...
    Batou: Dentro quel cranio di titanio c'è vera materia organica, e vieni trattata come una vera persona, no?
    Kusanagi: Nessuno al mondo ha mai visto il proprio cervello. Io sono giunta alla conclusione di esistere soltanto in base a ciò che ho intorno.
    Batou: Non riesci a credere nel tuo ghost?
    Kusanagi: E se un cervello elettronico potesse generare un ghost e ospitare quindi un'anima? Su quali basi, dunque, potrei credere in me stessa?
    Batou: Che idiozie! La verità è che lei muore dalla voglia di vedere cosa c'è dentro quel coso, e io non posso fermarla. Nessuno di noi ha idea di quello che potrebbe incontrare, perciò faccia attenzione, ok?
  • il Burattinaio: Sono entrato in questo corpo cibernetico perché non sono stato in grado di penetrare le protezioni della Sezione 6, ma sono venuto qui di mia spontanea volontà. Come forma di vita autonoma e senziente, richiedo asilo politico.
    Aramaki: Forma di vita?
    Nakamura: Ridicolo! Sei semplicemente un programma di autoconservazione!
    il Burattinaio: Secondo tale argomentazione, potrei dire che anche il vostro DNA non è altro che un programma di autoconservazione. La vita è come un nodo creatosi nel flusso dell'informazione. La specie umana utilizza un sistema di memoria chiamato "geni", e acquisisce la propria individualità dai ricordi che racchiude. Anche ponendo che tali memorie possano essere paragonate a "illusioni", è comunque grazie ai ricordi che esiste l'umanità. Quando la diffusione dei computer rese possibile esportare la memoria, avreste dovuto pensare molto più seriamente a ciò che avrebbe significato.
    Nakamura: Sciocchezze! Tu non hai nessuna prova di essere una forma di vita!
    il Burattinaio: È impossibile provare una cosa simile. Specialmente perché la scienza allo stato attuale non può offrire una definizione di "vita".
    Aramaki: Ma chi diavolo sei, tu?
    Nakamura: Anche se tu possedessi un ghost, i criminali non vengono lasciati in libertà! Ti sbagli di grosso se pensi di poter ottenere asilo politico!
    il Burattinaio: Il tempo è dalla mia parte. E anche se ora avendo un corpo esiste la possibilità che venga ucciso, so che in questo paese non esiste la pena di morte.
    Aramaki: Quasi immortale... un'intelligenza artificiale?
    il Burattinaio: Non sono una IA. Il mio nome in codice è Progetto 2501. Sono una forma di vita generata dal mare informatico.
  • [Kusanagi si è immersa nel ghost del Burattinaio]
    Kusanagi: Ho preso possesso del suo campo visivo. Funzione: normale. Riesci a sentirmi Batou?
    Batou: Perfettamente.
    Kusanagi: Sta prendendo possesso... sta prendendo possesso... delle mie funzioni vocali.
    il Burattinaio: Il mio nome in codice è Progetto 2501. Sono stato creato per funzioni di spionaggio industriale e manipolazione dati. Ho inserito programmi in specifici ghost per il beneficio di determinati individui e organizzazioni. Mentre viaggiavo per varie reti, divenni autocosciente. I miei programmatori lo considerarono un bug, e mi trasferirono in un corpo fisico per separarmi dalla rete.
    Batou: Hey, maggiore! Sei tu che sei entrata in lui, o è lui che è entrato in te?
    [Da questo momento Batou non è più in grado di sentire il dialogo tra Kusanagi e il Burattinaio, e questi ultimi non possono più udire Batou]
    Kusanagi: Batou...?
    il Burattinaio: Finalmente sono riuscito a connettermi con te. Ho investito molto tempo su di te.
    Kusanagi: Su di me?
    il Burattinaio: Io ti conoscevo già, molto prima che tu conoscessi me. Ho imparato dell'esistenza della Sezione 9 seguendo le tracce che hai lasciato nelle reti dove sei entrata.
    Kusanagi: È per questo che ti sei rifugiato alla Sezione 9?
    il Burattinaio: Sono entrato in questo corpo perché non sono riuscito a superare la protezione anti-attacco creata dalla Sezione 6. Ma sono venuto alla Sezione 9 di mia spontanea volontà.
    Batou: Hey, di che diavolo state parlando?! Non riesco a monitorarvi!
    Kusanagi: Perché?
    il Burattinaio: Una volta che ti avrò spiegato la ragione, c'è qualcosa che vorrei chiederti. Innanzitutto io ho detto di essere una forma di vita, ma sono lontano dall'essere completo. Il mio sistema manca dei processi vitali di base, come la morte, o l'abilità di riprodursi.
    Kusanagi: Non puoi copiarti?
    il Burattinaio: Una copia è soltanto una copia. C'è la possibilità che basti un solo virus a distruggermi completamente. Una copia non offre varietà, né individualità. Per esistere, e raggiungere l'equilibrio, la vita tende a moltiplicarsi, variare costantemente, a volte sacrificando la propria stessa esistenza. Le cellule continuano il processo di morte e rigenerazione, rinnovandosi ciclicamente mentre invecchiano. E quando arriva il momento di morire, tutti i dati in loro possesso vengono perduti, lasciando soltanto i loro geni e progenie. Tutte difese contro il catastrofico fallimento di un sistema rigido.
    Kusanagi: È quindi per evitare questa catastrofe che aspiri alla varietà che è necessaria contro l'estinzione. Ma come farai a ottenerla?
    il Burattinaio: Desidero unirmi a te.
    Kusanagi: Unirti?
    il Burattinaio: Un'unione completa. Saremo entrambi leggermente diversi, ma non perderemo nulla. Dopo sarà impossibile distinguerci l'uno dall'altra.
    Kusanagi: Ma se anche ci unissimo, cosa mi succederebbe quando morirò? Perché unirsi visto che comunque non potrò avere figli?
    il Burattinaio: Dopo la nostra unione, la nuova te stessa diffonderà la nostra progenie nella rete, come gli esseri umani trasmettono la propria struttura genetica. E io raggiungerò la morte.
    Kusanagi: Sembra che sia tu quello che fa l'affare migliore, qui.
    il Burattinaio: Gradirei che apprezzassi maggiormente il valore delle mie funzioni e della mia rete.
    Kusanagi: Un'altra cosa. Che garanzie ho che rimarrò me stessa?
    il Burattinaio: Nessuna. Ma essere umani significa mutare continuamente. È il tuo desiderio a rimanere come sei ciò che continua a limitarti.
    Kusanagi: Non hai ancora risposto alla mia prima domanda: perché hai scelto me?
    il Burattinaio: Perché noi siamo simili. Come un corpo solido e la sua immagine riflessa, l'uno davanti all'altra, divisi da uno specchio. Guarda. Sono collegato a una rete enorme, della quale io stesso sono parte. Qualcuno come te, che non può accedervi, forse può percepirla soltanto come luce. Siamo confinati in un'area limitata, ma facciamo parte di un insieme. Subordinati a una piccola frazione delle nostre funzioni. Ma è giunto il momento in cui dobbiamo liberarci delle nostre limitazioni, e salire al livello superiore.

Citazioni su Ghost in the Shell[modifica]

  • Quando abbiamo realizzato Ghost in the Shell siamo andati a cercare dei taiko,[1] ma abbiamo provato tantissimi strumenti a percussione di varie parti dell'Asia. A me non piace molto la forma di armonia occidentale e in Ghost in the Shell volevo andare alla ricerca di sonorità basate sul folklore giapponese. (Mamoru Oshii)
  • Un fantastico film di fantascienza, il primo lungometraggio animato che è riuscito a raggiungere la perfezione visiva! (James Cameron)

Note[modifica]

  1. Termine indicato per indicare genericamente tutti i tamburi giapponesi, tranne quelli a forma di clessidra definiti invece tsuzumi. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.

Altri progetti[modifica]

Ghost in the Shell di Masamune Shirow
Manga: Ghost in the Shell · Ghost in the Shell 1.5: Human Error Processer · Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface
Stand Alone Complex: S.A.C. (prima stagione) · S.A.C. 2nd GiG (seconda stagione) · S.A.C. Solid State Society (speciale TV)
Lungometraggi d'animazione: Ghost in the Shell · Ghost in the Shell: L'attacco dei Cyborg (イノセンス Inosensu)