Grey's Anatomy (prima stagione)

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Grey's Anatomy, prima stagione.

Episodio 1, Quando il gioco si fa duro[modifica]

  • Dovrò evitare Burke per tutto il resto della mia carriera. Potrebbe uccidermi e farlo sembrare un incidente. (George)
  • Nel gioco si dice che una persona ha la stoffa per entrare in partita oppure no. Mia madre era una dei campioni... mentre io, io sono fottuta! (Meredith)
  • Non riesco a trovare una ragione per la quale vorrei fare il chirurgo. Riesco a trovarne migliaia per cui dovrei smettere. Rendono apposta le cose difficili. Abbiamo delle vite nelle nostre mani. Arriva un momento in cui diventa più che un semplice gioco. E puoi fare quel passo in avanti, oppure voltarti e andare via. Potrei mollare, ma c'è un problema... mi piace troppo l'arena. (Meredith)
  • Webber: Ognuno di voi arriva qui pieno di speranze, desideroso di scendere in campo. Un mese fa, alla Facoltà di Medicina, i medici erano i vostri professori, oggi i medici siete voi. I sette anni da specializzandi in chirurgia saranno i più belli e i più brutti della vostra vita. Verrete messi sotto pressione. Guardatevi intorno, salutate la concorrenza. Otto di voi passerranno a una specializzazione più facile, cinque di voi non reggeranno la pressione e a due di voi verrà chiesto di andarsene. Questo è il punto di partenza, la vostra arena, la vostra partita... dipende da voi.
    Meredith: Come ho già detto... io sono fottuta!
  • Meredith: Solo 6 donne su 20?
    Cristina: Sì, e ho sentito che una fa la modella. Figuriamoci, pensa quanto ci rispetteranno.
  • Bailey: Ho cinque regole. Memorizzatele. Regola numero uno, non perdete tempo a fare i ruffiani, vi odio e non cambierete le cose. Protocolli traumatologici, lista telefonica, cercapersone. Le infermiere vi chiameranno al cercapersone, scattate appena vi chiamano, e correte. Questa è la regola numero due. Il vostro primo turno di guardia inizia ora e dura 48 ore. Siete specializzandi, schiavi, nullità, l'ultimo anello della catena alimentare della chirurgia. Richiedete esami, scrivete ordini, siete di guardia a notti alterne fino all'esaurimento, e non lamentatevi. [Mostrando la stanza del medico di guardia] La stanza per chi è di guardia. Gli aiuti la monopolizzano. Dormite quando e dove potete. E siamo alla regola numero tre: se io dormo non svegliatemi, a meno che il vostro paziente non sia in punto di morte. Regola numero quattro, il paziente moribondo non deve essere morto al mio arrivo: non solo avrete ucciso una persona, ma mi avrete anche svegliato inutilmente. È chiaro?
    Meredith: Ha detto che aveva cinque regole. Erano solo quattro.
    Bailey: Regola numero cinque: quando io mi muovo, voi mi seguite.
  • Cristina: [A pranzo, a Izzie, George e gli altri specializzandi] Meredith è figlia d'arte...
    George: Non è la prima figlia di medici che fa il medico. Di solito..
    Cristina: ...ma lei è di stirpe reale, sua madre è Ellis Grey!
    Izzie: Ma dai, quella Ellis Grey?
    George: Chi è Ellis Grey?
    Cristina: Il metodo Grey, dove hai studiato medicina, in Messico??
    Izzie: Una pioniera della chirurgia, uan grande, ha inventato il divaricatore addominale...
    Cristina: ...una leggenda vivente, insomma, ha vinto l'Harper Avery due volte!
    George: Va bene, non lo sapevo, che sarà mai?
    Izzie: Un modello di confronto pazzesco!
    Cristina: Ucciderei per essere la figlia di Ellis Grey... ucciderei per essere Ellis Grey! Mi serve solo un'occasione...
  • Derek: [A Meredith, dopo averla incontrata e riconosciuta in ospedale dopo la loro notte di sesso da ubriachi] Meredith, posso parlarti un momento?
    Meredith: A dire il vero sto... dottor Shepherd...
    Derek: Dottor Shepherd? Stamattina ero Derek, ora sono il Dr. Shepherd?
    Meredith: Dottor Shepherd, fingeremo che non sia mai successo.
    Derek: Che cosa, il fatto che sei venuta a letto con me ieri notte o che mi hai cacciato stamattina? Perché sono entrambi dolci ricordi a cui tengo!
    Meredith: No. Non ci saranno più ricordi. Non sono più la ragazza del bar e tu non sei quel tipo. La cosa non è successa, lo capisci, vero?
    Derek: Ti sei approfittata di me ed ora vuoi dimenticare.
    Meredith: Io non mi sono affatto...
    Derek:..ubriaco, vulnerabile e affascinante, e te ne sei approfittata.
    Meredith: Ok, ero io ad essere ubriaca e tu non sei poi così affascinante.
    Derek: Forse non oggi, ma ieri sera ero molto affascinante, avevo la mia bellissima camicia rossa e tu te ne sei approfittatta.
    Meredith: Non me ne sono approfittatta!
    Derek: Ti va di farlo di nuovo? Venerdì sera?
    Meredith: No. Tu sei il responsabile ed io la tua specializzanda. Smettila di guardarmi così.
    Derek: Così come?
    Meredith: Come se mi avessi vista nuda. Dottor Shepherd, tutto ciò è inappropriato. Le era mai capitato?
  • George: Avrei dovuto entrare in geriatria. A nessuno importa se uccidi un vecchietto.
    Cristina: Chirurgia è sexy. È come i marines. È da macho. È ostile. È da duri. Geriatria è per gli sfigati che vivono con la madre e non fanno mai sesso.
    George: Devo andare a vivere da solo.
  • George: [Al dottor Burke, con il quale ha svolto il suo primo intervento, mentre esce dalla sala operatoria] Però, che rapidità!
    Burke: Il cuore era troppo danneggiato per farlo uscire dalla circolazione extracorporea. Niente da fare. Capita raramente. Ma capita. È la parte peggiore del gioco.
    George: Ma io, avevo detto... ho detto a Gloria che lui sarebbe stato bene. Le avevo promesso...
    Burke: Che hai fatto?
    George: Hanno quattro figli piccoli!
    Burke: Chi diavolo sei tu per fare promesse? Questo è il mio caso. Mi hai sentito fare promesse? L'unico che può mantenere promesse simili è Dio, e non l'ho mai visto con un bisturi in mano! Non si promette la riuscita di un intervento alla famiglia di un paziente!
    George: Io pensavo che...
    Burke: Se sei così importante da fare promesse alla signora Savich, allora sarai tu ad informarla che è vedova!
  • Webber: [ A Meredith, che ha trovato la diagnosi per un paziente] Ti avrei riconosciuto dovunque, sei tale quale a tua madre.
  • Derek: Notte perfetta per salvare vite.

Episodio 2, Il primo taglio è il peggiore[modifica]

  • Voglio solo due illustri sconosciuti con cui non debba parlare o essere gentile. (Meredith)
  • Chi di voi non ha idea di cosa ci facciamo qui? [Tutti alzano le mani] (George)
  • È tutta una questione di linee, di confini: la linea del traguardo alla fine della specializzazione, quella invisibile tra te e il tavolo operatorio. E poi la più importante di tutte: quella che ti separa dalle persone con cui lavori. Non è d'aiuto diventare troppo intimi, fare amicizia. Devi alzare delle barriere tra te e il resto del mondo. Gli altri sono troppo complicati e occorre mettere dei confini. Tracciare linee sulla sabbia e pregare intensamente che nessuno le attraversi. (Meredith)
  • A un certo punto devi prendere una decisione: i confini non tengono fuori gli altri, servono solo a soffocarti. La vita è un problema e noi siamo fatti così. Quindi puoi sprecare la tua vita a tracciare confini. Oppure puoi decidere di vivere superandoli. Ma ci sono dei confini che è decisamente troppo pericoloso varcare. Però una cosa la so: se sei pronto a correre il rischio, la vita [1] dall'altra parte è spettacolare. (Meredith)
  • Derek: A Seattle ci sono i ferryboat?
    Meredith: Sì.
    Derek: Non lo sapevo. Sto qui da sei settimane. Non avevo idea che ci fossero.
    Meredith: Seattle è circondata dall'acqua su tre lati.
    Derek: Ecco perché i ferryboat. Allora mi piacerà stare qui. Non era previsto che mi piacesse. Sono di New York, geneticamente programmato per detestare tutto tranne Manhattan, ma ho un debole per i ferryboat.
    Meredith: Non voglio uscire con te.
    Derek: Ti ho chiesto di uscire con me? Ti va di uscire con me?
    Meredith: No, per niente. E di sicuro non torno a letto con te: sei il mio capo.
    Derek: Sono il capo del tuo capo.
    Meredith: Sei il mio insegnante. E l'insegnante del mio insegnante.
    Derek: E sono tua sorella e tuo figlio.
    Meredith: Mi stai molestando sessualmente.
    Derek: Sto salendo con l'ascensore.
    Meredith: Sto tracciando una linea. Una linea di confine. Ed è molto netta.
    Derek: Questa linea di confine è immaginaria oppure ti serve un pennarello? [Meredith gli salta addosso e lo bacia]
  • George: Lo sai che cosa si fa qui? Si salvano delle vite. Io faccio una defibrillazione e qualcuno vede un nuovo giorno. Questo è ottimismo, è il bicchiere mezzo pieno.
    Cristina: Bambi sta zitto o il cacciatore viene a uccidere tua madre.
    George: Tu non mi piaci.
    Cristina: Io ho un diploma della Smith, un dottorato della Berkley e una laurea presa alla Stanford e sto qui a consegnare analisi. E ci metto anche tutto il giorno.
  • Burke: Perché? Quando ha smesso di pensare a me come numero uno? Faccio più io in questo ospedale di qualsiasi altro chirurgo.
    Webber: Tu fai soltanto quanto è strettamente necessario. Non fai niente di più e non regali niente a nessuno. Sei compiaciuto, e arrogante, e questo non mi piace. Vuoi avere il mio posto? Guadagnatelo.
  • George: Oggi in rianimazione ho perso cinque pazienti. Mi sento l'angelo della morte.
    Cristina: George, il 95% di quei pazienti non sopravvive. Sono già morti ancora prima di arrivare qui.
    George: Che cosa? Perché non me l'hai detto quando pensavo che sarebbe stato tutto fantastico?
    Cristina: Perché tu sei George e io sono Cristina.
  • Burke: Sheperd, Richard ha promesso quel posto di capo a tutti e due... Ma tu lo sapevi già.
    Derek: Cura gli amici e i nemici anche di più.
    Burke: Tu non sei il nemico. Sei solo la concorrenza.
  • Meredith: [A Cristina, durante l'intervento sullo stupratore con il pene mozzato] Ho visto Allison, non puoi immaginare come è stata pestata. E adesso vedere questo.
    Cristina: Le ha prese, ma le ha anche date.
    Bailey: Perché non tentiamo di riattaccare il pene mozzato?
    Cristina: I denti non tagliano, strappano, era possibile con un taglio netto, se glielo tagliava con un coltello, ad esempio.
    Meredith: E poi i succhi gastrici non hanno lasciato molto su cui lavorare.
    Bailey: Esatto. Quindi ora che facciamo?
    Cristina: Ricuciamo quello che resta del suo gingillo.
    Bailey: E le sue prospettive?
    Meredith: Dovrà usare il sacchetto per urinare per molto tempo...
    Cristina: ...e ovviamente non potrà più fare sesso...
    Meredith: Oh, povero caro...
    Cristina: ...peccato...
    Bailey: Osserviamo un minuto di raccoglimento. Pinze.
  • Burke: Credi che io sia presuntuoso?
    Bailey: No.
    Burke: Di' la verità.
    Bailey: Tu sei il mio capo.
    Burke: Per trenta secondi non sono più il tuo capo, puoi dire tutto quello che vuoi. Via!
    Bailey: Sei arrogante, presuntuoso, prepotente e sfacciato e hai anche manie di onnipotenza. Ti importa soltanto di te stesso e se qualcuno cerca di...
    Burke: Ma io...
    Bailey: Ma cosa? Ho 22 secondi e non ho ancora finito.

Episodio 3, Vincitori e vinti[modifica]

  • Viviamo la nostra vita in reparto. 7 giorni su 7 in reparto, 14 ore al giorno. Passiamo più tempo insieme che da soli. Dopo un po' di tempo, il modo di gestire la casa diventa uno stile di vita. Numero uno: metti tutto in conto. Numero due: fai il possibile per fregare il tuo avversario. Numero tre: non fare mai amicizia col nemico. Numero quattro: ogni cosa, ogni cosa è una competizione. (Meredith)
  • C'è un'altra cosa che devi imparare se vuoi sopravvivere, una cosa di cui nessuno parla e che devi imparare da solo. Numero cinque: non è una gara, mai. Non ci sono vincitori né vinti. Le vittorie si contano col numero di vite salvate. E una volta ogni tanto, se siete bravi, la vita che salvate potrebbe essere la vostra. (Meredith)
  • Chi ha detto che l' importante è partecipare, non ha mai tenuto in mano un bisturi. (Meredith)
  • Derek: Andiamo...
    Meredith: È una caccia e non ci sto. Il brivido della caccia. Mi sono chiesta più di una volta per quale motivo insisti tanto a volere che esca con te. Tu sei il mio capo, è contro il regolamento e continuo a dirti di no. È una caccia.
    Derek: Ma è divertente.
    Meredith: Visto? Per te è solo un gioco, ma non lo è per me. Io al contrario di te ho ancora qualcosa da dimostrare.
  • Alex: Che fai?
    George: Mi nascondo. c'è un paziente, penso di piacergli.
    Alex: Bene, non sei contento?
    George: Ma è un maschio!
    Alex: E questo che vuol dire? Io non sono ottenebrato dal pregiudizio.
    George : !...?!
    Alex: Uh? Non sei gay?
    George: No!
    Alex: Davvero? Beh, scusa amico.
    George: Cristina, tu... Meredith pensa che sia gay?
    Cristina: Lo sei?
    George: No.
    Cristina: Davvero?!?
  • Meredith: [Irrompendo con Cristina nel bagno degli uomini per cercare Burke per un'emergenza] Dottor Burke?
    Burke: Buongiorno.
    Cristina: Dottore, mi dispiace, ma lo sconosciuto deve essere operato immediatamente.
    Burke: Ora, questo è il bagno degli uomini, quindi o lo tirate fuori anche voi o via di qui!
  • Meredith: Mi assediano, continuamente. Izzie è disivolta e George cerca di essere servizievole e premuroso. Si dividono il cibo, usano cose, si parlano sempre, respirano, sembrano felici.
    Cristina: Sbattili fuori.
    Meredith: Non posso farlo, sono appena arrivati e gli ho chiesto io di venire da me.
    Cristina: Vuoi reprimere tutto in un'oscura parte della psiche finché un giorno esploderai e li farai a pezzi?
    Meredith: Sì.
    Cristina: Ecco perché siamo amiche.
  • Cristina: Non posso più farlo, non posso più parlare con i familiari dei pazienti, mi dispiace.
    Bailey: Come si chiama?
    Cristina: Chi?
    Bailey: Il paziente, lui, come si chiama?
    Cristina: Kevin Davinson.
    Bailey: Ascoltami bene, non è lo spacciato, non è lo sconosciuto, è Kevin Davinson. Un uomo, un marito, un figlio. Non è un insieme di organi pronti per l'espianto, è una persona. Nessuno dice che è facile.
  • Derek: Non è una caccia.
    Meredith: Cosa?
    Derek: Tu ed io. Non è il brivido della conquista. Sono i tuoi insulsi piccoli polsi. Sono i tuoi capelli.
    Meredith: I miei capelli?
    Derek: Profumano. E tu sei veramente prepotente e questo mi piace.
    Meredith: Tanto con te non esco lo stesso.
    Derek: Per il momento.

Episodio 4, Le regole dell'intimità[modifica]

  • Intimità è una parola di quattro sillabe che sta per "ecco il mio cuore e la mia anima", prego ficcali dentro un hamburger e buon appetito. L'intimità è anche legata alle tre colonne della vita: parenti, romanticismo e compagni di stanza. Ci sono delle cose dalle quali non si sfugge e altre, che semplicemente non si vogliono sapere. (Meredith)
  • Vorrei che ci fosse un breviario sull'intimità, una specie di guida che ti spieghi quando si supera il limite. Sarebbe bello poterlo prevedere, ma non saprei come farlo rientrare in uno schema: spingi fin dove puoi arrivare e resisti finché puoi. E in merito alle regole, forse non ce ne sono, forse le regole per l'intimità sono qualcosa che bisogna definire da sé. (Meredith)

Episodio 5, Crescere, che fatica![modifica]

  • Ricordi quando da bambina, le tue maggiori preoccupazioni erano ricevere una bicicletta per il compleanno o mangiare biscotti a colazione? Beh, l'età adulta è assolutamente sopravvalutata. Non farti incantare dai tacchi alti, dalla libertà di fare sesso e dal fatto che i tuoi non ti stanno più addosso; essere adulti vuol dire avere delle responsabilità. Le responsabilità, sono una gran rottura, davvero, una gran rottura. Gli adulti devono andare in certi posti, fare certe cose, guadagnarsi da vivere, e pagare l'affitto e se ti stai specializzando in chirurgia devi anche tenere fra le mani un cuore umano. Insomma, parliamone delle responsabilità. Tutto ciò fa sembrare meravigliosi biciclette e biscotti vero? Le responsabilità sono davvero una gran rottura... sfortunatamente superata l'età degli apparecchi per i denti e dei reggiseni sportivi, le responsabilità vanno affrontate, non si possono evitare; o qualcuno ci obbliga ad affrontarle, oppure, ne subiremo le conseguenze. Nonostante tutto, l'età adulta ha dei vantaggi, puoi mettere i tacchi alti, la libertà di fare sesso, e il fatto che i tuoi non ti stiano più addosso... non è affatto male. (Meredith)
  • Siamo adulti. Quando è successo? E come si torna indietro? (Meredith)

Episodio 6, Se non ci fosse un domani[modifica]

  • Circa 200 anni fa Benjamin Franklin spiegò al mondo il segreto del suo successo: non fare mai domani quello che puoi fare oggi. È l'uomo che ha scoperto l'elettricità, molti di noi dovrebbero ascoltare quello che ha detto. Non so perché noi procrastiniamo le cose, ma se dovessi indovinarlo direi che ha molto a che fare con la paura. Paura del fallimento, paura del dolore, paura del rifiuto. Talvolta la paura è solo quella di prendere una decisione perché... se ti fossi sbagliato? Se stessi facendo uno sbaglio irrimediabile? Di qualunque cosa si abbia paura, di sicuro c'è una verità: nel momento in cui il dolore di non fare una cosa diventa più forte della paura di farla, ci si sente come se si avesse un tumore gigantesco. (Meredith)
  • L'uccellino mattiniero acchiappa il verme[2], chi ha tempo non aspetti tempo. Colui che esita è perduto. Non possiamo far finta che non ci sia stato detto: abbiamo sentito i proverbi, abbiamo sentito i filosofi, abbiamo sentito i nostri nonni che ci ammonivano sullo spreco del tempo, abbiamo sentito i poeti maledetti che ci spingevano a prendere al volo il momento. Però qualche volta dobbiamo cavarcela da soli. Dobbiamo compiere i nostri errori. Dobbiamo imparare sulla nostra pelle. Dobbiamo spazzare le possibilità dell'oggi sotto il tappeto del domani, fino a che non potremo più farlo, fino a che non comprenderemo da soli quello che voleva dire Benjamin Franklin: che cercare risposte è meglio che farsi domande, che stare svegli è meglio che dormire. E anche il più terribile fallimento, anche il peggiore, il più irrimediabile degli errori, è di gran lunga preferibile al non averci provato. (Meredith)

Episodio 7, Cerchi di fuoco[modifica]

  • Allora, a chiunque dica che per dormire c'è sempre tempo dopo la morte, dite di venire a fare due chiacchiere con me dopo qualche mese di specializzazione! Ovviamente non è solo il lavoro che ci tiene svegli tutta la notte. (Meredith)
  • Forse ci piace soffrire. Forse è proprio nella nostra natura. Perché senza sofferenza, non so... forse non ci sentiremmo reali. Com'è quel detto? Perché continuo a farmi del male? Perché è meraviglioso quando smetto di farlo. (Meredith)

Episodio 8, Salvami[modifica]

  • Vi ricordate di quando eravate piccoli e credevate alle favole? Quali erano i sogni fantastici della vostra vita? L'abito bianco, il principe azzurro che vi portava in un castello sulla collina. Eravate a letto la notte, chiudevate gli occhi nutrivate una cieca e assoluta fiducia. Babbo Natale, il topolino del dente, il principe azzurro erano così reali che potevi toccarli, ma col tempo si cresce, un bel giorno apri gli occhi e la favola svanisce. Molte persone hanno bisogno di sostegno e devono credere in qualcosa. Il problema è che è difficile abbandonare completamente quel mondo fatato perché quasi tutti hanno ancora quel piccolissimo pezzetto di speranza e di fiducia e sperano un bel giorno di aprire gli occhi e di vedere il loro sogno trasformato in realtà. (Meredith)
  • Alla fine del giorno la fiducia è una cosa misteriosa. Appare improvvisamente quando meno te lo aspetti. E un giorno ti accorgi che la favola è leggermente diversa da come l'avevi sognata. Il castello beh, potrebbe non essere un castello. E non è tanto importante che la felicità sia eterna, ma che si possa essere felici al momento. Perché una volta ogni tanto, una volta può capitare che le persone ti sorprendano. Una volta ogni tanto le persone possono anche toglierti il fiato. (Meredith)
  • Non puoi dire a me di stare calma, io mi calmerò quando mi sentirò calma! (Meredith)

Episodio 9, Segreti[modifica]

  • I segreti non si possono nascondere alla scienza, la medicina tende a svelare le menzogne. Tra le mura di un ospedale la verità viene messa a nudo. Come manteniamo i nostri segreti al di fuori dell'ospedale, beh quella è un'altra storia. Una cosa è certa, qualsiasi cosa tentiamo di nascondere non siamo mai pronti per il momento in cui la verità viene fuori. È questo il problema dei segreti, come le avversità adorano la compagnia, si accumulano, accumulano fino a quando non prendono il sopravvento su tutto. E non c'è più posto per altro, e sei così pieno di segreti che ti senti come se stessi per esplodere. (Meredith)
  • Izzie: George apri la porta devo fare la doccia!
    George: Sarò fuori tra un minuto.
    Izzie: Cosa stai facendo?
    George: Cavoli miei.
    Izzie: Oh. Oddio. Scusa. Ho capito. Non ti volevo interrompere.
    George: No! Non quello.
    Izzie: Ok. Fa con calma.
    George: Io non sto facendo ciò che pensi stia facendo.
    Izzie: Non c'è bisogno che mi spieghi. Aspetterò. Tu pensa solo... a finire.
    George: Sto venendo..cioè sto uscendo!
  • Quello che la gente tende a dimenticare è quanto ci si senta bene quando ci si libera di un segreto, che sia bello o brutto, comunque si resta allo scoperto che ci piaccia o no. E una volta che i segreti sono stati rivelati, non occorre più nascondersi dietro ad essi. Il problema dei segreti è che nel momento in cui pensi di controllarli, non li controlli. (Meredith)

Note[modifica]

  1. Nella versione inglese inglese dice "the view" la vista
  2. "The early bird catches the worm", proverbio inglese traducibile in italiano con "Il mattino ha l'oro in bocca".

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