Henry de Montherlant

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Targa commemorativa di Henry de Montherlant, in Rue Lauriston, Parigi

Henry Marie Joseph Millon de Montherlant (1896 – 1972), scrittore e drammaturgo francese.

Citazioni di Henry de Montherlant[modifica]

  • A cominciare da una certa età, ogni parola mordace pronunziata, ogni lettera anonima inviata, ogni calunnia propalata ti fa guadagnare mesi sulla tomba perché esaspera la tua vitalità. La cattiveria conserva, come l'alcool. (da Les Célibataires[1])
  • Amo il Rinascimento a causa della sua mescolanza di cattolicesimo e di paganesimo, e del suo rifarsi come a una pietra di paragone agli antichi Romani.[2]
  • C'è una cosa a cui tengo molto: che non si riscontrino, nelle mie opere di teatro, allusioni alla cosiddetta attualità. Il rispetto che si deve ai personaggi della storia vieta di farne dei semplici portavoce del nostro tempo. C'è qualche cosa di facile e di volgare in quest'ultimo metodo, a cui io repugno. L'autentica attualità è in ciò che è eterno.[2]
  • Dopo [il faraone] Sesostri, nulla di ciò che è importante ha fatto un passo. Tutto ciò che non è importante ha fatto passi giganteschi.[3]
  • Ho letto e leggo Julius Evola. [...] Ora, io ignoravo tutto dello stato corporale di questo raro spirito. È quello che è. Ma egli vede!. (da una lettera a Pierre Pascal, 1972[4])
  • I dittatori nascono nelle case dove non si osa dare un ordine alla serva. (da Il paradiso all'ombra delle spade)
  • Il suicidio permette di sfuggire alla vita; ma non permette di sfuggire alla caricatura postuma, e specialmente alla caricatura fatta, per leggerezza e passione, delle ragioni del vostro suicidio.[5]
  • Io amo gli esseri umani. Si dice che sono misantropo, lo so. Invece osservo gli uomini. Li guardo vivere. È ciò che mi interessa.[6]
  • L'uomo si interessa all'anima di una don­na, solo se ella ha un bel corpo.[7]
  • La donna è fatta per l'uomo, l'uomo per la vita, e per tutte le donne. (da Le Jeunes filles[8])
  • [...] lo sport coincide coi costumi.[9]
  • Mai vorrei conoscere chi non abbia più niente del bambino che è stato.[10]
  • Mio Dio! In quest'ultimo respiro che ancora mi resta, prima che la spada torni ad annientarmi, fate che essa tagli lo spaventoso nodo di contraddizioni che sono dentro di me, affinché almeno un attimo prima di spirare io sappia finalmente chi sono. (da La regina morta[6])
  • Non c'è nessun impulso vivace verso il bene né verso il male, in una folla, dove la stessa gioventù non è gioventù; nulla di istintivo, nulla di vigoroso, e financo nulla di naturale in una folla piena di volti di prostitute, dove i più maschi degli stessi maschi si uccidono tra loro con l'arma delle femmine: massa esangue simile a formicolio di vermi bianchi in un frascato. (da Les Célibataires[1])
  • [...] quando uno ha visto il mondo non gli resta che il suicidio o Dio.[5]
  • Sono sempre stato per la censura [...]. Ma a condizione che questa censura sia affidata a delle persone qualificate sia per la loro sicurezza di giudizio che per il loro tatto morale e resa efficiente nel concreto. [...] Non parlo qui che della censura etica.[11]
  • Un museo che si visita con il suo direttore, è un museo che non si è visto.[12]
  • Un po' di vuoto senza identità, le armi al posto del cuore. (da Service inutile[13])
  • [...] una donna deve essere trattata come un'amante, e ciò non per un capriccio passeggero, ma costantemente. (da Le Jeunes filles[8])

Malatesta[modifica]

  • L'inverno è una primavera che si ignora. (p. 374)
  • Non si tratta di vivere, ma di vivere essendo e mostrandosi interamente come si è... e infine vivere così non basta. È necessario anche vivere con gloria.[14]
  • [...] si passa metà della vita a salvarsi la testa.[14]

Théâtre[modifica]

  • Le tragedie degli antichi non sono soltanto quelle dei membri di una stessa famiglia, ma anche dei diversi individui che esistono in una stessa persona. (p. 37)
  • Sono due i momenti della creazione drammatica. La creazione proveniente dall'emozione che offre la materia. Poi la creazione dell'arte che giudica, sceglie, combina e costruisce. (p. 37)
  • Quando mi fu richiesto di fare la sceneggiatura di un film su Ignazio di Loyola, mi sono accorto che una delle incoscie ragioni per le quali avevo potuto mettere in scena il giansenismo in Port-Royal, era perché oggi non v'è nessuno che possa rappresentare o difendere questa confessione, nessuno quindi che avrebbe desiderio di influenzarmi, di controllarmi, di imbrigliarmi e di costringermi a dire ciò che voglio dire. (p. 38)
  • Essere di questo mondo senza esserne prigioniero. Prendervi parte senza impegnarsi completamente. Giocare senza cercare o pretendere di vincere. Ritegno nell'agire piuttosto che rifiuto di agire: come il sorprendente abbandono del nuotatore, come il ritmo del passo dell’alpinista. (p. 39)
  • Le Maître se Santiago è il dramma dell'amore dell'uomo per una vita elevata e pura, di cui il dio dei cristiani non ne è che un pretesto. Malatesta è il dramma dell'amore dell'uomo per l'idea che si è fatto di se stesso e che vorrebbe imporre agli altri. L'Exil – il mio primo lavoro teatrale scritto a diciotto anni – è essenzialmente il dramma dell'amore materno. Allo stesso modo La Reine morte è essenzialmente il dramma dell'amore materno (Inès) e paterno (Ferrante); gli altri temi (temi della paura, tema dell'amore ecc.) sono secondari. Fils de Personne è nuovamente il dramma dell'amore paterno. Tutti i miei lavori sono delle opere sull'amore. (p. 39)
  • Alla prima di Santiago ero seduto al fondo della sala fra le due guardie di servizio. Abituato agli usi della tauromachia che vuole si arresti il matador che ha mancato il suo toro, non potevo liberarmi di un certo disagio: mi sembrava che le guardie mi avrebbero arrestato se la commedia fosse caduta. (p. 39)

Citazioni su Henry de Montherlant[modifica]

Note[modifica]

  1. a b Citato in Concetto Pettinato, Antiromanzo, La Stampa, 1° agosto 1934, p. 3.
  2. a b Dall'intervista di Luigi Bàccolo, Intervista con Montherlant, Il dramma, A. 45, n. 10, luglio 1969, p. 57.
  3. Citato in Stenio Solinas, L'illusione peggiore? Pensare di vivere senza avere illusioni, il Giornale.it, 28 dicembre 2013.
  4. Citato in Pierre Pascal: Lux evoliana, in Testimonianze su Evola, a cura di Gianfranco de Turris, Roma, Edizioni Mediterranee, 1985, p. 166.
  5. a b Citato Stenio Solinas, La scelta stoica e terribile di andarsene a modo suo, il Giornale.it, 01 dicembre 2010.
  6. a b Citato in Carlo Maria Pensa, "La regina morta" di Montherlant, Radiocorriere TV, n. 44, 1965, p. 21.
  7. Citato in Il dramma, A. 44, n. 2, novembre 1968, p. 131.
  8. a b Citato in Ferdinando Castelli S.I., Henry de Montherlant, cavaliere del nulla, in La Civiltà cattolica, Quaderno 2946, 1973, p. 546.
  9. Citato in Alain de Benoist, Il feticismo del primato, il Giornale.it, 02 agosto 2008.
  10. Citato in Maurizio Cabona, Guai agli adulti che non ricordano di essere stati una volta bambini, il Giornale.it, 09 luglio 2010.
  11. Dall'intervista di Vittorio Abrami, A colloquio con Montherlant, Il Popolo, 26 ottobre 1963.
  12. Citato in Stenio Solinas, Memorie di Marguerite dall'isola della scrittura, il Giornale.it, 23 aprile 2015.
  13. Citato in Ferdinando Castelli S.I., Henry de Montherlant, cavaliere del nulla, in La Civiltà cattolica, Quaderno 2946, 1973, p. 551.
  14. a b Citato nell'abstract di De Montherlant Henry, L'infinito è dalla parte di Malatesta, Raffaelli editore, Rimini, 2004.

Bibliografia[modifica]

  • Henry de Montherlant, Il gran maestro di Santiago. La regina morta. Malatesta, traduzione di Massimo Bontempelli e Camillo Sbarbaro, Bompiani, Milano, 1952.
  • Henry de Montherlant,Théâtre, in Lucio Ridenti, Il dramma, 1952, N. 156.

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