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Gran Premio d'Italia 1970

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Il tracciato di Monza nella configurazione adottata per il Gran Premio d'Italia 1970

Citazioni sul Gran Premio d'Italia 1970.

  • Venerdì [...] Chapman mi affidò per le prove libere una Lotus completamente nuova [...]. L'avrei dovuta rodare: il sabato l'avrebbe presa Jochen per puntare alla pole, alla vittoria in gara e quindi, in pratica, assicurarsi il titolo senza aspettare la tripla trasferta americana [...]. Ricordo ogni secondo di quella sessione. La mia Lotus era praticamente senza alettoni: a quei tempi a Monza si raggiungevano velocità folli in rettilineo. Ci stavo prendendo le misure quando a un certo punto mi trovai Jack Brabaham in scia: non volevo che mi superasse, ritardai la frenata e persi completamente il punto, tanto che scavalcai di slancio la Ferrari di Giunti ma andai mostruosamente lungo, finendo fuori pista e distruggendo la Lotus nuova. Non mi feci male, ma avevo il terrore di tornare ai box. Colin, in occasioni di quel tipo, sapeva essere durissimo. Invece mi venne incontro e chiese: "Cosa è successo? Non commetti mai errori del genere: ha ceduto qualcosa?". Lo rassicurai: errore totalmente mio. Provammo tutti sollievo. Rindt dovette però scendere in pista con una monoposto usata: il giorno dopo si ammazzò con quella. [...] probabilmente, senza il mio errore, avrei dovuto correrci io... Ma sono ragionamenti del dopo: quel giorno tutto fu distrutto dalla morte di Jochen. (Emerson Fittipaldi)

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