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Gli ultimi cinque minuti

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Gli ultimi cinque minuti

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Linda Darnell e Vittorio De Sica in una scena del film

Titolo originale

Gli ultimi cinque minuti

Lingua originale italiano
Paese Italia, Francia
Anno 1955
Genere commedia
Regia Giuseppe Amato
Soggetto Aldo De Benedetti
Sceneggiatura Aldo De Benedetti, Oreste Biancoli
Produttore Giuseppe Amato
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Gli ultimi cinque minuti, film italo-francese del 1955 con Linda Darnell e Vittorio De Sica, regia di Giuseppe Amato.

Frasi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Ci sono tanti matrimoni senza amore e pare che siano i più felici. (Carlo)
  • Il nostro professore di greco, al liceo, sai che ci diceva? «Vedete, ragazzi, se Menelao, quando Elena l'ha piantato, fosse stato zitto e buono, nessuno si sarebbe accorto di nulla; invece lui s'è messo a strillare, ha provocato una guerra interminabile e adesso voi, ragazzi, dovete imparare a scuola che Menelao era becco, e dopo più di tremila anni se ne parla ancora». (Carlo)
  • Begonie. Sono i fiori che preferisco. Hanno una dolcezza calda, lasciva, quasi sensuale. Con le loro foglie variegate, colorate; con i loro petali densi, carnosi. Guardi: sembrano labbra di donna protese per un bacio. (Dino)
  • Guai, guai a far capire a una donna che l'ami: le donne non si tengono con l'amore ma con la paura di non essere amate. (Carlo)

Citazioni su Gli ultimi cinque minuti

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  • Aldo De Benedetti è certo uno dei commediografi che più si sono dati da fare per il nostro cinema d'anteguerra [...]. Ed è di oggi la versione di un altro lavoro teatrale, sfuggito chissà come alle precedenti ricerche degli appasionati [...]. De Sica deve conoscere De Benedetti ormai a memoria per averlo recitato varie volte sulle scene e poi sullo schermo [...] [il film] ha qualche spunto divertente. (Dario Zanelli)
  • La commedia omonima di Aldo De Benedetti (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di De Sica – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (Il Mereghetti)
  • Palesemente teatrale, non poco artificioso, il filmetto ha un certo mordente che gli viene dal dialogo brioso e da una ricca e ben armonizzata scelta di attori che giostrano intorno ai due piacevoli protagonisti. (Leo Pestelli)
  • Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da Aldo De Benedetti (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di V. De Sica. (il Morandini)

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