Gotham (terza stagione)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Gotham (serie televisiva).

Gotham City

Gotham, terza stagione.

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Episodio 1, Il cacciatore di taglie[modifica]

  • Bullock: Quanti evasi hai ripreso finora, eh? Sei? Cinque testoni a cranio non è male. Cosa succede quando non ce ne sono più?
    Gordon: Gotham non credo si libererà presto dei suoi mostri.
  • Io imploro ogni cittadino di Gotham: se amate la vostra famiglia, se amate i vostri figli, trovate Fish Mooney. Fino ad allora, nessuno è al sicuro. (Oswald Cobblepot)
  • Tabitha: Ehi, Butch.
    Butch: Ehi, come te la passi?
    Tabitha: Ti prendi cura di te?
    Butch: Sì, sì, e, ehm, tu? Tu come te la passi?
    Oswald: Glielo hai già chiesto!
  • Selina: Tutto bene, Butch? Il mondo ti schiaccia?
    Butch [sospirando]: Eh, sto bene ragazza. E tu sei troppo giovane per stare qui, smamma.
    Selina: Cavolo, volevo solo essere carina. [se ne va]
    Butch [a Oswald, riferito a Tabitha]: Solo vederla mi uccide, sai?
    Oswald: Scordatela. E, la ragazza ti ha sfilato il portafogli.
  • Oswald: Perché non uccidermi quando aveva l'occasione? Ero alla sua mercé. Ha-ha certo un obbiettivo più grande, devo sapere cosa sta architettando.
    Edward: Davvero? Quando Alessandro fu davanti al nodo Gordiano, un nodo così complicato che nessuno era mai riuscito a scioglierlo, lui estrasse la sua spada e lo tagliò in due. I dettagli possono distrarre, a volte. È meglio una soluzione semplice. Non importa cosa lei stia progettando, tieni solo a mente... che i pinguini... si nutrono... di pesce.
  • Non so a chi di voi avrei più voglia di spaccare la testa. [a Gordon] Certo, chiaro. La vita di ha deluso, vero. E allora? Questo ti rende speciale? Tu fatti trovare ancora sulla mia strada e giuro che ti spello vivo e infilo la testa su un palo! [a Bullock] E tu... quando sono tornato, e ho visto come gestivi il lavoro mentre ero via, giuro mi sono sentito una cosa qui... ho creduto che fosse un attacco di cuore, invece era orgoglio Bullock, ero fiero di te. Quando risentirò quella sensazione... saprò che è flatulenza. (Nathaniel Barnes)

Episodio 2, Un nuovo inizio[modifica]

  • Valerie: Buongiorno. Sorpreso di vedermi?
    Gordon: Non proprio. Che cosa vuoi?
    Valerie: Ho una proposta...
    Gordon: Non sono interessato.
    Valerie: Vedila come un modo per dire "Mi spiace averti ammanettata a uno sportello".
    Gordon: È che non mi dispiace. [Valerie si fa strada e guarda lo squallido appartamento]
    Valerie: Wow. Dunque, è qui che vivi. Chi pensa a futuro come cacciatore di taglie dovrebbe vedere questo con indosso una tuta protettiva. Non porti donne qui, vero?
  • Barbara: Jim: ti ho sognato, l'altra notte. Avevi avuto un terribile incidente. E perso entrambe le gambe. E io ti spingevo su una grande carrozzina per bambini.
    Gordon: Ci vediamo, Barbara.
  • Oswald: È fatta Butch: messa finalmente all'angolo come un ratto!
    Butch: Sì, ma che facciamo? È pieno di sbirri, lì.
    Oswald: La GCPD non è Gotham. E Gotham ascolta me.
  • [a Strange] Sai, avevo un night club, una volta. E di contorno offrivo protezione. Ogni primo del mese la gente doveva pagarmi. Ogni tanto saltava fuori che qualcuno era a corto e mi diceva "Mooney, non ho i soldi per pagarti, Mooney, Mooney, mi serve più tempo", e piangevano, frignavano e poi ho scoperto, che quando li spremevo e li spremevo ancora di più, e ancora, ancora di più, gli usciva sempre qualcosa. Tu dovrai aggiustarmi. O giuro su Dio che implorerari la morte e la morte non arriverà. (Fish Mooney)
  • Oswald: Perché non uccidermi? Sono tornato a quella notte non so quante volte e non trovavo il senso. Perché non mi hai ucciso? Io l'avrei fatto all'istante. Rispondimi!
    Mooney: Perché tu sei mio. Eri il mio portaombrelli, rammendi? Mi massaggiavi i piedi quando erano stanchi. E ora guardati: il terrore di Gotham. Di tutte le cose che ho fatto nella mia vita, probabilmente la migliore, è stata tramutare Oswald Cobblepot in te; il Pinguino. Non potevo distruggere questo. [indicando Strange] Chiedi a lui. Lui lo sa cosa significa portare qualcosa alla vita. È una parte di te per sempre.
    Oswald [abbassa la pistola con le lacrime agli occhi]: Addio, Fish. Non tornare.

Episodio 3, Guardami negli occhi[modifica]

  • [Mentre ipnotizza una persona] Chiudi fuori il senno. Risveglia la follia. Quando dirò così la tua dimora diventerà la mia. (Jervis Tetch)
  • Chi sono? I tuoi sogni infesto e la realtà, perché so cosa più paura ti fa. Dunque fuggi, fuggi dal tuo castello, ma sai che non potrai scappare dal mago col cappello. (Jervis Tetch)
  • Oswald: Gotham trabocca di criminalità, Butch. Chi meglio di un criminale per ripulirla?
    Butch: Ok, ho avuto a che fare del peggio del peggio di Gotham, ma i politicanti... mi fanno paura.
  • Mario [cucendo la testa di Jim]: Lee parla benissimo di lei. Sono Mario, il fidanzato di Lee.
    Gordon: Gentile, da parte sua.
    Mario: Senti, Jim, non so come vedi questa storia, ma... voglio che tu sappia che io l'amo moltissimo, avrò cura di lei.
    Gordon: Buono a sapersi.
    Mario: Tra noi tutto ok?
    Gordon: Sì, certo. perché non dovrebbe, è storia vecchia e superata, ormai, tra me e Lee. Non avrai nessun problema da me. Auguro a entrambi il meglio.
    Mario: Grazie. Ho finito.
    Gordon [sorridendo]: Ma, se dovessi farle del male, ti verrei a cercare e ti ucciderò.

Episodio 4, Il sindaco di Gotham[modifica]

  • Non sono un mostro. Ma se ne vuoi vedere uno, aspetta che mio fratello venga a prendermi. (Alice Tetch)
  • [a Gordon, che le ha chiesto un favore] Oh, allora Jim devi essere completamente fottuto. (Barbara Kean)
  • Barnes: Senti, hai avuto delle brutte botte. Blackgate, Lee... non so che è successo quando sei andato da lei, posso immaginare. Ma a un certo punto devi fare pace con le decisioni che hai preso.
    Gordon: E se non ci riesco?
    Barnes: Impara da me. Fa' di non svegliarti un giorno e renderti conto che sono passati vent'anni.
  • Gordon: Dovrai fidarti di me.
    Bullock: Be', ricordati di farmelo incidere sulla lapide.
  • Oswald: [dopo essere stato eletto sindaco] Non mi si può comprare, ma rubare con uno sguardo. Senza valore per uno, ma inestimabile per due. L'amore. Mi amano.
    Edward: Se compravi le elezioni non avresti mai saputo. E adesso lo sai. Bella sensazione, eh?
    Oswald: Come sapevi che avrei vinto?
    Edward: Ho sempre creduto in te, anche quando non credevi in te stesso.
    Oswald [a Butch]: Tu. Non hai mai creduto che potessi vincere con le mie forze. Mi sa che non sei tagliato per queste cose.
    Butch: Cosa?! Vuoi prendermi in giro?! Questo...
    Oswald: Tranquillo, mi servi comunque come spacca ossa. [a Edward] Andiamo Ed. Il pubblico ci aspetta.

Episodio 5, Qualunque cosa per te[modifica]

  • Edward: Il popolo ti adora. La gang ti temono. E domani sera la cream di Gotham si riunirà per festeggiare te. Che cosa potresti chiedere di più?
    Oswald: Condividerlo con qualcuno.
  • Butch: Mettiamola così. Io riprendo il mio posto accanto a Pinguino e ti proteggo.
    Tabitha: Farai molto più di questo. Sei in debito. E un giorno io verrò a riscuotere.
  • Bruce: Quanto dobbiamo restare?
    Alfred: Il tempo perché il mondo la veda, signorino Bruce, essere Bruce Wayne e sorridere.
    Bruce: È questa la nostra vita, ora? Feste e finti sorrisi? Mi mancano i vecchi tempi.
    Alfred: Anche a me.
  • Butch: Tu che fai le scalpe a Oswald.
    Zsasz: Senti da che pulpito viene la predica.
  • Bruce: C'è qualcosa fra di noi. Lo so che c'è. Anche tu lo devi sentire.
    Selina: Regola uno: non ti azzardare a dirmi cosa fare. [lo bacia]
    Bruce: Quindi senti qualcosa per me? Sono confuso.
    Selina: Bene. [se ne va]
  • Spero tu sappia, Oswald... che io farei qualunque cosa per te. Potrai sempre contare su di me. (Edward)

Episodio 6, Il gioco delle coppie[modifica]

  • Gordon: È per tua sorella, non è così? Nella tua mente bacata incolpi me per la sua morte
    Tetch: Non parlare di lei!
    Gordon: Ho avuto modo di consocerla, era una brava persona, per questo ti odiava, per questo è morta cercando di sfuggire da te. Vuoi la vendetta? Ucciditi.
  • [Tenendo Leslie e Valerie in ostaggio] Le presentazioni: Lee Thompkins, ti presento Valerie Vale. Entrambe avete una cosa molto importante in comune. Siete le due metà del cuore di Jim Gordon. (Jervis Tetch)
  • Oswald: Salve, Luke. Sono il sindaco Cobblepot. Perché non giochi con gli altri bambini?
    Luke: E se poi succede che non gli piaccio?
    Oswald: Be', non potrai mai saperlo se prima non provi. [sogghignando] E se poi non ti vogliono... come ti girano le spalle li butti giù per le scale.
  • Leslie: Tu e Jim siete fatti l'uno per l'altra.
    Valerie: Grazie.
    Leslie: Non è un complimento.
  • Isabella: Ti affanni per non perdermi, quando sono perduto ti affanni per riguadagnarmi. Che cosa sono?
    Edward: Il tempo.

Episodio 7, La Regina Rossa[modifica]

  • Valerie: Non è che hai del whisky, vero?
    Gordon: No, spiacente.
    Valerie: Fai sparare a una ragazza e non le porti nemmeno da bere. Hai una bella faccia tosta.
  • Kathryn: Appartengo a una delle più antiche famiglie di Gotham. E faccio parte di un gruppo che... supervisiona le cose.
    Oswald: Che genere di cose?
    Kathryn: Tutte quelle che contano a Gotham. Abbiamo tenuti gli occhi anche su di lei per un certo tempo, signor Cobblepot.
    Oswald: [allarmato] Chi è lei con esattezza?
    Kathryn: La contatteremo quando sarà il momento. Si goda la serata.
  • Gordon: [durante un'allucinazione di un dialogo tra lui e suo padre] Quando ero piccolo, mi sentivo sempre dire "tuo padre è un eroe". Io sapevo che il giorno andavi in tribunale, la sera giocavi a palla con me mentre mamma cucinava. Poi sono cresciuto, e ho capito che eri un eroe. Non era solo perché eri un grande procuratore, era che ti alzavi giorno dopo giorno, affrontavi il peggio della città, ma non te lo portavi mai a casa da mamma e me. Ci proteggevi. Io volevo essere come te. Invece sono l'opposto. Distruggo tutto, tutti quelli che ho intorno.
    Peter Gordon: No, andiamo. Io sono tutt'altro che perfetto. Sono pieno di lati oscuri, dentro, solo che non mi ci fisso. Guarda quello di buono che puoi fare, questo conta.
    Gordon: E' quello che cerco di fare...
    Peter Gordon: No, ti proteggi dietro la facciata ipocrita da lupo solitario perché hai paura. Perché questo?
    Gordon: Il distintivo comporta delle aspettative. Pretendono un eroe, e io non lo sono.
    Peter Gordon: Sai che cos'è un eroe? Un uomo che mette gli altri sempre davanti a sé stesso. Che conosce i propri limiti ma non teme di fallire e che sa chiedere aiuto se gli serve. Ora, io non sempre ero quell'uomo, ma non ho smesso di provarlo a esserlo.

Episodio 8, Il Giustiziere[modifica]

  • Pennies: Senti, io non ho ammazzato nessuno. Sono l'addetto alle pulizie, tutto qui.
    Barnes: Solo alle pulizie.
    Pennies: Sì.
    Barnes: [avvicinandoglisi] Quello che fa i corpi a pezzi e li butta in una vasca di acido, tutto qui.
    Pennies: Che...che cosa vuoi fare, amico? Ehm, solo, portami dentro, okay?
    Barnes: Oh, è questo che vuoi, lo so, che ti leghi i tuoi diritti, ti fornisca un avvocato... e fra due o tre anni ti riveda in giro libero come uccellino. Qualunque altra sera, sì. Mi roderebbe, vero, però se lo farei... non stasera.
    Pennies: Il Rospo, è lui che vuoi, è lui che ha commesso la tresca, è...
    Barnes: E' scattato qualcosa in me. Quando vedo una blatta come te il sangue mi ribolle. E ho soltanto voglia di punirti, di farti soffrire. Fino ad ora sono riuscito a controllarmi. Ma diventa sempre più forte.
    Pennies [ultime parole]:[terrorizzato] Ti prego... te l'ho detto, è il Rospo che cerchi! Ti supplico, arrestami!
    Barnes: Siamo oltre, ormai.
  • Bullock: Eccoti qua. Una chiamata, zona industriale. Vieni?
    Gordon: Tutto qui? Niente bentornato?
    Bullock: Per favore, se facciamo festa ogni volta che torni alla GCPD quand'è che li prendiamo i cattivi?
  • Barnes: Sai com'è quando vinci una battaglia, ma perderai la guerra?
    Gordon: Le guerre si combattono una battaglia alla volta.
  • Mario: Una volta mi hai detto che se mai facessi del male a Lee mi uccideresti, ora è il mio turno. Io amo Lee, e sono pronto a fare qualunque cosa per tenermela.
    Gordon: Allora un consiglio: è segno di insicurezza, la gelosia.
    Mario: Gordon? [Gordon si gira e Mario lo colpisce in faccia; Gordon esita un momento e si asciuga il sangue dalla bocca]
    Gordon: E' solo per Lee che non rispondo.

Episodio 9, Io sono la legge[modifica]

  • Barnes: Questa città è a un bivio, Gordon. La domanda è...i buoni combatteranno, faranno ciò che è necessario? La decisione spetta soltanto a te.
  • Gordon: [dopo aver scoperto che Barnes è un assassino] Che cosa le è successo? Com'è diventato così?
    Barnes: E' quello che sono sempre stato. Avevo solo bisogno di qualcosa che mi sbloccasse.
    Gordon: Di che cosa sta parlando?
    Barnes: Tu ti limiterai a dire che sono un pazzo. Be', non è così. Non sono mai stato tanto forte, tanto lucido in vita mia.
  • Barnes: Giorno dopo giorno i criminali si fanno beffe della legge, be', oggi traccio una linea nella sabbia. La sola domanda è questa: da che parte stai?
    Gordon: Contro di lei.
  • Ivy: Oh mio Dio, voi due fate coppia, ora?
    Bruce: Sì.
    Selina: No.
    Bruce: Ah, no?
    Selina: Non è il momento di parlare di questo, ora!
  • Bullock: Scusa se ho dubitato di te.
    Gordon: Non l'hai fatto. Non quando contava.

Episodio 10, Bomba a tempo[modifica]

  • Oswald: Abbiamo dei trascorsi, tu e io. Ma se provi ancora a puntarmi la pistola addosso, Olga dovrà pulire da terra il tuo cervello. E' un'autentica maga con le macchie.
    Barbara: [sorridendo] Ciao, Pinguino.
  • Tabitha: Dimmi che cosa vuoi.
    Edward: Voglio spezzare il cuore di Butch, prima di porre fine alla sua vita. Una cosa tipo occhio per occhio.[guarda la sua mano e sorride] Ma in questo caso... prenderò una mano.
  • Tabby, le ultime settimane sono state le più belle della mia vita. E' lo stesso se non mi ami. Perché io ti amo. E per uno come me, questo è sufficiente. [rivolgendosi a Edward] Quanto a te, hai ragione, l'ho uccisa. Ho ucciso la donna che amavi. E sai che cos'ha detto prima che le ficcassi una pallottola in testa? Sai che cosa mi ha detto? Ha detto che avrebbe tanto voluto stare con un vero uomo. (Butch Gilzean)
  • Barbara: Questa donna, Isabella. Nygma ha detto che era una bibliotecaria, giusto? Chi ucciderebbe una bibliotecaria, qual'è il motivo?
    Butch: Non lo so, un libro reso in ritardo, le cose sfuggono di mano.
  • Sono stufa di sedere al tavolo dei bambini. Se ho ragione, possiamo avere molto più della vendetta. Possiamo avere tutto. Non serve andare in guerra, dobbiamo solo iniziarne una. (Barbara Kean)

Episodio 11, Ossessione[modifica]

  • E' il classico caso di posto sbagliato nel momento sbagliato, uno prende il cranio di un altro con entrambe le mani e lo spreme, lo vedo continuamente. (Harvey Bullock)
  • Barbara: [tossendo] Pinguino!
    Edward: Hai tossito il nome di Pinguino?
  • Jim, sei in anticipo. le nostre strade non dovevano ancora incrociarsi. Ma non ti ucciderò adesso. Se lo facessi, diventeresti un martire. E lei ti porterebbe nel cuore per sempre. No, prima di ucciderti... lei dovrà odiarti. E ti odierà. (Mario Calvi)
  • Io so di chi stai parlando. Oh sì, va da sé, una piccola puntura e ora il virus è il suo re. Ma ora non c'è niente che tu possa dire, nessuna tua parola potrà estorcere da me il più piccolo indizio. Perché questo gioco è il mio gioco, dico io quando finisce, e per ora il divertimento a me gradisce! (Jervis Tetch)
  • Niente! Niente da me avrai, il suo nome da me non lo caverai, taglia, schiaccia, sangue, la terra freme, da guarire a uccidere il passo è breve. (Jervis Tetch)
  • Gordon: Ti amo. Ti amo. Non ho mai smesso. Volevo raggiungerti non appena uscito di prigione, ma non ce l'ho fatta. Mi vergognavo. Credevo di dover prima aggiustare le cose, ma alla fine sono venuto da te. Ti ho vista, dalla finestra. Con lui. Sorridevi, sembravi felice. Non me la sono sentita di entrare. Una decisione che rimpiango da allora. Ti prego, non sposarlo.
    Leslie: Dopo il matrimonio, Mario e io lasceremo Gotham. Non ti vedrò mai più.
    Gordon: Lee...
    Leslie: [piangendo] Accidenti a te, venirmi a dire questo ora! Vieni qui con le tue accuse assurde e, siccome io non ti credo, te ne esci con questo! Come osi! [lo schiaffeggia]
    Gordon: Non capisci? Vuole che tu mi odi.
    Leslie: Be', c'è riuscito.

Episodio 12, Fantasmi[modifica]

  • Zsasz: Sono qui come messaggero.
    Gordon: Okay, ti ascolto.
    Zsasz: Sei pieno di problemi. Uccidere il figlio del Padrino...è fuori di sé. Non l'avevo mai visto così.
    Gordon: Voglio parlargli.
    Zsasz: Oh no, è troppo tardi.Non ci vorrà molto prima che lui dia l'ordine di piantarti una pallottola in testa.
    Gordon: Puoi tentare.
    Zsasz: Io non vado a tentativi. E non torno mai sui miei passi. Non mi vedrai arrivare. E non sentirai nulla. Se non avremo più occasione di parlarci...è stato bello conoscerti. Sei un bravo ragazzo. E comunque, bel colpo con Mario. Non mi è mai piaciuto.
  • Sei tu il vero virus, Jim. Tu irrompi nella vita delle persone finché non le distruggi. (Leslie Thompkins)
  • Barnes: Vuoi sapere di tuo marito, vero? Se era un maniaco malato? Se ti avrebbe uccisa? Be' posso dirti questo: non mi sono mai sentito meglio in vita mia, più sicuro, più forte, più concentrato. Perfino adesso lo sento scorrere nelle mie vene, guarisce il mio corpo.
    Leslie: Quindi, Mario avrebbe potuto vivere una vita normale? Avremmo trovato una cura. Jim non doveva ucciderlo.
    Barnes: Una cura? Questo virus non è una malattia, è solo l'antidoto. E' la cosa migliore che mi sia mai capitata. Non mi serve una cura. Assassini, ladri, stupratori... James Gordon è uno di loro. Quando uscirò da qui, e fidati, succederà, lui sarà il primo che giudicherò. Lui e il pattume umano che contagia questa città. Tutti saranno giudicati, condannati e infine giustiziati! Purificherò Gotham e gli innocenti mi ringrazieranno! Il loro salvatore! Il loro giustiziere!

Episodio 13, La notte del risveglio[modifica]

  • Gordon: Senti, vuoi incolparmi per la morte di Mario? Me ne farò una ragione perché almeno sei qui, sei viva. Ma fai che l'odio che provi verso di me non ti cambi in qualcosa che non sei.
    Leslie: O cosa, Jim? Se divento troppo diversa mi spari nel cuore come hai fatto con Mario?
    Gordon: Perlerò con Harvey. Sei tornata al lavoro troppo presto, ti serve altro tempo...
    Leslie: Sì, fallo pure. Io dirò che ho visto il sostituto del capitano prendere a pugni un sospettato. Non toccarmi mai più, e non dirmi cosa devo fare.
  • Jerome: [parlando con Leslie dopo essere tornato in vita] Wow, è una storia scioccante. Sai, so di essere morto, ma... a te non sembra una cosa da pazzi? Eh?
    Leslie: Stai sognando, magari. Puoi provare a spararti.
    Jerome: Ah? [mima l'atto di spararsi con la pistola ma cambia idea] Nah. Ehi, parlami ancora di questa setta. Appaio come un grande, eh?
    Leslie: Sono un branco delirante di schizzoidi e idioti.
    Jerome: Schizzoidi e idioti? Oh, è il genere che preferisco! Ugh! [tossisce e ansima per poi riprendersi] Scusa. Sono ancora un po' intontito. Sai, sono appena tornato in vita. L'anno scorso c'è stata solo oscurità... per quanto i miei occhi possano vedere. Io ti conosco, vero?
    Leslie: Sì, bravo.
    Jerome: [in tono alludente] E... noi due... tu e io... per caso abbiamo...?
    Leslie: [disgustata] Oh... oddio, no.
    Jerome: Non ti piacciono i rossicci? Oh, ricordo bene! Jim Gordon, la sua piccola verginella...
    Leslie: Vacci piano.
    Jerome: Come vanno le cose tra te e Jimbo? Eh? State ancora insieme, o...?
    Leslie: Non più.
    Jerome: Non più? Oh, è davvero un peccato. Mi piacevate come fidanzati. Sì, cos'è capitato?
    Leslie: Ha ucciso mio marito dopo le nostre nozze. [Jerome si mette a ridere sguaiatamente] Lieta che ti faccia ridere.
    Jerome: E' così! Capisco perché tu non rida. Oh, wow! Succede di tutto quando sei morto!
    Leslie: Sai una cosa? Continua, dai, divertiti. Ci saranno un centinaio di poliziotti di là, pronti a ucciderti di nuovo.
    Jerome: Ah, capisco che vuoi dire. Mi aspettano. Quelli. L'ultima volta che sono stato, ehm, sai, in vita, stavo per uccidere Bruce Wayne. Eh, suppongo di non essere riuscito a... [Leslie scuote la testa] no, giusto, Dio, Galavan mi ha accoppato, quel Giuda con le orecchie a sventola! Be', penso che ucciderò lui per primo.
    Leslie: Theo Galavan è morto.
    Jerome: Oh... chi mi ha preceduto?
    Leslie: Quale delle due volte?
    Jerome: Anche Galavan lo hanno riportato in vita?
    Leslie: Mh-mh.
    Jerome: Quel figlio di puttana cerca sempre di eclissarmi! A questo punto, allora, mi manca solo una cosa... dov'è la mia faccia?
  • Pollard: Respira, James. Non ho torto un capello della sua bella testolina.
    Gordon: Stai ripetendo quello che Jerome mi ha detto l'anno scorso?
    Pollard: Io sono Jerome.
    Gordon: No, no, tu sei il sostituto che finge di essere la star. Sei un ciarlatano.
    Pollard: No, IO SONO JEROME! Io sono Jerome, e presto Gotham lo scoprirà.
    Gordon: Be', stai facendo una cosa che Jerome non mi ha mai fatto: annoiarmi.
  • [messaggio in tv] Ciao ciao. Come forse qualcuno saprà, sono morto. Oh-oh. Ma date retta a me: la morte... è... noiosa. Ma tornare in vita... ah, è magnifico! Dovremmo morire tutti per acquisire una sana, nuova prospettiva sulla vita. E vorrei proprio condividere questa cosa con voi. Satnotte, Gotham, nell'oscurità, non esistono regole. E quindi, stanotte, Gotham, fa' ciò che vuoi, uccidi pure chi vuoi. E quando nascerà il mattino... anche voi sarete, amici miei... rinati. (Jerome Valeska)
  • Jerome: [prima di uccidere Dwight Pollard] Oh, e tu...?
    Pollard [ultime parole]: Dwight.
    Jerome: Non ti perdono affatto per la mia faccia. [si mette a ridere]

Episodio 14, L'ultimo circo[modifica]

  • Gordon: Tu sai dov'è Jerome? Lui dov'è?!
    Seguace di Jerome: Lui dov'è? Guardati in giro! Lui è ovunque!
  • Sapevo che eri stato tu, Oswald! Isabella era la mia vita, il mio tutto, e tu me l'hai portata via! E ora ti porto via tutto ciò che ti appartiene. Be', diciamo quasi tutto. Hai ancora la tua vita. Ma anche quella finisce stanotte. (Edward Nygma)
  • Bruce: C'è un piano dietro questa pazzia?
    Jerome: Questa gente non vuole un piano, vuole un pretesto. La madre che sogna di strangolare il figlio. Il marito che vuole accoltellare la moglie. Quello che vogliono è qualcuno che dica loro "Sì, fallo. Uccidili pure. Non ha importanza". Non ne ha. [si gira verso un gioco dove un ostaggio è tenuto sospeso su una vasca di piranha] Amo questo gioco! Una, prego! Bene.
    Bruce: Non la passerai liscia.
    Jerome: L'ho già fatto. Ora sta' zitto. Devo concentrarmi.
    Bruce: Qualche decina di pazzi non può tenere in ostaggio la città per sempre.
    Jerome: Giusto, che idiota!
    Bruce: Quindi qual è il punto?
    Jerome: Il punto è che tutte quelle persone là fuori, che saccheggiano, rapinano, uccidono, sono le persone che ti lavano l'auto, che ti versano il caffè o portano via i rifiuti. E cos'è successo quando la luce si è spenta? Hanno rivelato le loro vere facce. E vogliono in gran fretta aprire le venuzze di un ragazzino molto ricco per farsi il bagno nel tuo sangue blu. Ecco qual è il punto.
    Bruce: Questo non è vero. Ci sono brave persone a Gotham.
    Jerome: Ad esempio? Le pecore che chiudono a chiave la porta e si rifugiano sotto il letto? Devi accettarlo: a Gotham non c'è nessun eroe.
  • [preparandosi a uccidere Bruce in pubblico] Okay gente, questo è importante: qualsiasi cosa facciate, vi prego, provatelo anche a casa. Magari su un membro della famiglia. (Jerome Valeska)
  • Oswald: Ed,ti amo. So che tu mi credi adesso, quindi ora devi ascoltarmi quando ti dico che, se fai questo, diventerai un altro.
    Edward: Ho già ucciso in passato, Oswald.
    Oswald: Non in questo modo. Non sarà un crimine passionale o di autoconservazione, questo sarà un omicidio a sangue freddo di qualcuno che ami.
    Edward: Io, Oswald, non ti amo.
    Oswald: Hai bisogno di me, Edward Nygma. Come io ho bisogno di te. Non ci può essere l'uno senza l'altro.
    Edward: Tu hai ucciso Isabella.
    Oswald: Il punto è...
    Edward: E' QUESTO IL PUNTO! Non puoi convincermi a parole, Oswald! Volevo che tu soffrissi quanto ho sofferto io. L'hai uccisa, quindi tu muori.
    Oswald: Quando ci siamo conosciuti, tu eri solo un nervoso, un'insulsa nullità. Tu non eri nessuno! Io ho creato Edward Nygma! E io sono l'unico al mondo che ti vede per ciò che realmente sei! Quello che puoi ancora diventare! Non puoi fare questo. Ed, mi stai ascoltando?
    Edward: Sto ascoltando.
    Oswald: [singhiozzando] Dì qualcosa, ti prego...
    Edward: Io l'amavo, Oswald. E tu l'hai uccisa. [gli spara e lo getta in acqua]

Episodio 15, L'Enigmista[modifica]

  • Edward: [all'allucinazione di Oswald che appare come riesumato dal fiume] Non ti ho detto di non gocciolare sul divano?
    Oswald: Se l’unico che se la prende con le allucinazioni autoindotte perché mettono in disordine casa.
  • Oswald: Devi essere il primo della storia a fare una strage allo scopo di trovare un maestro di vita. Ed, lascia perdere gli enigmi.
    Edward: No. Un buon enigma...è rivelatore, per risolverlo devi risolvere il mistero di chi lo pone. Se trovo chi risolve i miei enigmi...troverò chi può aiutarmi.
    Oswald: Credi davvero di trovare qualcuno che può insegnarti ad essere cattivo?
    Edward: Sì! Naturalmente. L’hai detto tu stesso che non c’è nessun Edward Nygma senza Pinguino. Ma un conto...è sapere chi sono...e un conto è sapere come essere lui, sono due cose distinte.
    Oswald: Ed, i cattivi non hanno nessun maestro. Pinguino è nato nel momento in cui ho buttato Fish Mooney giù da un edificio. Senza l’aiuto di nessuno.
    Edward: Oh, è interessante...forse ho sbagliato l’approccio al problema.
    Oswald: E’ ovvio.
    Edward: Non mi serve un maestro. Mi serve un nemico.
    Oswald: No, non è…
    Edward: I più grandi cattivi sono sempre stati definiti dagli uomini che hanno cercato di fermarli. E io conosco l’uomo perfetto.
    Oswald: Per favore, non dire…
    Edward: Jim Gordon.
  • [a Lucius] Senti: stiamo ancora cercando i corpi della mattanza di Jerome, per non parlare delle richerche del nostro caro sindaco scomparso. Non dispongo delle risorse necessarie per dare seguito ai tuoi sospetti. Sentito come ho detto bene "dare seguito" ? (Harvey Bullock)
  • [all'allucinazione di Oswald] Ammetto che, uccidendo te, ho ucciso una parte di me. Ma troverò un modo per andare avanti, a qualunque costo. Rinascerò, sarò un uomo nuovo. E, finalmente, ti lascerò alle spalle. (Edward Nygma)
  • Ehy, preferisci che usiamo la mano pesante? Oggi ho messo il vestito buono, quindi vorrei andarci leggero. (Harvey Bullock)
  • Edward: Tutta la mia vita... ho sentito come ci fosse stato un altro dentro di me. Qualcuno più forte e più intelligente di cui avrebbero avuto paura. Nessuno l'aveva mai visto.
    Lucius: Eccetto Pinguino.
    Edward: Eccetto Oswald.
    Lucius: Allora perché l'hai ucciso?
    Edward: Perché Oswald ha ucciso la donna che amavo.
    Lucius: E ora che non c'è più Oswald, io dovrei ricoprire quel ruolo? Essere il tuo riflesso?
    Edward: No, perché io lo so chi sono. Io so come poter essere lui. [puntandogli contro la pistola] E tu mi sei stato d'aiuto. Quindi grazie.
    Lucius: Ed... hai ucciso sei persone. Sette, incluso Pinguino. Hai annunciato all'intera città che sei un criminale, un assassino. Ed, se c'è una parte della tua mente che non è malata... ascoltami. Hai bisogno d'aiuto. Consegnati alla polizia.
    Edward: Le mie azioni sembrano folli ai tuoi occhi?
    Lucius: A quelli di chiunque.
    Edward: Ho... ho ucciso il miglior amico che abbia mai avuto. La mia ricerca di un maestro o di un nemico era il mio tentativo di restare aggrappato a lui. ma ora io so chi sono. E senza di lui.
    Lucius: Dunque, chi sei ora?
    Edward: Oh, andiamo Foxy. Sono l'Enigmista!
  • Edward: La nostra amicizia ha sempre significato molto per me. Mi eri molto caro. E mi manchi ora.
    Oswald: Però, ti senti quasi in colpa di avermi ucciso. Lo sai che l'intera GCPD ti sta dando la caccia?
    Edward: Sì.
    Oswald: Be',non per scoraggiarti, ma, che tu lo voglia o no, nessuno avrà mai paura de " l'Enigmista".
    Edward: Forse non ancora. Ma ne avranno presto.

Episodio 16, La Corte dei Gufi[modifica]

  • Il giudizio è stato emesso. Gotham deve cadere. (Kathryn Monroe)
  • Un'organizzazione segreta che controlla tutta Gotham? Se è vero qualcuno dovrebbe dirgli che stanno facendo un lavoro da schifo. (Harvey Bullock)
  • Ivy: Alza la mano destra. Allora, giuri di essere fedele e sincero con Pinguino?
    Gabe: No.
    Ivy: Ahi.
    Oswald: Non capisco. Perché no, perché non può essere fedele?
    Ivy: Su, avanti, rispondi.
    Gabe: Non lo sono mai stato. Ti ho solo seguito per paura. Come tutti gli altri.
    Oswald: In realtà ci può anche stare. Paura e rispetto, prima regola del managent.
    Gabe: Nessuno ti ha mai rispettato. Abbiamo sempre visto quello che sei davvero. Un idiota mostro che faceva il portaombrelli. Niente di più.
    Oswald: Un idiota? Un mostro? Un mostro? [afferra un atrezzo da giardino e lo colpisce più volte] Sì, mostro! MOSTRO, MOSTRO, MOSTRO!
  • Sciamano: Nel corso dei secoli abbiamo cercato di fermare il ciclo di crimini e violenze che affligge Gotham, solo per poi vederlo rispuntare. E sai perché questo accade? Le persone hanno paura. E la paura nutre l'assenza di speranza.
    Bruce: Dovrei credere che ti stanno a cuore gli abitanti di Gotham?
    Sciamano: E' così. Moltissimo. Ed è qui che entri in gioco. Gotham ha bisogno di qualcosa che credo solo tu possa darle.
    Bruce: Cosa?
    Sciamano: Un protettore, Bruce.
    Bruce: Io non posso proteggere Gotham, non da solo. Nessuno può farlo.
    Sciamano: Può darsi. Ma se tu diventassi un simbolo, un simbolo contro la paura, Gotham potrà rinascere.
  • Oswald: Okay, lo ammetto. Può darsi che abbia perso le staffe per un attimo. Mi dispiace molto.
    Ivy: Tutto okay.
    Oswald: Non so perché mi sono fatto trasportare. Le parole volano, giusto?
    Ivy: Io ho sempre considerato le parole come pietre.
    Oswald: Sì, io pure.
    Ivy: Questo vuol dire che abbandoni i tuoi propositi di vendetta?
    Oswald: Io non sono in grado di affrontare Nygma, Barbara e tutti gli altri da solo.
    Ivy: Chi ha mai detto che devi affrontarli da solo? Selina mi ha raccontato cose pazzesche sulla gente conosciuta a Indian Hill. Volevi formare un esercito, no? Be', che ne dici di un esercito di mostri?
    Oswald: Che genere di mostri?

Episodio 17, Il Re degli Enigmi[modifica]

  • [a Edward] Vuoi diventare famoso? Prova a morire. Posso darti una mano. (Tabitha Galavan)
  • Gordon: Ascoltami: lascia perdere, potresti farti del male.
    Leslie: Pensi che me ne importi qualcosa? Sono stufa di vederti distruggere la vita delle persone e farla franca. Quando scoprirò che cosa hai fatto farò in modo che tu la paghi e godrò fino in fondo.
  • Gordon: Harvey, sei un genio.
    Bullock: Sì, dimmi qualcosa che non so.
  • Selina: Fammi capire bene, questa limousine accosta, letteralmente spuntata dal nulla, e questa signora inquietante ti dice di salire perché "saresti potuto essere molto di più"? E tu l'hai fatto?
    Cinque: Non sapevo dove andare.
    Selina: E dove sei stato negli ultimi mesi?
    Cinque: Non è importante. Ciò che conta è che lasci Gotham, subito.
    Selina: Perché?
    Cinque: Perché la città è stata giudicata, e accadranno brutte cose.
    Selina: Giudicata da chi? Da quelli che ti hanno preso? Aspetta, i tuoi vestiti, i tuoi capelli, il modo in cui parli... dov'è Bruce?
    Cinque: Selina...
    Selina: Che cosa hai fatto a Bruce?
    Cinque: Sta bene, non è a Gotham. Non gli accadrà niente di male.
    Selina: Allora dov'è?
    Cinque: Non importa, devi fidarti di me, devi lasciare Gotham oggi.
    Cinque: Fidarmi di te? Neanche ti conosco. [cerca di andarsene ma Cinque la ferma]
    Cinque: Dove vai?
    Selina: A dirlo ad Alfred, e adesso lasciami andare!
    Cinque: Selina non puoi, non puoi dirlo a nessuno.
    Selina: Allora perché me l'hai detto?
    Cinque: Perché io ci tengo a te. E se c'è una persona a cui volevo dirlo, quella sei tu.
    Selina: [ridendo ironica] Questa... è la differenza tra te e Bruce Wayne. Proverebbe a salvare tutti. Puoi fingere quanto vuoi, ma non potrai mai essere come lui. Non sei niente, non sei nemmeno una persona vera. Non conti niente.
    Cinque: Ti sbagli su di me. Io invece conto. E tu non lo dirai ad Alfred.
    Selina: Ah, sì? Come mi fermerai? [Cinque la scaraventa fuori dalla finestra]
  • Gordon: Ti consideravo un amico.
    Edward: Posso arrivare di soppiatto o davanti a te senza che te ne accorga. Ma, quando invece mi rivelo, non sarai più lo stesso, cosa sono?
    Gordon: Non m'importa, Ed...
    Edward: Tradimento. Con cui l'amicizia finisce. Quindi, a cosa servono gli amici?
  • Fries: [riferendosi al disegno sul ritratto di Oswald] C'è un punto interrogativo sulla tua faccia.
    Oswald: Puoi dormire nel freezer.

Episodio 18, Il ritorno dei cattivi[modifica]

  • Sciamano: Tutto quel dolore e rabbia, pensi che siano forza? Non lo sono. pensi di poterli gestire? Non puoi. Pensi siano parte di te, ma non devono esserlo. Sai perché sei stato sconfitto così facilmente?
    Bruce: No.
    Sciamano: E' la tua rabbia, Bruce. Ti acceca. Cerchi di controllarla ma è lei che controlla te. E lo fa sin da quella notte. Rabbia e dolore sono due facce della stessa medaglia. Posso liberarti dal dolore di quella notte e, quando lo farò, niente sarà più in grado di fermarti.
  • Kathryn: Gotham è malata. Crimini e violenza sono così frequenti che la gente ne è diventata immune. Per guarire la città dobbiamo forzarli a rendersi conto.
    Gordon: Forzarli come?
    Kathryn: Rivelando al popolo di Gotham il loro lato oscuro.
  • Ho atteso a lungo questo momento, Bruce. Insieme, la faremo pagare a Gotham. (Sciamano)
  • Hugo Strange, sei in arresto per tentato uso di un'arma virale e... sai già il perché. (Harvey Bullock)
  • Gordon: Vuoi la verità? Va bene. Ho ucciso Mario. Ho finito di chiedere scusa. Ti avrebbe uccisa.
    Leslie: Non è così.
    Gordon: Ho visto il pugnale. Ho visto il pugnale e ho premuto il grilletto, e lo rifarei ancora. Era infettato.
    Leslie: Sì, perché Jervis Tetch voleva punire te. Te, non Mario. Mario non si meritava tutto questo.
    Gordon: Vuoi incolparmi per la sua morte? Bene! Se vuoi uscire da quella porta e non tornare non posso fermarti. Non ti aiuterà, però. Credimi. L'altro giorno sulla tomba di Mario mi hai chiesto come faccio ad andare avanti. Ora lo sai.

Episodio 19, Tutti saranno giudicati[modifica]

  • Harvey Bullock:Come è che nessuno nasconde mai qualcosa in un posto dove mi piacerebbe cercare? Chessò, una birreria, uno strip club...
    Gordon: O un casinò.
    Bullock: Esatto. Quello che chiedo è solo un po' di considerazione.
  • Oswald: Sparandomi, Ed, mi hai dato qualcosa per cui vivere: la vendetta.
    Edward: Sì... a meno che...[lo colpisce sulla fronte]
    Oswald: Cosa?!
    Edward: Per vedere se eri vero.
    Oswald: Dio!
  • Oswald: Lo scopriremo presto, no Edward?
    Edward: Ti ho detto di non chiamarmi così.
    Oswald: Come? Edward? Ma è il tuo nome, Edward. Edward. Edward, Edward, Edward, Edward, Edward...
    Edward: Basta!
  • Tetch: Brilla, brilla, la dottoressa, da lei voglio una promessa: con me ad Arkham resterà, come il marito nella fossa sta.
    Leslie: Carina.
  • Edward: IL MIO - GRIMARTELLO - E' STATO CONFISCATO! Ora siamo entrambi bloccati in questo buco umido il più del dovuto. Sarai contento.
    Oswald: Le guardie ti hanno pestato?
    Edward: Lo sai che l'hanno fatto.
    Oswald: E mi fa felice. E perché ci tengono qui, perché non ci uccidono e basta?
    Edward: Non lo so. A parte il primo incontro con una donna di nome Kathryn, non ho avuto contatti con il management. Ma, ascoltando le guardie, ho capito che la Corte progetta un attacco alla città.
    Oswald: Bene. Tu vuoi uccidermi e io voglio uccidere te. Ma stare chiusi qui non fa bene a nessuno dei due. Dobbiamo scappare.
    Edward: C'è un solo modo perché sia possibile.
    Oswald: Lavorare insieme.
    Edward: Devono esserci delle regole.
    Oswald: Nessun sabotaggio.
    Edward: Ovvio. Aspettare di essere fuori per uccidere.
    Oswald: D'accordo.
    Edward: E ci diamo almeno sei ore, una volta scappati. Con te che vuoi accoltellarmi non riuscieri a concentrarmi, e questo non è bene.
    Oswald: D'accordo. Con riluttanza.
    Edward: Aiutiamoci reciprocamente ad evadere, così saremo liberi di ucciderci a vicenda fuori da qui.
    Oswald: D'accordo. [si stringono la mano]
  • Gordon: Alfred, cos'è successo?
    Alfred: Si tratta di Bruce. E' stato rapito.
    Bullock: Oh, perché, perché non c'è niente di facile?!
  • Bullock: Da quanto è scomparso?
    Alfred: Non lo so, potrebbero essere giorni, o settimane.
    Bullock: Settimane?! Come fa ad essere sparito da settimane senza che tu lo sappia?
    Alfred: Perché non me ne sono accorto. L'hanno rimpiazzato, va bene? Con... con un clone identico, creato a Indian Hill.
    Bullock: Un secondo, alt, un passo indietro, m'è parso di sentirti dire "clone"?!
    Alfred: Perché l'ho detto.
    Bullock: Mi devo sedere.
  • Bullock: [Alfred gli consegna i pezzi del gufo di cristallo] Questo è il gufo? Che diavolo gli è successo?
    Alfred: Jerome Valeska l'ha frantumato quando ha fatto irruzione nella villa. E' capace di ricomporlo?
    Bullock: Non so neanche fare un puzzle. Mi verrebbe da pestare le tessere fino a farle entrare.
  • Alfred: Dov'è Gordon?
    Bullock: Sta interrogando Kathryn Monroe.
    Alfred: Cioè la donna della Corte dei Gufi?
    Bullock: Sì... [Alfred esce di corsa e Bullock lo insegue] cioè no, no! Non la donna della Corte dei Gufi! Oddio, non lei!
  • Alfred: Okay, dimmi dov'è Bruce Wayne. O ti garantisco che te ne pentirai.
    Gordon: Alfred, ci penso io.
    Kathryn: Poliziotto buono poliziotto cattivo, pratica un po' stucchevole, non trovate signori?
    Alfred: Sì, solo che io non sono un poliziotto, capisci? [pugnala Kathryn alla mano] Sono un maggiordomo!

Episodio 20, Il giorno del giudizio[modifica]

  • Edward: Voi dovreste preoccuparvi di Pinguino.
    Butch: No, scusa, noi dovremmo preoccuparci, hai detto? Sei tu che gli hai sparato e l'hai buttato nel fiume!
    Edward: Ahh, Butch, che hai la mano di piombo è noto a tutti, ma il tuo cervello non è da meno.
    Butch: Carino.
  • Leslie: Non vuoi sapere il virus che cosa ha tirato fuori da me? Cosa mi ha mostrato?
    Gordon: No.
    Leslie: Il mio amore per te. E' piuttosto ovvio, se provi a pensarci. La perfetta dottoressa Lee Thompkins perché dovrebbe essere attratta da un uomo con tante ombre? Così portato alla violenza? Forse perché qualcosa, dentro di lei, quello desidera. Quello cerca. Quello esige.
    Gordon: Non è vero.
    Leslie: Il virus è qui a indicarmi come cedere ai miei più profondi desideri. E non intendo più negarmi a ciò che voglio davvero.
  • Oswald: [riferito a Firefly] Puoi trovarla?
    Selina: Perché?
    Oswald: C'è una guerra che sta per scoppiare tra me, Ed Nygma e Barbara Kean, mi serve il mio esercito.
    Selina: Cosa c'è per me?
    Oswald: La mia gratitudine.
    Selina: Okay.
  • Sciamano: Questo detonatore innescherà la bomba. In migliaia saranno infettati dal virus, la città sarà completamente distrutta e infine, dalle sue ceneri, un eroe oscuro sorgerà. Tu. Quando sarà il momento, dovrai premere questo pulsante. Sei pronto ad abbracciare il tuo destino, Bruce?
    Bruce: Sì. Gotham deve cadere.
  • Una volta, sai, la lealtà significava tutto. Don Falcone, Maroni, persino Fish. Avevano i loro difetti, ma seguivano dei codici. Ed Nygma, Barbara Kean... non li farebbero nemmeno sedere allo stesso tavolo con don Falcone. E, invece, eccomi qua, costretto ad abbassarmi a combattere contro di loro. (Oswald Cobblepot)
  • Butch: Ehilà, Fish. Come stai?
    Fish: Be', vediamo: ero viva, e poi ero morta. E poi ero viva. Direi che le cose stanno migliorando.
  • [riferito a Fish] Quella donna sa cos'è un'entrata in scena. (Butch Gilzean)

Episodio 21, La Testa del Demone[modifica]

  • [mentre Gotham cade nel caos per il virus] Mentre le fiamme dell'edonismo lambivano le fondamenta stesse della società, Nerone suonava e cantava "La distruzione di Troia". Una cosa c'è da dire sulla Corte dei Gufi: sì, hanno davvero stile! (Edward Nygma)
  • Strange: Ce l'ha, è lì nei suoi occhi. [ridendo] Sì, ha il virus!
    Fish: Davvero? Dimmi Jim, cosa si sente?
    Gordon: Che devo compiere uno sforzo immane per non ucciderti.
    Fish: Però!
  • Bruce: Voglio che te ne vada.
    Alfred: Questo non succederà. Non si libererà di me così facilmente. Deve prima rammentare chi è il vero Bruce.
    Bruce: Lo so chi sono e qual è il mio destino.
    Alfred: Ora ascolti me. Quell'uomo che voleva farle detonare la bomba, qualunque cosa le abbia promesso -libertà dal dolore, potere-, niente, niente di tutto ciò è vero. Voglio che rammenti ciò che è vero.
    Bruce: Io so che cosa è vero! Sono stato vendicato per la morte dei miei genitori! Questo è vero!
    Alfred: No. No, questo non è vero. Quello che è vero è che tutte le volte che stava male da bambino sua madre le sedeva accanto a leggerle delle storie finché non si addormentava. Questo è vero. A sette anni, quando prese la sua barca a remi e si perse in mezzo al temporale e io e suo padre uscimmo a cercarla gridano, urlando come impazziti, finché suo padre non la trovò e scoppiò a piangere. Questo è vero. Sì, lei ha perso i suoi genitori in quel vicolo e forse quell'uomo le ha cancellato il dolore di quella notte, ma non c'è vita senza dolore, non c'è amore. Lui non ha potuto toccare l'amore che suo padre e sua madre le hanno dato, che lei ha ancora con sé. [tocca il cuore di Bruce] Che ha ancora qui. Lo stesso amore che io ho per lei. Le voglio bene, signorino Bruce. Farei qualunque cosa per lei, darei la vita per lei. E' quell'amore che lei deve ritrovare. Ritorni da me, signorino Bruce.
  • Leslie: Dov'è Babs?
    Butch: Che cosa vuole da lei?
    Leslie: Non sono affari tuoi, galoppino.
    Butch: Mi scusi, come mi ha chiamato?
    Leslie: Scusa, tu non sei un galoppino, no. Sei più uno stirascarpe. Dovrebbero darti un chioschetto all'ingresso, col berrettino. Ti si addice di più.
  • [ultime parole, rivolta a Oswald] Ascoltami. Fa' che questa città diventi tua. O bruciala, distruggila. (Fish Mooney)
  • Ra's Al Ghul: Sappi che ho più anni di quanto tu passa immaginare. Che ha fatto e visto cose che farebbero tremare il cuore di tutto ciò a cui credi. Che mi ritengono essere un demone. Un santo. Uno spirito. Per tutti questi anni, in tutti i miei viaggi, c'è una cosa che non ho mai trovato: un vero erede. Ma devo sapere se sei pronto.
    Bruce: Lo sono.

Episodio 22, Il Cavaliere Oscuro[modifica]

  • Jim? Tu e la tua ex siete due infettati, uh? Ho sentito che Lee vuole rimuovere la mia bella testolina dal collo. Questa me la rende persino simpatica. (Barbara Kean)
  • Cos'è, mai visto un contenitore pieno di sangue? (Harvey Bullock)
  • Edward: Il tuo destino è quello di fallire, Oswald. Perché lascerai sempre che siano le tue emozioni a guidarti. Odio. Rabbia. Paura. Amore.
    Oswald: Chiudi quella bocca!
    Edward: Lo sai perché non potrei mai amare qualcuno come te, Oswald?
    Oswald: Bada, ti avverto...
    Edward: Perché sei solo un bambino viziato che fa i capricci ogni volta che non ottiene quello che vuole! Specie quando quello che lui vuole gli risponde picche.
  • [nella lettera a Gordon] Jim, se non ti avessi visto, non avrei avuto il coraggio di andarmene, invece devo farlo. Finalmente vedo Gotham per ciò che è, come tu l'hai sempre vista. Il posto dove comanda il più forte e il più scaltro. Dove il prezzo della sopravvivenza è pagato da altri. Dove ognuno si sente solo. Avere il virus mi ha mostrato la città per com'è veramente, come io ero veramente. Per molti versi il virus mi ha permesso di rinascere. Ma se avere il virus ha permesso a Gotham di abbracciare la sua anima peggiore, la cura ci ha mostrato che c'è sempre speranza. Un'occasione per ricorda cosa possiamo essere, piuttosto che ciò che siamo. Non so se Gotham merita di essere salvata, ma so una cosa: se qualcuno può salvarla, quello sei tu. E, dal canto suo, penso che lei possa salvare te. E allora magari, un giorno, ti riporterà da me. E dunque a quel giorno. Con lo stesso amore, Lee. (Leslie Thompkins)

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