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Giovanni Gerolamo Savoldo

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Savoldo, Tobia e l'arcangelo Raffaele, (Roma, Galleria Borghese)

Giovanni Gerolamo Savoldo (1480 circa – post 1548), pittore italiano.

Citazioni su Giovanni Gerolamo Savoldo

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  • Mentre Venezia si abbandonava alla inebriante canzone del colore, e rapiva ai tramonti l'oro delle carni e dei lussuosi paesi, il Savoldo semplificava il tono per la determinazione pittorica della forma sbalzata da luce. Restìo alle morbidezze dei Veneziani è il suo colore, come lontano dal fuoco tizianesco è il sentimento di grandezza muta, di serietà profonda, che pervade l'arte di questo pensoso ricercatore.
  • Quando vien meno la ricerca delle variazioni di colore mediante minute variazioni di superficie, il Savoldo, nel dipingere il tessuto compatto di una casacca di fustagno o di un cappellaccio di ruvido panno, come nel fissar in luce la massa greve di una mano, apre spiragli verso la pittura del Caravaggio o di Velazquez giovane.
  • Tempra schietta di Lombardo, il maestro bresciano educato a Venezia non fu mai un vero giorgionesco. Mentre Tiziano giovane e il Palma miravano all'accordo tonale delle zone cromatiche, il Savoldo, sin dall'inizio volto a ricerche luministiche, vedeva nei contrapposti d'ombra e luce lo strumento al risalto pittorico delle forme.

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