Giovanni Ciampoli
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Giovanni Ciampoli (1589 – 1643), presbitero, poeta e umanista italiano.
Dei fragmenti dell'opere postume
[modifica]Qvesto Anfiteatro, che si domanda il Mondo, e dalla Terra dilata i suoi spatij fino alle Stelle, è senza dubbio l'Vniuerso della vista.
Citazioni
[modifica]- Alla Filosofia però deue bastare per soggetto il Mondo sensibile. Prima per necessità, perche malamente si possono formare le conseguenze dell'intelletto, doue manchino del tutto le relationi del senso. Secondariamente per sufficienza, perche in questo conuito perpetuo, che dalla natura s'apparecchia all'ingegno soprabbondano sempre viuande intatte, per pasteggiare la curiosità. (p. 2)
- Non deuono i discorsi di Filosofia dilatarsi oltre alli spatij del Mondo; che fabrica di vanità mettersi à stabilire fondamenti nella no[n] sussistenza di vn vacuo intelligibile? che inauuerte[n]za di giudicio condur la sapienza à pascolarsi in quegli abissi del Nulla? (p. 3)
- L'antecedente discorso dimostrò, che cosa sia la potenza; passiamo adesso dalle speculationi à i fatti, e vediamo, com'ella si generi. Non fù mai parto in terra, che voglia più tempo à concepirsi, che stempri più gl'humori nel formarsi, che dia più graue doglie nel prodursi, che ricerchi più spese nel conseruarsi. Prima gli huomini nascono naturalme[n]te liberi, e per questo abborriscono talmente la soggettione, che niuna dottrina si riceue nel mondo con maggiori applausi, quanto quella, ch'essorta più tosto à non viuere, che à seruire. (p. 265)
Bibliografia
[modifica]- Giovanni Ciampoli, Dei fragmenti dell'opere postume, Giunta, Venezia, 1655.
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