Giovanni Gerbi

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Giovanni Gerbi nel 1920

Giovanni Gerbi detto Diavolo Rosso (1885 – 1955), ciclista su strada italiano.

Citazioni su Giovanni Gerbi[modifica]

  • Diavolo rosso dimentica la strada | vieni qui con noi a bere un'aranciata, | contro luce tutto il tempo se ne va... (Paolo Conte)
  • È pur vero che fu primo nel Giro della Lombardia di quell'anno. Ma al casello di Busseto s'accordò col casellante perché chiudesse il passaggio a livello dietro di lui; e al medesimo casello i suoi tifosi trattennero i francesi Garrigou e Petit Breton; e il gregario Chiodi che aveva prezzolato per esserne allenato, durante la corsa per eccesso di zelo cadde addosso ai sopraddetti francesi; e Chiodi stesso poi, scontento per quanto poco Gerbi l'avesse pagato, confessò l'inghippo e il suo zelo prezzolato. Ma soprattutto nel finale del Giro, subito dopo Monza, fu trovata una benda di cuoio con dentro infissi dei chiodi in serie; accanto c'erano due paracarri. Fu la prova incontrovertibile che costrinse alla squalifica del collerico brachicefalo Gerbi. (Geminello Alvi)
  • Gerbi aveva fronte bassa e di quelle teste brachicefale, quadre, che fanno riconoscere certi settentrionali indubitabili parentele craniologiche coi tedeschi. I suoi capelli erano però castano scuro, rasati, da galeotto, poco sopra gli occhi piccoli, sempre pronti al corruccio, senza sopracciglia. Gerbi stava quel giorno per cimentarsi in un allenamento prezzolato, che il padrone del chiosco d'angurie lì accanto, tale Granida, aveva organizzato, per una modica tassa d'iscrizione che si sarebbe poi spartita con lui. (Geminello Alvi)

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