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Giorgio Piola

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Giorgio Piola (1948 – vivente), giornalista italiano.

Paolo Baldinotti, gpx.it, 2 agosto 2003.

  • La Lotus dal doppio telaio era sicuramente una macchina interessante anche se gli stessi piloti erano ben contenti che fosse stata proibita perché l'aria si infiltrava tra i due telai e ogni tanto la macchina da deportante diventava addirittura portante e si prendevano delle paure infinite. Però il concetto era molto avveniristico, molto interessante.
  • [Sulla Ferrari F92A] Poteva essere una macchina interessante ma fu costruita molto male, aveva un telaio che fletteva, sospensioni non buone. Di sicuro quello che l'ha penalizzata non è stato il concetto aerodinamico.
  • La [...] Brabham col ventilatore [...] ovviamente era un'idea totalmente illegale e lo scrissi e lo dimostrai sui disegni un po' in tutto il mondo... Gordon Murray che era un mio grande amico all'epoca, mi ricordo... fu l'unico periodo in cui ci furono dei momenti non di attrito ma... non gradì la cosa molto. Vedendolo tanti anni dopo lui stesso ammise che la macchina era totalmente irregolare.
  • [...] non per essere italiano, ma io ho sempre difeso in tutti questi [...] anni la Minardi perché pur essendo una scuderia piccola, trovo che (forse perché sono piccoli hanno bisogno di trovare qualcosa)... il muso a formichiere l'hanno introdotto loro, il cambio in titanio l'hanno introdotto loro, le sospensioni dietro molto interessanti con le barre di torsione orizzontali sono poi state copiate un po' da quasi tutti [...]. Non è detto che soltanto le grandi squadre introducano innovazioni [...]
  • [Su Gérard Ducarouge] No, non lo considero tra i grandi [progettisti della storia della F1]; lo considero un gran furbone, uno che sapeva utilizzare le soluzioni altrui e uno che spesso ha fatto delle furbate. È innegabile che la Lotus all'epoca di Senna avesse il fondo che muovesse; è innegabile che le sue Ligier di Pironi e Laffite che andavano molto bene avessero le famose "clapettes" che io documentai con una foto a Watkins Glen e lui si arrabbiò molto e dopo di che non le potè più usare. Erano delle paratie che in pieno rettilineo si aprivano e facevano diminuire la pressione nelle pance e quindi la macchina andava più veloce. Un gran furbone, un tecnico onesto ma soprattutto un gran furbone.
  • [Sulla Wolf WR1] È stata una macchina che vinse subito perché era affidabile e a inizio stagione molte case ci mettono un po' ad essere affidabili. Una machina interessante ma tradizionale, anche bella perché aveva una forma un po' diversa rispetto al solito. È stata una buona macchina.
  • [Sulla Toleman TG184] Erano i tempi di Rory Byrne e le sue pazzie aerodinamiche. Se non sbaglio era quella dal doppio alettone dietro... [«...esatto con due alettoni dietro, e aveva davanti una sorta di doppio alettone sovrapposto...»] si, si... era una macchina... Rory Byrne aveva delle idee stravaganti. [...] era una macchina sicuramente interessante. Poco affidabile, come sono sempre state le macchine di Rory Byrne senza Ross Brawn a fianco.
  • [Sulla March 881] Il classico esempio di quanto un genio come Newey e Byrne se non hanno a fianco un Patrick Head per Newey e un Ross Brawn per Byrne possono fare delle cose che sono bellissime in galleria del vento ma poi servono a un po' meno se non in condizioni del tutto particolari. Ancora adesso Ivan Capelli si ricorda... Io all'epoca feci un disegno molto esplicativo della sezione della pedaliera. Le due caviglie, i due tacchi parliamo, erano completamente attaccati. Il pilota non poteva aver nessun movimento laterale perché il telaio era vagamente triangolare, trapezoidale più stretto in basso che in alto. A quell'epoca c'era una sezione, non una forma, da rispettare, una sezione di tot centimetri quadrati. Una macchina molto buona come aerodinamica. Se non era su piste liscie la macchina non andava e i piloti dopo un po' di giri avevano persino crampi e non avevano la circolazione che funzionasse alla perfezione. Per cui ogni tanto perdevano tantissimo tempo e potevano fare testacoda. [...] È il tipico esempio di come una vettura interessantissima possa diventare problematica in pista.
  • [...] la più brutta di tutte, anche se mi dispiace perché era coinvolto un tecnico serissimo, Rocchi, della Ferrari era la Life, quella col motore strano... [«...aveva un motore a W se non sbaglio...»] Quella non avrebbe neanche dovuto arrivare ai Gran Premi perché praticamente non riusciva a fare due giri senza che si rompesse. [...] quella Life era veramente un disastro. Sembrava uscita da un'officina, da un capannone. Non aveva niente che potesse far pensare che dovesse correre in F1.

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