Grand Hotel des Iles Borromées
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Citazioni sul Grand Hotel des Iles Borromées di Stresa.
Citazioni
[modifica]- Il Grand Hôtel des Iles Borromées era aperto e parecchi albergucci che stavano aperti tutto l'anno. Mi avviai nella pioggia verso l'Iles Borromées portando la valigia. Vidi una carrozza che scendeva la strada e feci segno al vetturino. Era meglio arrivare in carrozza. Entrammo nel viale del grande albergo, il portiere uscì con l'ombrello e fu molto gentile.
Presi una buona stanza. Era molto grande e chiara e guardava sul lago. Le nuvole erano scese sul lago ma doveva esser bello col sole. Aspettavo mia moglie, dissi. C'era un gran letto doppio, un letto matrimoniale con una coperta di satin. L'albergo era molto lussuoso. Attraversai i lunghi corridoi, le larghe scale, i saloni fino al bar. Conoscevo il barman ma sedetti su uno sgabello e mangiai mandorle e patatine fritte. Il Martini era fresco e pulito. (Ernest Hemingway) - Sopra tutti [gli alberghi di Stresa] però primeggia per ampiezza e magnificenza quello delle Isole Borromee, fornito di tutto ciò che può desiderare un viaggiatore qualsiasi. Fu edificato dai cinque fratelli Omarini sul disegno dell'architetto Antonio Polli in ottima posizione di fronte a Pallanza nel sito chiamato vigna di riva a mattina del così detto chioso o serraglio. Gode di una vista incantevole estendendosi in lunghezza volta al Lago per oltre metri 60, con adiacenze e boschetti, viali, aiuole e giardini che occupano un area di 36 mila metri quadrati. Ha cento e ventotto stanze senza le sale e i saloni, il bigliardo, il caffè e il gabinetto di lettura. Fu aperto l'anno 1862 ed in breve acquistò tale fama da gareggiare per la frequenza de' forestieri coi più rinomati della Svizzera. (Vincenzo De Vit)
- Guarda quest'ultima veduta.
È lo stabilimento dei fratelli Omarini. Vedi una cancellata lunga ed alta che sembra d'argento, davanti a un caseggiato imponente, tutto luce, finestre e balconi, reso allegro dai fiori e dagli arbusti che lo circondano, e reso acuminato dalle bandiere e dai parafulmini.
L'Hôtel des Iles Borromées è il primo dei grandi alberghi capitali, che si sia piantato in Italia a rivaleggiare col Beau-Rivage del lago Lemano e con lo Schweizer-Hof di Lucerna.
Pare un ministero. - Nel parco dell'Hôtel des Iles Borromées c'è una palazzina svizzera, che pare un nido di amanti. Ed è invece l'ufficio telegrafico dello stabilimento.
Nel pianterreno dell'albergo c'è la sala del bigliardo, e poi la biblioteca quasi tutta composta d'opere di letteratura amena (mancomale straniera, se no, non sarebbe più amena). Queste sale hanno i loro regolamenti stampati e appiccicati alle pareti, proprio come nei ministeri. - Un imponente spettacolo è quello del refettorio. (Ora che hanno abolito i conventi, mi piace chiamare cosi la table d'hôte; tanto più che questa qui degli Omarini non potrei chiamarla, italianamente, tavola rotonda, essendo bislunga, bislunghissima).
Quanti rappresentanti di popoli e di razze mangiano insieme dentro questo salone! Lungo lo scintillìo interminabile delle porcellane e delle posate si vede innalzarsi la gesticolazione animata dei meridionali, e aprire la bocca, come automi, certi quacqueri del settentrione, per la cui musoneria il pranzo venne definito una funzione funebre.
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