Ginevra (ciclo arturiano)
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Ginevra, personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane.
Citazioni di Ginevra
[modifica]- Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. (Excalibur)
- Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole. (Excalibur)
Citazioni in ordine temporale.
- Lancillotto, ora capisco la vostra falsità e la vostra volgare lussuria! Voi amate altre dame, e per me non provate che disprezzo. Adesso che ho ben chiaro che siete un traditore, state certo che non vi amerò mai più. Non osate comparirmi ancora davanti: da questo momento vi scaccio dalla corte, e per sempre, e vi bandisco dalla mia compagnia. Se tenterete di rivedermi, sarete ucciso.
- No, Lancillotto, non vi sopravviverò! Se sarete ucciso, per amore di Dio accoglierò la morte con umiltà, come è dovere di una regina cristiana.
- La guerra che ha portato alla morte i più nobili cavalieri del mondo è divampata a causa mia e di quest'uomo, e l'amore che ci legava ha causato la rovina del sovrano più onorato della terra. Lancillotto [...] ho assunto questo stato per salvare la mia anima e, con la grazia di Dio e per le piaghe della Sua Passione, confido che dopo la mia morte potrò contemplare il volto benedetto di Gesù Cristo e sedere alla Sua destra nel giorno del Giudizio, poiché in cielo vi sono dei santi che furono peccatori in terra. Perciò, ser Lancillotto, vi supplico di cuore per l'amore che ci fu tra noi di non posare mai più lo sguardo su di me. Vi comando anche, in nome di Dio, che lasciate la mia compagnia e torniate nel vostro regno per preservarlo da guerre e distruzioni. Così come vi ho amato fino ad ora, il mio cuore non mi permetterà più di incontrarvi dopo che a causa vostra e mia è stato annientato il fuore dei re e dei cavalieri. Rientrate dunque nelle vostre terre e prendete moglie per vivere con lei in gioia e letizia. L'unica supplica che il mio cuore vi rivolge è che invochiate il Signore Eterno perché mi conceda di fare ammenda dei miei peccati.
- Supplico Dio Onnipotente che non mi sia mai più possibile vedere ser Lancillotto con i miei occhi mortali.
Citazioni su Ginevra
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Citazioni in ordine temporale.
- – Vorrei che fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?
– Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata amore, questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più! - – Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?
– Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.
– Ginevra...
– Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! - Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. (Lancillotto)
- Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! (Lancillotto)
- Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. (Gawain)
- Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. (Re Artù)
Citazioni in ordine temporale.
- Un giorno poi il re, che nel corso di quegli anni si era quasi sempre fatto guidare dai consigli di Merlino, gli disse:
«I baroni non mi daranno pace finché non prenderò moglie, ma lo farò solo dietro vostro avviso.»
«È bene che vi scegliate una sposa, perché un uomo del vostro rango e della vostra nobiltà non dovrebbe rimanere senza» convenne Merlino. «Vi è una dama che amate più di ogni altra?»
«Sì, Ginevra, la figlia di re Leodegrance della terra di Camelerd: è la fanciulla più bella e più onorata che conosca e inoltre il padre possiede la Tavola Rotonda che, a quanto mi diceste, ricevette da mio padre Uther.»
«Sire, Ginevra è senz'altro una delle più belle fanciulle del mondo» gli disse allora Merlino «ma se voi non l'amaste tanto e il vostro cuore fosse libero, potrei trovarvi un'altra damigella avvenente e dotata di ogni virtù che potrebbe amarvi e piacesse a voi. Tuttavia, so che quando il cuore di un uomo ha operato la sua scelta, è riluttante a volgersi altrove.»
«È vero» gli confermò il re. - Tutte le mie gesta d'armi le ho compiute per amor suo [...] e per lei mi sono battuto, a torto o a ragione. Non ho mai fatto nulla solo per amore di Dio, ma sempre anche per conquistarmi onore e farmi andare di più, e ne sono stato poco o nulla grato al Signore. (Lancillotto)
- Lancillotto, dimentico della promessa fatta e della perfezione raggiunta nel corso della ricerca, riprese a frequentare la regina. Del resto, come dice appunto il libro, se egli non le fosse stato intimamente legato nei suoi pensieri più riposti quanto, in superficie, appariva devoto a Dio, nessun cavaliere avrebbe potuto superarlo nella ricerca del Sangrail. Invece, i suoi più segreti sentimenti correvano sempre a lei. Così essi ripresero ad amarsi con maggiore ardore di prima e i loro convegni si fecero tanto frequenti che la corte cominciò a mormorare, e in particolare il loquace ser Agravano fratello di ser Galvano.
- Non ho mai sentito dire che Ginevra abbia rovinato un solo cavaliere. Anzi, a quel che so, ella ci ha sempre magnificato ed è stata la sovrana più generosa e liberale, e la più munifica di doni e di benevolenza. Sarebbe quindi vergognoso se lasciassimo morire nell'ignominia la moglie del nostro nobilissimo re. (Bors)
- A quel tempo era costume che Ginevra non lasciasse mai la corte senza un seguito di ottimi cavalieri armati, quasi tutti giovani decisi a farsi onore. Erano chiamati i Cavalieri della Regina e in battaglia, ai tornei e alle giostre portavano come insegna uno scudo completamente bianco. Venivano scelti per quel servigio tutti gli anni in occasione della festa della Pentecoste tra i cavalieri che si erano mostrati più valorosi, in sostituzione di quelli che erano morti nel corso dell'anno (e non ne passava uno senza che ne morissero alcuni). Proprio compiendo tale servigio si erano distinti all'inizio ser Lancillotto e tutti gli altri, prima di conquistare rinomanza.
- Il libro francese dice che il re non desiderava affatto che si diffondessero voci su Lancillotto e la regina. A dire il vero, egli ne aveva già il sospetto, ma non voleva sentirne parlare perché amava molto ser Lancillotto per tutto quello che egli aveva fatto in favore suo e di Ginevra.
- Sappiate che soffro di più per la perdita dei miei buoni cavalieri che per la fuga della mia gentile regina, perché di regine posso averne quante ne voglio, mentre non mi sarà mai più possibile riunire una simile compagnia di valorosi. E che sciagura che io e Lancillotto dobbiamo essere nemici! (Re Artù)
- Ser Mordred si recò a Winchester e dichiarò apertamente alla regina (che però era moglie del re, allo stesso tempo suo zio e padre) che intendeva sposarla e perparò le nozze fissando il giorno del matrimonio. Ginevera, pur profondamente addolorata, gli rispose con cortesia e finse di sottomettersi al suo volere; tuttavia espresse il desiderio di recarsi a Londra per comprare quanto le sarebbe occorso per gli sponsali.
- Quando seppe della morte del re e di tutti i nobili cavalieri compreso ser Mordred, ella riparò in gran segreto con cinque dame ad Almesbury dove si fece monaca indossando la veste bianca e nera, e vivendo in penitenza come se fosse stata la più grande peccatrice di questa terra. Da allora nessuna creatura riuscì più a renderla felice, e visse tra digiuni, preghiere e opere di carità al punto che tutti si stupirono della purezza dei sui nuovi costumi. Con il tempo, come era da aspettarsi, divenne anche badessa e governatrice del monastero.
Voci correlate
[modifica]- Re Artù, marito
- Lancillotto, amante
- Sir Gareth, nipote
- Gawain, nipote
- Mordred, nipote