Giacinto Carena
Aspetto

Giacinto Carena (1778 – 1859), naturalista e linguista italiano.
Pensieri sull'istinto, tanto negli animali che nell'uomo
[modifica]- Nel registrare, che io feci, il seguente caso, avvenuto di recente, la mente trascorse, quasi direi senza la mia volontà, in questi pensamenti sopra l'Istinto, tanto nell'uomo che negli animali. (p. 191)
- Ora si sa che il fenomeno dello schiudimento delle uova, anche quando si appresenta la prima volta alla chioccia, non sembra esserle inaspettato, ed essa, con modi che quasi si direbbero ingegnosi, concorre anzi al nascimento de' pulcini, e di questi sembra svisceratamente dilettarsi. (p. 192)
- E grandissimo pure è lo spazio tra i bruti e l'umana specie, se si ragguarda alle qualità che all'intelletto più propriamente si riferiscono. Egli è verissimo che molti animali percepiscono, rammentano, paragonano, e tirano conseguenze, cioè formano dei veri giudizii. Egli è vero altresì, che un certo grado di perfettibilità non manca, se non alla specie, almeno agli individui; [...] viaggiatori che i primi stamparono orme umane in isole disabitate narrano concordi la fidanza di animali, anche de' più timidi, quasi a sembrar dimestichezza; ma appena l'uomo fa loro provare la superiorità sua nell'arte del nuocere, che tosto cominciano ad addottrinarsi anch'essi, e provvedere alla loro libertà e alla loro vita, or col difendersi, or col rimpiattarsi, or col fuggire. (p. 195)
- Perciocché la natura non ha voluto sottrarre totalmente l'uomo dai moti dell'Istinto, cioè dalle azioni comandate dalla Natura stessa, ed infallantemente dirette ad un determinato scopo; ma piacque ad essa di dare certe leggi all'uomo, come il maestro dà al fanciullo versi rotti, o frasi travolte, per lasciare a lui il merito o il demerito della buona o della mala collocazione delle parole proposte; così la madre che nella prima infanzia porta di peso il bambino, fatto questo alquanto più robusto, il tiene sollalzato colle guide, lasciandogli tuttavia la libertà delle gambe, e appena reggendone con mano leggiera i passi incerti. (p. 196)
- Or io penso che la linea di separazione, anziché tirarla tra l'uomo e i rimanenti animali, s'abbia a condurre, per dir così, nell'uomo stesso, sì che essa separi quel molto che in esso si trova d'animale, da quel poco, ma preziosissimo, che forma l'essenza sua vera, cioè la triplice facoltà della Volontà, della Attenzione e della Riflessione. (p. 199)
Bibliografia
[modifica]- Giacinto Carena, Pensieri sull'istinto, tanto negli animali che nell'uomo, in Memorie della Reale Accademia delle Scienze di Torino, tomo XXXV, Stamperia Reale, Torino, 1831.
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Giacinto Carena
Commons contiene immagini o altri file su Giacinto Carena