Hans Rudolf Schinz
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Hans Rudolf Schinz (1777 – 1861), medico e naturalista svizzero.
Descrizione della Svizzera italiana nel Settecento
[modifica]- Avevamo intenzione di andare a pernottare a Mendrisio, ma il violento temporale e la pioggia ci avevano trattenuti per un paio d'ore, cosicché cominciava ad imbrunire, quando arrivammo a Capolago e fummo quindi costretti a passarvi la notte, cosa tanto più fastidiosa in quanto non vi si trova neppure una locanda passabile in cui dormire a proprio agio (...). Capolago (anche Capo di Lago, o Cota di Lago) è peraltro una parrocchia grande, ma sgradevole e fredda, situata ai piedi di un'alta montagna coperta per la maggior parte di boschi fittissimi; nelle giornate più brevi il sole illumina questa località solo dopo le dieci del mattino.
- Da Balerna non impiegammo molto più di mezz'ora fino a Chiasso, che è la parrocchia svizzera più meridionale e ha l'aspetto di un grosso borgo di mercato per via delle varie botteghe che vi si trovano. A un duecento passi di distanza confluiscono due ruscelli, l'uno da sud, l'altro da nord, metti Maiocca e Roggia. Questi formano il confine tra la Svizzera e lo Stato di Milano. Il piccolo ponte che li scavalca si chiama Pontesello. Appena oltrepassatolo ci si trova già nell'altro stato.
- Entro un'ora arrivammo a Balerna, bellissima località aperta, ornata di una villa del vescovo di Como, di una chiesa fastosa in stile italiano e di alcune case del relativo capitolo. In questa regione la fertilità della terra svizzera sembra avvicinarsi al suo massimo, raggiungendo o addirittura superando quella che si ammira nelle pianure del Milanese e del Piemonte.
- Il debarcadero [di Capolago] è comodo e sicuro, l'intenso traffico ed il deposito di merci in transito, che qui trasbordano, offre molte occasioni di guadagno agli abitanti, che ho trovato – per quanto ci se ne lamenti – non più sfacciati di altri barcaioli o carrettieri in Italia nell'esigere somme spropositate.
- [Sulle sorgenti sulfuree della Svizzera italiana] Ma a Stabio, nel baliaggio di Mendrisio, vicinissimo alla casa Castella si trovano due notevoli sorgenti, le cui acque hanno intenso sentore sulfureo.
- [Sulle cave di Arzo] Marmo se ne trova in più luoghi ed è di parecchi generi, belli e in parte rari, ma solo in una località, e precisamente ad Arzo, nel baliaggio di Lugano, la sua estrazione e lavorazione costituiscono un'attività remunerativa per gli abitanti; là esso affiora ovunque, ciò che facilita di molto l'estrazione.
- [Su Bellinzona] Nelle molte botteghe si trova tutto il necessario; anche nelle merci che vi sono esposte e messe in vendita è possibile riconoscere il gusto italiano. Diversi tipi di salume, strutto, lardo seccato all'aria, ogni specie di pesci marinati per la Quaresima e i giorni in cui si mangia di magro; tutti i tipi di pasta, chiamata maccheroni; rosolio o liquori dolci di ogni colore eccetera.
- Solo le cantine, ovvero grotti scavati nella roccia, che hanno l'aspetto di casette, si trovano lungo la strada, subito a monte di Capolago, e a circa duemila passi da essa corre la linea di confine tra il baliaggio di Lugano e quello di Mendrisio.
Bibliografia
[modifica]- Hans Rudolf Schinz, Descrizione della Svizzera italiana nel Settecento, 1783; citato in Repubblica e Cantone Ticino. (2025). Guida letteraria della Svizzera italiana [Data set]. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.15720436. https://www4.ti.ch/decs/dcsu/uapcd/osservatorio/guida-letteraria/mappa-letteraria.
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