Henry Charles Lea

Henry Charles Lea (1825 – 1909), editore, attivista civico, filantropo e storico statunitense.
Storia del celibato ecclesiastico
[modifica]La legge mosaica e la legge di Cristo sono fra loro in evidente contraddizione, la quale consiste sopra tutto nel materialismo del primo e nella pura spiritualità del secondo. I profeti ebrei non sapevano minacciare altro che castighi temporali e fare promesse di carnali ricompense: il Figliuol dell'uomo ci apprese a far getto dei tesori di questa vita, ed a concentrare tutti i nostri timori e tutte le nostre aspirazioni nell'eternità. Questa dottrina fu certamente esagerata dallo zelo dei suoi seguaci, e tale esagerazione ha portato allo sforzo ascetico fatto per soggiogare la natura; tale sforzo rappresenta una fisonomia curiosa della storia religiosa, e noi dobbiamo occuparci in modo particolare dello sforzo fatto per trionfare degli istinti sessuali.
Citazioni
[modifica]- Sembra che Origene facesse scaturire il celibato piuttosto dal desiderio di servire a Dio senza le interruzioni le quali scaturiscono dalle cure inerenti al matrimonio, che dall'ascetismo[1] e non esita a condannare coloro i quali abbandonavano le loro mogli, senza guardare se essi ciò facessero per più elevati motivi. (vol. I, cap. II, p. 27)
- II celibato altro non era che una delle tante forme con cui il sacerdotalismo rapidamente progrediente di Roma andava soffocando la religione sotto una moltitudine di pratiche formalistiche. Quanto nei tempi primitivi era stato espressione spontanea di fervido zelo, o di personale abnegazione fatta volontieri e spontaneamente sotto l'impulso di un ardente ascetismo, veniva così ad essere trasmutato in legge in tutto simile alle altre, la quale non teneva più alcun conto delle idiosincrasie individuali, che per le spalle di cristiani meno fieri, quantunque non meno coscienziosi, potevano rendere il peso troppo oneroso. Non dovremo quindi meravigliarci di imbatterci in una resistenza abbastanza vigorosa, qualora noi poniamo mente che l'indipendenza locale dei tempi primitivi non era ancora totalmente stata schiacciata sotto la preponderanza rapidamente crescente della sede di Roma. Infatti, non mancarono energiche proteste né l'ostinazione rassegnata di una resistenza puramente passiva. (vol. I, cap. V, p. 71)
- [Pier Damiani] Dotato da natura di intelligenza svegliatissima, istruito in tutta la dottrina del tempo, il suo ardente ascetismo, il suo spirito indomito, la forza invincibile del suo zelo presto lo fecero conoscere, ed in lui si scorse un istrumento adatto alla causa della riforma. Di tanto in tanto, alla chiamata dei suoi superiori, abbandonava il suo prediletto ritiro, per andare a dar battaglia all'esercito del male, facendo poi ritorno con rinnovato zelo agli incanti della sua solitudine [...]. (vol. I, cap. XII, pp. 213-214)
- Durante la facile tolleranza che precedette la Riforma, abbiamo un precursore di Lutero, Jacques Lefevre d'Etaples, il quale nel 1512 pubblicava un Commentario sulle Epistole Paoline, che si può considerare come un presagio dell'êra che stava per aprirsi. Egli fu il primo a lasciare totalmente da parte l'esegesi scolastica tradizionale per adottare un metodo di trattazione che rigettava la tradizione e pretendeva d'avere il diritto di servirsi del giudizio privato, indipendentemente da autorità di sorta. (vol. II, cap. XXVII, p. 144)
- Per ciò che riguarda la moralità dei suoi ministri, la disciplina della chiesa calvinista era necessariamente rigorosa. Le mogli dei pastori dovevano professare una purità rigorosissima. Infatti, se la moglie di un ministro della chiesa fosse stata convinta di adulterio, il marito doveva cacciarla irremissibilmente, sotto pena della di lui deposizione. Invece, se la peccatrice era la moglie di un laico, si esortava costui a riconciliarsi colla colpevole, Se un ministro qualunque rendevasi macchiato di impurità, era irremissibilmente deposto; né si trattava semplicemente di una minaccia vana, come accadeva per la maggior parte dei decreti dei concilii cattolici, giacché gli atti dei varii sinodi dimostrano come venisse rigorosamente praticata. (vol. II, cap. XXVII, p. 146)
Note
[modifica]- ↑ Nel testo: "ascettismo".
Bibliografia
[modifica]- Henry Charles Lea, Storia del celibato ecclesiastico nella Chiesa cristiana, vol. I e II, Casa editrice cultura moderna, Mendrisio, 1911.
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