Giardini Vaticani
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Citazioni sui Giardini Vaticani.
- Anche oggi i vecchi giardini vaticani continuano a vegetare sotto il cielo di Roma, coprendosi di nuove foglie ad ogni primavera, esalando tutti i profumi delle loro resine e delle loro linfe nei giorni ardenti d'estate, quando le fontane singhiozzano più amorosamente e centinaia di vanesse e di cavolaie palpitano sulle rose bengaline e sulle grandi ombrellifere che sanno di selvatico, rivestendosi d'oro e di porpora nei crepuscoli tizianeschi dell'autunno, e sprofondandosi nella nebbia azzurrognola delle giornate d'inverno, quando i mobili fili della pioggia sembrano avvincere così tenacemente la nostalgia del passato alla tristezza dell'ora presente. Ma di tutte le belle cose che adornano gli angoli più lontani e più misteriosi dei giardini papali, rimarranno pur sempre le fontane che appariscono all'improvviso in fondo a un cortiletto abbandonato o allo svolto di un viale che sembra non debba finir mai. (Diego Angeli)
- [...] i giardini vaticani hanno un carattere tutto loro, che é pieno di poesia e di austerità. Essi non furono creati per le feste galanti di un qualche embarquement pour Cythère, né i loro viali architettonici videro mai gli strascichi e i falpalà delle pastorelle arcadiche. La maggior parte dei visitatori di Roma non li conosce: oltre i bastioni di Urbano VIII, appariscono a chi dalla porta San Pancrazio discende ai Borghi lungo la Via delle Mura, come luoghi di mistero, che s'immaginano pieni di cose tanto più belle quanto più inaccessibili. Le cime dei grandi pini italici e le cupole oscure dei lecci, svettano oltre la muraglia di cotto, che al tramonto sembra coprirsi di sangue, e nelle pause di silenzio si odono canti di uccelli e chioccolii di fontane. E quello è veramente l'hortus conclusus, dove ogni sera nei bei giorni di sole un Vecchio avanza lento e solo fra questi armoniosi aspetti di natura, di arte, di storia, in cui ciascuno de' predecessori lasciò qualche testimonianza del suo passaggio sulla cattedra di Pietro, e dove anche Egli lascerà segni indelebili del suo pontificato, come altri ve ne lasceranno certamente i successori, a significare, nella perenne vicenda delle opere e dei giorni, la vivente eternità di Roma. (Diego Angeli)
- Il Paradiso dei successori di san Pietro e di Giulio II è una poetica solitudine. Da tre lati le prospettive si prolungano per qualche apertura fin sulla campagna, ed i primi piani, architettati di sassi spugnosi conchigliferi, di marmi e di masse frondose tagliate a disegno, offrono piacevoli contrasti coi macchioni, colle fratte, colle coste brulle e colle ondulazioni bianche e violacee che si vedono più lontano. Il valloncello è disegnato a scompartimenti; limitati dalle terrazze, i quadrati nei quali la vegetazione erbacea disegna dei fioriti rosoni sono incorniciati da muriccioli tappezzati di aranci tagliati a spalliera, ove l'oro dei frutti e il profumato alabastro dei fiori animano il frondeggio. Chiusi da siepi di mortella e di bosso, alti come querceti, fronzuti e fitti come macchie, s'incrociano i viali semivelati da ombre che imitano la notte e dispongono al mistero; qua e là delle tombe antiche danno colore alle eccitate illusioni, e qualche statua che si scopre all' improvviso tra fronda e fronda fa rabbrividire. (Francis Wey)
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