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Giovanni Branchini

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Giovanni Branchini (... – vivente), procuratore sportivo italiano.

Citazioni di Giovanni Branchini

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Citazioni in ordine temporale.

  • Arrigo è un amico, ma sa bene d'aver vinto quando si è trovato, tutti insieme, i Baresi, i Maldini, i Tassotti, gli Ancelotti, i Donadoni e i Costacurta.[1]
  • Oggi ci sono molti meno campioni "veri" [...] perché il sistema, "drogato" dal denaro, non permette alle giovani promesse di fare quel percorso di maturazione che consente a un atleta talentuoso di diventare un campione. Rispetto al passato sono venuti meno i sacrifici, l'umiltà, i passaggi chiave. Oggi appena un calciatore mostra un po' di qualità viene coperto di denaro, i social lo rendono popolare e gli viene sottratta la possibilità di fare quell'apprendistato che in passato ha permesso di trasformare dei talenti in campioni.[2]
  • Sono conscio che nel mondo del calcio tantissime persone lavorano per guadagnare, convinti che i giocatori siano come delle azioni, che si acquistano sperando che il valore salga propiziando un utile. Io invece ritengo – e ho sempre ritenuto – che il nostro lavoro consista nel piantare una pianticella, aiutandola a diventare un albero grande e forte, con una lunga vita.[2]
  • Le motivazioni del successo nello sport sono disperazione, o smisurata ambizione, o la bella vita.[3]

«Anarchia nemica del mercato»

Guerin Sportivo n. 5 (1181), 28 gennaio – 3 febbraio 1998, pp. 30-31.

  • La legge Bosman, inizialmente a favore dei giocatori, si è trasformata per loro in un boomerang e oggi non li protegge più. Non salvaguarda la massa, quelli che stanno dietro a Ronaldo e Batistuta. Sta cedendo lo zoccolo duro del calcio.
  • [...] il calcio non è solo un fatto politico o economico, ha una valenza culturale, nel senso vero e non demagogico del termine. È sport, ed essendo sport vanno difese la tradizione e la fisionomia del calcio.
  • Una volta gli stranieri facevano fatica a dimostrare nei primi mesi il loro valore, per tutti si è sempre citato Platini. Oggi molti stranieri non hanno più nemmeno la chance per far vedere di essere da Italia, i tempi si sono accorciati troppo. Anche per un nuovo fatto: l'intervento diretto dei presidenti, i quali, spendendo parecchio e mettendosi in primo piano, hanno alzato la portata dei movimenti. Un tempo, un direttore sportivo avrebbe esitato a proporre un acquisto, timoroso magari di scatenare la reazione del presidente. Oggi è quest'ultimo a intervenire.
  • [Sul calciomercato] [...] si è fatto tutto più caotico: un tempo c'era maggiore pudore nel proporre un giocatore scarso, adesso circolano videcassette e quant'altro in proporzioni illimitate.
  • [Sul lavoro del procuratore sportivo] [...] diventa complicatissimo muoversi oggigiorno. Se non hai amicizie, fiducia da parte della gente, rapporti di lavoro consolidati nel tempo, non c'è più spazio. Il primo che arriva è spesso il più ascoltato, e questo è deleterio perché intacca i principi morali del calciatore. Non accetta più la panchina, se non gioca vuole andarsene.

Intervista di Dario Cresto Dina, repubblica.it, 5 giugno 2021.

  • La boxe è verità. Non ci sono trucchi o chiacchiere, nella boxe devi essere te stesso, non puoi bluffare. La pazienza e il coraggio devono coniugarsi perché campioni non si nasce, si diventa imparando innanzitutto a camminare sul ring e poi piano piano a colpire e a non essere colpito. Il coraggio serve per ragionare non per picchiare.
  • Amo il sacrificio dell'allenamento, l'alchimia dello spogliatoio e il valore mistico della sconfitta. Amavo soprattutto accompagnare l'opportunità che lo sport offre ad ognuno di poter crescere sul piano umano. Oggi questo concetto di sport propedeutico alla vita si è molto perduto, il guadagno è divenuto l'unico motore, la priorità invece della conseguenza.
  • Il potere dei procuratori è direttamente proporzionale allo spazio e alle connivenze che presidenti e club concedono.

Note

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  1. Dall'intervista di Giancarlo Dotto, L'analisi di Branchini: «Giochi chi lo merita», corrieredellosport.it, 10 settembre 2018.
  2. a b Dall'intervista di Nicola Martinetti, Branchini: «Soltanto una crisi profonda potrà ridare equilibrio al calcio», cdt.ch, 19 gennaio 2024.
  3. Dall'intervista di Luca Serafini, Giovanni Branchini: "La mia vita a tavola tra guantoni, bicchieri e palloni", vendemmie.com, 5 febbraio 2024.

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