Gian Carlo Riccardi
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Gian Carlo Riccardi (1933 – 2015), artista, pittore, regista teatrale, scultore e scrittore.
Citazioni di Gian Carlo Riccardi
[modifica]- La mia materia è una materia povera, molte volte io metto oggetti che hanno quasi una vita biologica, specialmente nelle installazioni e mi piace proprio vedere questo processo che in un certo senso si pietrifica con alcuni elementi.[1]
- Spero in una resurrezione, resurrectio latina, una resurrezione laica, in cui finalmente si dia spazio allo spirito ed ai valori dell'uomo.[2]
Citazioni su Gian Carlo Riccardi
[modifica]- Si torna così a una misura che è conquistata nella genesi storica dell'opera del giovane artista romano Gian Carlo Riccardi nel recupero pittorico e gestuale per i materiali poveri che caratterizzano l'opera, nei momenti simbolici ed originali del lavoro umano, nella citazione di elementi primordiali generatori di vita e di morte, nella raffigurazione di archetipi che costituiscono il tessuto simbolico dell'uomo, radice stessa della sua storia: una misura che è quindi tramata di passioni, dissidi, reperti, ma che sa ritrovare il "mito", l'originario simbolico, attraverso l'azione, il gesto dell'artista nella sorgiva forza del desiderio (Alberto Moravia).
- Un pittore teatrante o un teatrante pittore, non nel senso di una vera e propria espansione teatrale delle avanguardie pittoriche, come immaginavano Prampolini o Balla, ma in un certo modo un impatto felice e produttivo del teatro nella pittura e viceversa, cioè un farsi spettacolo della pittura stessa, una sorta di sacra rappresentazione veramente pittorica e plastica, una sorta di "mistero" pittorico (Enrico Crispolti).
- Tutte quelle luci che inseguivano in prospettive diverse, anche verticali e si rimandavano l'insensatezza del loro vuoto, come in un reciproco ed ebete barbaglio di specchi, davano fiato illusorio a un incubo di claustrofobia che indicava l'Eden di Gian Carlo Riccardi. Ecco negli spazi, ricrearsi il luogo chiuso, la cella, la prigione, il labirinto pittorico d'un regista visionario. Si viaggia ai limiti dell'utopia, dominio sui cui fantomatici orizzonti lo sguardo del giovane autore si appuntava, probabilmente fin quando, dalle ribalte, frugava nel buio alto delle platee, oltre i muri dei sistemi e delle strutture di sempre (Angelo Maria Ripellino).
- I quadri di Riccardi sono da considerare come un piccolo libro fatto non di parole, ma di comune quasi giornaliera materia di linee, di pezzi di rivista, di segni appena abbozzati, risolti però in termini di singolare lirismo del tutto personale. Se, per nostro puro diletto, parallelo letterario vogliamo cercare a tali lavori, dobbiamo tenere presente "Ulisse" di Joyce, lunghissimo monologo dell'uomo estremamente solo, oppure le pagine (per tenere presente uno scrittore vicinissimo, che ci è anche caro amico) lucide e angosciate di "Il male oscuro" di Berto (Giuseppe Bonaviri).
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