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Gianna Serra

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Gianna Serra (a sinistra) con Gino Bramieri nel 1972

Gianna Serra, pseudonimo di Gianna Rosa Erbetta (1943 – vivente), attrice italiana.

Intervista di Donatella Rosetti, lanuovariviera.it, 16 dicembre 2016.

  • [...] ad un ricevimento a casa del principe Pierfrancesco Borghese [...] era presente tutta la Roma che contava. Notai un signore con occhiali neri e sigaro in bocca che stette a guardarmi per l'intera serata senza che io sapessi chi fosse. Il giorno dopo mi telefonò e mi parlò in un francese dal buffo accento americano. Sulle prime mi parve uno scherzo [...] e lo mandai a quel paese. Chiedendo spiegazioni al principe Borghese, questi mi disse che Zanuck era il re di Hollywood, non aveva alcuna cattiva intenzione, e mi vedeva come un'attrice da promuovere. Lui infatti lanciò Marilyn Monroe [...], Shirley MacLaine, Rita Hayworth. Una volta chiarito, si presentò con la sua segretaria, mi offrì un provino con Frank Sinatra e un contratto di sette anni con la 20th Century Fox. Lo presi sul serio e accettai.
  • [«Come si svolse il provino con Frank Sinatra?»] Fu un provino particolare: dovevo fare la barba a Frank su una sedia da barbiere. Tremavamo entrambi, lui perché non si fidava, io perché non avevo mai fatto la barba ad un uomo. Per l'occasione mi fecero scegliere tra i vestiti della Wardrobe Room, la stanza guardaroba, che era un edificio e sembrava immenso. Scelsi un baby doll di Shirley MacLaine, una delle mie attrici preferite, che aveva indossato per La signora e i suoi mariti (1964) con dei tacchi altissimi. Era color carne con sopra del pizzo nero. Fu un provino "sulla lama di un rasoio" ma andò bene.
  • Nella golden age del cinema hollywoodiano si respirava un'aria fantastica. A forza di frequentare le stesse feste, ci si conosceva tutti nel giro. [...] Il ricordo più vivo è il primo Natale passato a Los Angeles a casa di Frank Sinatra e della sua famiglia, di cui sono stata ospite per un mese. Un uomo generoso che mi aiutò tanto in termini di differenza tra slang americano e inglese e procurazione di contatti. Appena messo piede a Los Angeles mi aspettava una Cadillac nera con quattro guardie del corpo italoamericane all'interno: "Se qualcuno ti fece qualcosa a mia lo devi dire", mi dissero in siciliano.

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