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Giro d'Italia 2000

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Stefano Garzelli, vincitore del Giro d'Italia 2000.

Citazioni sul Giro d'Italia 2000.

Citazioni

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  • Io il Giro l'ho perso sull'Izoard, il giorno prima. Se non c'era Pantani, Garzelli finiva a 2 minuti, invece è arrivato alla crono con 25". Marco quel giorno fece un capolavoro e soprattutto lo aiutò a tenere i nervi saldi. In certi casi, più delle gambe fa il panico. La squadra serve a quello. Ma lo stesso non mi sarei mai aspettato di crollare così. La mattina stavo bene. Feci la ricognizione. Poi la gamba diventò di legno. Mi sbloccai un po' dopo il Monginevro, ma pedalavo sapendo che stavo perdendo. Fu abbastanza deprimente. (Francesco Casagrande)
  • Sicuramente il Giro del 2000 l'ho perso più io che vinto Garzelli. L'ultima settimana iniziai ad avere problemi al nervo sciatico. Nei primi chilometri della cronometro di Sestriere avevo una gamba quasi anestetizzata, non avevo sensibilità, forza; e lì ho perso la maglia rosa. (Francesco Casagrande)

Citazioni in ordine temporale.

  • [«Se chiude gli occhi e ripensa a quel Giro, qual è la prima immagine che le torna in mente?»] Forse il momento in cui, a un chilometro dell'arrivo della crono del Sestriere, Alessandro Giannelli, il direttore sportivo che mi seguì in quella prova, pronunciò la frase che ancora mi procura la pelle d'oca: "Vai Stefano, che la maglia gialla si sta trasformando in rosa". La maglia gialla era quella della Mercatone Uno, la squadra mia e di Pantani. E proprio Marco, passeggiando insieme la sera prima della gara, mi disse un'altra frase che non dimenticherò: "Tranquillo Stefano, che domani tu sarai in rosa". Era più convinto lui di me che avrei vinto il Giro.
  • [«Nella tappa dell'Abetone [...] il Pirata crolla [...]. Il suo distacco all'arrivo è invece contenuto e di fatto lei diventa il nuovo leader della Mercatone»] Avevo fatto le prime otto tappe al fianco di Marco. Lui aveva quel modo di correre partendo sempre un po' dalle retrovie, e fu così anche sulla strada che portava al traguardo dell'Abetone. Perciò, all'inizio, rimasi disciplinatamente accanto a lui. Ma quando mi accorsi che non era in giornata, partii all'attacco. Lo dico: la mia fu un'azione impressionante. Recuperai su metà gruppo, quando arrivai in testa Casagrande era già andato via, ma io il Giro l'ho vinto quel giorno. Lasciare indietro Pantani non fu una decisione facile, ma ancora oggi penso che fosse la cosa giusta da fare. Avevo le mie ambizioni e se fossi rimasto fino alla fine accanto a Marco, avrei perso ogni possibilità di provare a vincere la corsa.
  • [«E la crono?»] Ero tranquillo. Ero a 25 secondi dalla maglia rosa, ma in quella specialità mi difendevo bene, e stavo bene di mio. E dire che arrivavo da una giornata, quella di Briançon e dell'Izoard, che per me non era stata decisiva. E in quell'occasione, proprio Pantani mi aveva aiutato a non perdere contatto da Casagrande: fu l'unica volta in carriera che Marco fece il gregario. Al Sestriere era proprio Casagrande, da 10 giorni in rosa, ad avere tutto da perdere. Per me, arrivare secondo o terzo, equivaleva comunque a una vittoria.

Voci correlate

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Altri progetti

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