I segreti di Twin Peaks (seconda stagione)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: I segreti di Twin Peaks.

I segreti di Twin Peaks, seconda stagione.

Episodio 1, Che il Gigante sia con te[modifica]

I gufi non sono quello che sembrano. (Gigante)

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Salve ancora. Puoi vedere attraverso un muro? Puoi vedere attraverso la pelle umana? I raggi X vedono attraverso oggetti solidi, o cosiddetti solidi. Ci sono cose nella vita che esistono, ma i nostri occhi non possono vederle. Hai mai visto qualcosa di sorprendente che altri non possono vedere? Perché certe cose si celano a noi? La vita è un puzzle? Sono piena di domande. Qualche volta le mie domande hanno risposta. Nel mio cuore, so se la risposta è corretta. Io sono la mia coscienza. In un sogno, i personaggi sono tutti manifestazioni di te stesso? Diversi aspertti del tuo essere? I sogni portano forse consiglio? Un'ultima cosa sono cresciuta nella foresta. Capisco molte cose per via della foresta. Alberi che si ergono uniti, crescendo l'uno accanto all'altro, provvedendo così tanto. Io mastico resina. Sull'esterno del Pino di Ponderosa, qualche volta la resina fuoriesce. La resina che cola non è buona da masticare. La resina dura e friabile non è buona. Ma in mezzo a questi, esiste una resina consistente e coriacea, con un particolare aroma. Questa è la resina che mastico.[1]
Hello again. Can you see through a wall? Can you see through human skin? X – rays see through solid, or so – called solid objects. There are things in life that exist, and yet our eyes cannot see them. Have you ever seen something startling that others cannot see? Why are some things kept from our vision? Is life a puzzle? I am filled with questions. Sometimes my questions are answered. In my heart, I can tell if the answer is correct. I am my own judge. In a dream, are all the characters really you? Different aspects of you? Do answers come in dreams? One more thing: I grew up in the woods. I understand many things because of the woods. Trees standing together, growing alongside one another, providing so much. I chew pitch gum. On the outside, let's say of the ponderosa pine, sometimes pitch oozes out. Runny pitch is no good to chew. Hard, brittle pitch is no good. But in between there exists a firm, slightly crusted pitch with such a flavor. This is the pitch I chew. (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • [L'agente Cooper è a terra sanguinante dopo che è stato colpito da tre colpi d'arma da fuoco, nel frattempo è arrivato un anziano cameriere a portare il latte caldo che aveva ordinato]
    Cameriere: Servizio in camera. Cosa ci fa sdraiato per terra? Ecco il latte caldo! [...]
    Agente Cooper: Può appoggiarlo sul tavolo, per favore? Le dispiace chiamarmi un dottore?
    Cameriere: Sicuro. [...] [al telefono c'è Andy, ma anziché avvertire delle condizioni di Cooper, il cameriere riattacca la cornetta] Le ho riattaccato il telefono.
    Agente Cooper: Cosa ha detto?
    Cameriere: Il telefono. L'ho riattaccato.
    Agente Cooper: Ha già chiamato un dottore? C'è il dottore?
    Cameriere: Ho rimesso a posto... Ho rimesso a posto il telefono.
    Agente Cooper: Grazie.
    Cameriere: Di niente. Era mio dovere.
    [Il cameriere gli fa firmare il conto del servizio in camera]
    Agente Cooper: Nel servizio è compresa la mancia?
    Cameriere: Sì, signore. [l'agente Cooper, ferito e dolorante, firma con fatica] Grazie! Grazie di tutto cuore! Guardi che il latte le diventerà freddo se non si sbriga!
    Agente Cooper: D'accordo.
    Cameriere: Io ho sentito parlare di lei. [fa il gesto del pollice alzato e l'occhiolino, esce dalla stanza, ma poi rientra] Ho sentito parlare di lei. [fa di nuovo il gesto del pollice alzato, esce di nuovo, rientra, alza di nuovo il pollice e fa l'occhiolino]
  • [L'agente Cooper, ferito da tre colpi d'arma da fuoco, ha la visione del Gigante]
    Gigante: Sono qui per dirti tre cose. Se io te le dico e queste si avverano, allora mi crederai?
    Agente Cooper: Tu chi sei?
    Gigante: Considerami un tuo amico.
    Agente Cooper: Da dove sei venuto?
    Gigante: La domanda giusta è: "Dove sei giunto tu fino ad ora?". La prima cosa che ti devo dire è: c'è un uomo chiuso in un sacco che sorride.
    Agente Cooper: Un uomo in un sacco che sorride...
    Gigante: La seconda cosa è: i gufi non sono quello che sembrano. La terza cosa è: senza medicine lui è perduto.
    Agente Cooper: Ma che significa tutto questo?
    Gigante: Non mi è permesso di dire altro adesso? Dammi il tuo anello. Te lo renderò solo quando queste tre cose si saranno avverate. [gli sfila l'anello dal mignolo sinistro] Noi vogliamo aiutarti.
    Agente Cooper: "Noi" chi?
    Gigante: Un'ultima cosa: Leo è stato chiuso dentro un cavallo affamato. C'è un indizio nella casa di Leo. Hai urgente bisogno delle cure di un dottore.
  • Diane, il mio registratore è sopra il tavolo. Non mi è possibile raggiungerlo in questo momento. Posso solo sperare di aver lasciato pigiato il tasto di attivazione vocale. Sono nella mia stanza, sdraiato sul pavimento. Mi hanno sparato. Avverto un forte dolore e sto perdendo sangue. Per fortuna avevo indossato il corpetto antiproiettile ieri sera, come vuole il regolamento per le missioni segrete. Ricordo di aver sollevato il corpetto per togliere un insetto fastidioso. Se riesci ad immaginare l'impatto sullo stomaco di tre palle da bowling che cadono da un'altezza di nove piedi ti puoi fare un'idea di quello che ho sentito. Tutto considerato, essere feriti da un'arma non è così brutto come avevo considerato, almeno finché riesci a scacciare la paura. Credo che questo si possa dire di qualunque altra cosa. Niente è brutto se riesci ad allontanare la paura dalla tua mente. [controlla il mignolo sinistro] Oh, mio Dio... Non ho più l'anello... In queste situazioni stranamente cominci a pensare a quello che avresti voluto fare, a tutte le occasioni perdute. Mi sarebbe piaciuto trattare la gente con molta più gentilezza e molto più rispetto. Mi sarebbe piaciuto scalare un'alta collina, non troppo alta, sedermi su di un freddo prato, non troppo freddo e sentire il sole sulla mia faccia. Mi sarebbe piaciuto risolvere il caso del rapimento Lindbergh e avrei tanto voluto fare l'amore con una donna meravigliosa per la quale ho provato un sentimento profondo. E naturalmente non c'è bisogno di dire che avrei voluto visitare il Tibet. Avrei voluto vedere il Dalai Lama fare ritorno in un paese libero. Sì. questo l'avrei voluto davvero. Ma in fin dei conti è stata un'esperienza interessante. [sente rumore] Sono arrivati. (Agente Cooper) [registrazione per Diane mentre è a terra con un'emorragia]
  • [L'agente Cooper è in ospedale per farsi medicare le ferite d'arma fuoco]
    Agente Cooper: Sentivo un prurito sulla pelle, un insetto che faceva colazione. Ho sollevato il corpetto antiproiettile. Tre colpi, sparati a bruciapelo.
    Dr. Hayward [mostrando la zecca insanguinata ritrovata sull'agente Cooper]: Ora capisco questo. Che razza di modo per uccidere un insetto!
  • Lucy: Leo Johnson è stato ferito, Jacques Renault è stato strangolato, la segheria è stata incendiata, Shelly e Pete intossicati dal fumo, Catherine e Josie sono scomparse, Nadine è in coma per aver preso dei barbiturici.
    Agente Cooper: Per quanto tempo sono rimasto svenuto?
    Dr. Hayward: Sono le sette e cinque di mattina. Non succedevano tante cose in una notte dai tempi dell'incendio dell'Elks Club del '59.
  • [L'agente Cooper vuole tornare al lavoro nonostante due costole fratturate e le cartilagini costali distrutte]
    Dr. Hayward: Non può uscire in queste condizioni!
    Agente Cooper: Dottore quando la forza di volontà lo richiede il corpo ha delle capacità di recupero straordinarie. Datemi solo un paio d'ore per vestirmi...
  • Agente Cooper [notando un sacco nero per cadaveri]: Chi è quello?
    Dr. Hayward: Jacques Renault.
    Agente Cooper: Sta in un sacco che sorride? Sorride?
    Lucy: E che cosa ci sarebbe da sorridere?
  • Maddy: Ho fatto un sogno stranissimo stanotte.
    Sarah: Cos'hai sognato?
    Maddy: Il tappeto. Questo... questo qui. Lo vedevo proprio da questa poltrona.
  • Ecco un altro grande momento nella storia della polizia locale. (Albert) [dopo che Andy si è scontrato con una tavola di legno schiodata]
  • Donna, vedi gli occhiali che sto portando? [li rompe con le mani] Io li odio! E ho deciso ce non ho più voglia di portarli. (Maddy)
  • Donna: Non sappiamo se abbiamo fatto qualcosa di male. Il dottor Jacoby ha avuto un infarto perché è stato aggredito. Noi gli abbiamo solo dato un nastro.
    Maddy: Se non l'avessimo forse non sarebbe stato aggredito!
    Donna: Forse. E se ti lavi i capelli forse il sole non sorgerà! Queste sono idee che portano alla pazzia. Quello che è fatto è fatto. L'unico modo per non farsi ossessionare da questa storia è non parlare di quello che è accaduto l'altra notte. E ti assicuro che James farà la stessa cosa. Ricevuto?
    Maddy: Forte e chiaro.
  • Maddy: I capelli di zio Leland! Sono diventati bianchi! Bianchi come un lenzuolo!
    Donna: Che strano...
  • Guarda dentro ai pasti ai pasti a domicilio.
Look into the meals on wheels. (Biglietto destinato a Donna)
  • Agente Cooper: Albert, come riesci a trovare sempre il modo di essere sgradevole?
    Albert: Potrei farti la stessa domanda.
    Agente Cooper: Ascoltami bene, se non vuoi passare dei guai seri ti consiglio di adeguarti allo stile di vita locale.
    Albert [sarcastico]: Bravo. E dopo la quadriglia potremmo fare una corsa coi sacchi!
  • Fa apposto o è davvero cretino? (Albert) [riferendosi a Andy]
  • James: Harry, Laura nel nastro parla sempre di un uomo misterioso...
    Harry: La Corvette rossa. Leo Johnson.
    James: Non credo che si tratti di lui, e neanche di Jacques Renault.
    Harry: Perché dici questo?
    James: L'ho capito quando ho sentito il nastro in cui Laura diceva "Questo tizio sa come accendere il mio fuoco". Be' io mi ricordo di una sera – era da poco che ci vedevamo, lei prendeva ancora la droga allora – eravamo nel bosco, Laura si era messa a recitare uno spaventoso poema, continuava a ripeterlo, parlava di fuoco, e alla fine mi ha detto: "Ti piacerebbe giocare col fuoco, ragazzino? Ti piacerebbe giocare con BOB? Ti piacerebbe giocare con BOB?"
    Harry: E che voleva dire con questo?
    James: Ah, non lo so. Laura diceva un sacco di cose strane. A volte invece non ti rivolgeva la parola. Lei sapeva incantare.
  • Donna: Fumo una sigaretta ogni tanto. Mi rilassa quando sono tesa.
    James: Da quando ti senti tesa?
    Donna: Da quando ho cominciato a fumare.
  • Diane, ho ricevuto i numeri arretrati di Flesh World. Ottimo lavoro. Finalmente qualcuno che aiuta la legge, anche se si tratta di una compagnia che sfrutta le debolezze umane. (Agente Cooper) [registrazione per Diane]
  • Questa volta non voglio sentir parlare di Hawaii, trucchi magici e psicostupidaggini! (Agente Cooper) [spazientito da Jacoby]
  • Jacoby: [...] Apparteneva a lei il ciondolo. Sì, a lei. Un cuore diviso in due. Anche Laura era divisa in due; insomma, viveva una doppia vita. Due persone. Sì ma poi, poi quando l'ho vista per l'ultima volta lei, sembrava che fosse riuscita a trovare la pace interiore, la serenità. Ora io sono convinto che questa trasformazione fosse dovuta alla decisione di togliersi la vita.
    Harry: Lei crede che Laura Palmer volesse suicidarsi?
    Agente Cooper: Dottore, Laura Palmer non si è certamente suicidata.
    Jacoby: No, no. Ma forse per lei la morte è stata una liberazione.
  • Lo sai, Shelly, gli ospedali sono luoghi pericolosi. Prima di tutto sono pieni di gente malata e in secondo luogo quel cibo potrebbe ucciderti. (Bobby) [facendo visita a Shelly in ospedale]
  • Ed: Io non credo nel destino, agente Cooper. Ho sempre pensato che siamo noi a costruirci il futuro con le nostre mani, mattone su mattone.
    Albert [sbeffeggiandolo]: Dall'almanacco rurale.
  • [Nadine è in coma]
    Ed: Me lo sarei dovuto aspettare, ma non volevo crederci. Non ho saputo fare niente per evitarlo. Forse c'era una parte di me che voleva la sua morte. Questa idea mi ossessiona.
    Agente Cooper: Quando vi siete sposati?
    Ed: Appena finita la scuola. Norma e io eravamo stati insieme quattro anni e tutti pensavano che l'avrei sposata. Anch'io lo credevo. A quei tempi conoscevo Nadine solo di vista. È stato in primavera, durante un fine settimana. Norma se ne andò con Hank, io piansi come un bambino per tutta la giornata, poi improvvisamente vidi Nadine ferma davanti a me. Vidi una ragazza dolce, così sola e indifesa.Girammo tutta la notte e ci trovammo in una cittadina del Montana subito dopo Great Falls e lì le chiesi di sposarmi, quasi per gioco, mezzo ubriaco, mezzo folle. Al mattino riuscimmo a trovare un giudice di pace e Norma non aveva neanche dormito con Hank. Dio, la sua faccia quando le dissi tutto! Nadine e io ce ne andammo nel vecchio rifugio di mio padre a Eagle Pass per cacciare. Speravo che lì avrei trovato il coraggio per parlare di divorzio, per dirle che amavo Norma, ma Nadine sembrava così felice. E lo sa poi che accadde? Che le sparai durante la nostra luna di miele.
    Agente Cooper: Come sarebbe, Ed?
    Ed: Il primo giorno stavamo cacciando fagiani. Nadine spara bene. Abbiamo preso subito due uccelli. Mi sentivo bene quel giorno. Ascoltavo l'eco delle fucilate risuonare tra le colline. Ho sparato e un frammento di pallottola deviato da una roccia ha colpito l'occhio di Nadine.
    Agente Cooper: È una storia terribile.
    [Albert ridacchia]
    Ed: Si stringeva a me mentre tornavamo in città. Non ha mai pianto. Non me l'ha mai rinfacciato, non mi ha mai odiato per questo. [Albert finge di asciugarsi le lacrime e ridacchia] Un paio di mesi dopo Norma sposò Hank. Ecco perché non credo nel destino. Ognuno ha quello che si merita.
  • Agente Cooper: Harry, quando Albert avrà terminato ci vedremo alla stazione di polizia. Faremo il punto della situazione.
    Harry: Sassi e bottiglie?
    Agente Cooper: Gessetti e lavagna basteranno.
    Harry: E le frittelle?
    Agente Cooper: C'è bisogno di dirlo, forse?
  • Maggiore Briggs: Bobby, vorrei raccontarti una cosa.
    Bobby: D'accordo.
    Maggiore Briggs: È una visione che ho avuto ieri notte nel sonno. Non parlo di un sogno, cioè di un semplice catalogo degli avvenimenti della giornata fatta dal subconscio. Parlo di una visione radiosa, chiara come un torrente di montagna, dove l'anima può rivelare tutti i suoi segreti. Nella mia visione mi trovavo sulla veranda di una... di una grande costruzione, un palazzo lussuoso, di proporzioni gigantesche. Al suo interno sembrava di vedere una luce proveniente da... dai riflessi del candido marmo. Conoscevo questo posto: era la casa dove sono nato e cresciuto. Da tanto tempo non vi ritornavo. È stato come ritrovare il senso profondo della mia stessa esistenza. Mi aggiravo per le camere e notavo che tutto era rimasto come ai tempi della mia giovinezza. A dire il vero c'erano più stanze di quante ne ricordassi, ma disposte in modo da integrarsi perfettamente con la costruzione originale. Io stesso non riuscivo a cogliere la differenza. Mentre mi dirigevo verso l'ingresso della casa ho udito bussare alla porta. C'era mio figlio dietro quella porta. Era spensierato, era felice. Come lo è chi ha una vita da vivere con profonda armonia, con gioia. Ci siamo abbracciati... un abbraccio caldo e affetuoso, ci eravamo ritrovati. Eravamo una sola persona in quel momento. Una sola. La visione era finita e io mi sono svegliato con una straprdinaria sensazione di ottimismo e di totale fiducia in te e nel tuo futuro. Così ti vedo io, figliolo.
    Bobby [commosso]: Davvero?
    Maggiore Briggs: Sono tanto felice di aver avuto l'opportunità di parlarti di questo. [si alza e stringe la mano di Bobby] Io desidero solo di poterti aiutare in tutte le cose.
    Bobby: Grazie, papà.
  • Agente Cooper: La notte in cui fu uccisa Laura Palmer ebbe non meno di due appuntamenti. Nel diario aveva scritto «Sono nervosa, incontrerò "J" stanotte.» La mia idea era che volesse riferirsi a James Hurley. Era nervosa perché gli avrebbe detto che non voleva più vederlo. Prima di uscire di casa ricevette una telefonata.
    Albert: Noi pensiamo che fosse Leo Johnson che le dava un appuntamento per qualche ora più tardi.
    Agente Cooper: Laura incontrò James e rimase con lui fin dopo la mezzanotte, quando arrivarono vicino allo Sparkwood. Lei scese dalla moto e corse verso il bosco. Noi crediamo che qui avesse appuntamento con Jacques Renault, leo Johnson e Ronette Pulaski. Arrivarono in auto fino al sentiero che conduce al rifugio di Jacques. Mentre risalivano il sentiero vennero uditi dalla Signora Ceppo. All'una di notte giunsero al rifugio. Qui presero alcool e droga. Laura venne legata ed ebbe rapporti sessuali con Leo e Jacques. waldo fu fatto uscire dalla gabbia ed aggredì Laura. Ci fu una zuffa tra Leo e Jacques. Jacques ebbe la peggio. Quando rinvenne Leo e le ragazze non c'erano più. Noi pensiamo che Leo lasciò le ragazze e fece la strada fino alla Corvette.
    Albert: La ragione era che c'era un terzo uomo.
    Agente Cooper: Infatti l'agente Hawk ha trovato le sue tracce fuori dalla finestra del rifugio di Jacques.
    Albert: Il terzo uomo portò Laura e Ronette al vagone abbandonato e le legò. Laura per la seconda volta, Ronette per la prima.
    Agente Cooper: L'assassino con un corpo contundente colpì Ronette per farla svenire. Probabilmente era così impegnato a uccidere Laura da non accorgersi che Ronette aveva ripreso conoscenza ed era scappata.
    Albert: O forse la cosa non lo interessava. Fece un mucchietto di spazztaure e mise il mezzo ciondolo di laura sulla sommità, poi inserì una piccola incisione della lettera "R" sotto l'unghia del suo anulare sinistro. Ricorderete che mise la lettera "T" sotto l'unghia di Teresa Banks. Poi lasciò un messaggio scritto con il sangue: "Fuoco cammina con me".
    Agente Cooper: Qui c'è un dato interessante. Il sangue è stato analizzato e non appartiene né a Leo, né a Jacques, né a Laura, né a Ronette.
    Albert: La nostra ipotesi è che l'assassino abbais critto il messagio con il suo stesso sangue: un tipo raro, AB negativo. L'asciugamano che Hawk ha trovato a mezzo miglio di distanza dalla ferrovia era impregnato di sangue dello stesso tipo. Ha anche trovato proprio lì vicino dei pezzi di giornale sbiaditi.
    Agente Cooper: Forse è stato l'assassino a lasciarli. Li abbiamo mandati a Washington per farli analizzare.
    [Andy si mette a piangere]
    Albert [sbeffeggiandolo]: Lo so, Andy. Lo so, lo so, lo so... Non sono cose da raccontare a voi bambini, queste.
    Andy [si alza]: Albert Rosenfield, non mi piace il tono strafottente che usa con lo sceriffo Truman e con tutti noi! Tieni chiusa quella boccaccia!
    [Esce sbattendo la porta, tutti tranne Albert sono soddisfatti]
    Agente Cooper: Laura Palmer è morta, Jacques Renault è morto, Leo Johnson e Ronette Pulaski sono in coma, Waldo l'uccello è morto. Ci resta solamente il terzo uomo.
  • Pete [parlando di Josie]: Lei va sempre a Seattle, una volta ogni tre mesi più o meno. Se proprio vuoi la mia opinione io credo che lei ci vada per soddisfare un vizio segreto.
    Harry: Di che si tratta?
    Pete: Shopping!
  • [Dopo aver saputo che Catherine non è stata ritrovata tra le macerie della segheria] Ho sempre pensato che sarei stato io ad andarmene per primo. Insomma, se qualcuno avesse raccolto scommesse sul nome dell'unico sopravvissuto ad una guerra atomica avrei puntato su di lei! (Pete)
  • Hank: Leo è in coma, il cervello è danneggiato.
    Jerry: Il cervello di Leo? E da che l'hanno capito?
  • Signori, se non incolpano di incendio doloso la nostra compianta Catherine e il suo perfido complice Leo... farò voto di castità. (Ben) [a Jerry e Hank]
  • Blackie: Al proprietario non è piaciuto il tuo comportamento di ieri notte.
    Audrey: Il fatto è che quel tale non era esattamente il mio tipo.
    Blackie: E chi sarebbe il tuo tipo, carina?
    Audrey: Be', non tu! Senza offesa. [il buttafuori la afferra] Ehi!
    Blackie: Cerchiamo di capirci una volta per tutte, principessa.
    Audrey: D'accordo.
    Blackie: Non voglio più sentire lamentele sul tuo conto. Quando lavori per me qualunque uomo è il tuo tipo.
  • Il suo nome era Laura | e io l'ho vista risplendere di sole | nell'oscurità del bosco. | Ho visto il suo sorriso. | Noi piangevamo e io l'ho vista ridere. | Eravamo tristi e io l'ho vista danzare. | Era Laura, viva nel miei sogni. | Era Laura, la sua voce era vita. | Il suo sorriso ci diceva che piangere era giusto. | Il bosco era la nostra tristezza. | La danza era la sua voce. | Era Laura, venuta a salutarmi con un bacio. (Harriet) [poesia in memoria di Laura]
  • Dr. Hayward: Come tuo dottore, Leland... che diavolo è successo ai tuoi capelli?!
    Leland: Eh, be'... È molto strano, vero? Be', io mi sono guardato allo specchio stamattina e erano così. Hanno cambiato colore questa notte.
    Dr. Hayward: Be', considerando tutto quello che hai passato...
    Leland: Sì, ma, vuoi sapere una cosa? Vedendomi io ho avuto l'imrepssione di... di avere voltato l'angolo. Non so se mi spiego. C'è ancora tanta trsitezza in me, ma non ne sono più sopraffatto. È come se... se mi fossi tolto un gran peso dal cuore.
    Dr. Hayward: Be', forse è così.
    Leland: Sì, forse. Forse è così! Dio, avrei voglia di cantare!
    Dr. Hayward: È un bene che tu reagisca.
    Leland: No, davvero! Ho voglia di cantare una canzone! [si mette a cantare Get Happy[3], ma poi collassa a terra]
  • Diane, sono le undici e cinquantacinque di notte. Sono passate diciannove ore dal momento in cui ho rischiato la prematura dipartita verso i pascoli celesti. Mi sento davvero stanco. Non si può resistere tanto a lungo se non ci si concede qualche momento di riposo. Stando ai risultati dei test condotti sui sldati americani durante la guerra di Corea la privazione forxata del sonno causa inevitabilmente disturbi mentali... e io non dormo da tre giorni. Mi sentivo così stupido ieri notte, Diane, steso sul pavimento a domandarmi se ce l'avrei fatta. E credevo di vedere un gigante in questa camera! Be', questa storia te la racconterò un'altra volta. Questo ero io, Dale, stanza 315, Great Northern Hotel. Per oggi è tutto. (Agente Cooper) [registrazione per Diane]
  • Mi senti, Dale? Mi puoi sentire, Cooper? Ti prego, sono io, Audrey. Ti ho lasciato un messaggio. Sei riuscito a leggerlo? L'ho infilato sotto la porta. Possibile che non l'hai visto? Sono qui al One Eyed Jacks. Se devo essere sincera non so come farò a cavarmela. Naturalmente me l'aspettavo. Insomma, se voglio darti una mano nelle tue indagini sono certa che mi trovferò molto spesso ad affronatre situazioni più pericolose di questa. Solo che... lo sai, questa è la mia prima volta e io avrei bisogno di una guida esperta. Volevo dirti che c'è un legame tra i grandi magazzini Horne e il One Eyed Jacks: è mio padre il proprietario del locale, una palla di grasso di nome Battis lo aiuta a reclutare le ragazze dal reparto profumi. Somani cercherò di scoprire se Laura e Ronette sono state qui. Spero che tu non sia arrabbiato con me perché cerco di aiutarti. Ti assicuro che lo sto facendo con le migliori intenzioni e se tu mi puoi sentire, se le mie parole riescono ad arrivare fino a te, dovunque ti trovi... aiutami, per favore. Aiutami, aiutami! (Audrey) [preghiera]
  • [Seconda apparizione del Gigante]
    Gigante: Mi dispiace di svegliarti.
    Agente Cooper: Non è un sogno, vero?
    Gigante: Ho dimenticato di dirti alcune cose.
    Agente Cooper: È vero, c'era un uomo in un sacco che sorride.
    Gigante: Tutte le cose che ti dico sono destinate ad avverarsi. È meglio ascoltare che parlare.
    Agente Cooper: Sì, ti credo.
    Gigante: Non cercare tutte le risposte in una volta sola. Un percorso viene tracciato ponendo ogni singola pietra dietro l'altra. Una sola persona ha visto il terzo uomo. In tre l'avevano visto, ma... ma non il suo corpo. Solo una persone e tu la conosci. È pronta ormai a parlare. Ascoltami bene ora. Tu hai dimenticato qualcosa.
    Agente Cooper: Cosa?
    [Una sfera luminosa attraversa la stanza e il Gigante scompare]

Episodio 2, Coma[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Come sopra, così sotto. L'essere umano si trova nel mezzo. C'è tanto spazio fuori dall'uomo, proporzionalmente, quanto ce n'è dentro. Stelle, lune e pianeti ci ricordano di protoni, neutroni ed elettroni. C'è forse un essere supremo, che cammina con tutte le stelle all'interno? Il nostro pensiero influenza quello che succede all'esterno, e quello che succede al nostro interno? Penso di sì. Dov'è il posto della crema di mais nell'universo? Cos'è la crema di mais? È un simbolo di qualcos'altro?[1]
As above, so below. The human being finds himself, or herself, in the middle. There is as much space outside the human, proportionately, as inside. Stars, moons, and planets remind us of protons, neutrons, and electrons. Is there a bigger being walking with all the stars within? Does our thinking affect what goes on outside us, and what goes on inside us? I think it does. Where does creamed corn figure into the workings of the universe? What really is creamed corn? Is it a symbol for something else? (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • Agente Cooper: La tradizione buddhista giunse nel Paese delle Nevi nel V secolo d. C.. Il primo re tibetano toccato dal dharma è stato Lha Thothori gNyan bTsan.[4] Albert, la sua dinastia è conosciuta con il nome di "stirpe della felicità". Certi storici la fanno risalire all'anno della biscia, il 213, altri invece all'anno del bufalo, il 173. È fantastico, vero? La stirpe della felicità!
    Albert: Agente Cooper, è sconvolgente sapere che il dharma andò dal re Ho-Ho-Ho veramente, ma ora vorrei spostare l'attenzione su fatti avvenuti nel XX secolo qui a Twin Peaks.
    Agente Cooper: Albert, tu non hai idea dei rapporti che ci sono fra le due storie.
    Albert: Non mi stupisco più di niente.
  • Albert: Tu come ti senti?
    Agente Cooper: Io?
    Albert: Informarsi sullo stato di salute di una persona colpita da tre pallottole è buona norma.
    Agente Cooper: Grazie di cuore.
    Albert: Niente smancerie!
  • Il cameriere del room service, l'uomo più vecchio del mondo, non ha notato nulla di strano quella sera. Non me ne stupisco. Il nostro signor masticabrodo ha – come dire? – il cervello in pensione. (Albert)
  • Agente Cooper: Windom Earle? È andato in pensione.
    Albert: Sì, su una comoda sedia completa di lacci ai polsi all'accademia dei buontemponi.
  • Pierre Tremond: Signorina...
    Donna: Ah, ciao.
    Pierre Tremond: A volte le cose accadono proprio in questo modo. [schiocca le dita]
    Signora Tremond: Crema di mais... Signorina, vede la crema di mais in questo piatto?
    Donna: Certo.
    Signora Tremond: Io non avevo affatto chiesto la crema di mais! Adesso la vede al crema di mais su questo piatto? [la crema di mais è scomparsa dal piatto]
    Donna: No.
    [La crema di mais è apparsa tra le mani di Pierre]
    Signora Tremond: Il mio nipotino studia... magia!
    Donna: È divertente.
    Signora Tremond: Ma tu chi sei?
    Donna: Io... io consegno i pasti a domicilio al posto di Laura Palmer.
    Signora Tremond: È morta, vero?
    Donna: La conosceva bene?
    Signora Tremond: No.
    Donna: Allora signora Tremond tornerò domani e non le porterò la crema di mais.
    Signora Tremond: Di solito prima portavano il cibo dell'ospedale. Si rende conto? Cerchi il signor Smith dell'appartamento qui accanto.
    Donna: Qui accanto?
    Signora Tremond: Era amico di Laura Palmer.
    Pierre Tremond: J'âi une ame solitaire.
    Signora Tremond: Il signor Smith resta chiuso in casa tutto il giorno.
  • Treno! Treno! Treno! (Ronette Pulaski) [parole pronunciate dopo aver visto l'identikit di BOB]
  • Fratello, qui abbiamo due registri e un porcellino di formaggio affumicato. Che cosa bruceremo? Di sicuro non il mio porcellino. (Jerry)
  • Norma: Margaret, è sempre un piacere vederti qui. Ma se hai intenzione di sputare quella schifezza che mastichi, ti prego di farlo nel portacenere e non su un bancone o su un tavolino come hai fatto ieri.
    Signora Ceppo: Vorrei un hamburger con ketchup.
  • Signora Ceppo: Lei ha un sacco di bandierine luccicanti sulla giacca.
    Maggiore Briggs: Sì, infatti.
    Signora Ceppo: E ne va fiero?
    Maggiore Briggs: No, il successo si premia da solo. L'orgoglio lo offuscherebbe. Latte?
    Signora Ceppo [copre la tazza per rifiutare il latte]: Il mio ceppo ha qualcosa da dirle. Lei lo conosce?
    Maggiore Briggs: Non credo che nessuno ci abbia mai presentato.
    Signora Ceppo: Be', il mio ceppo non ama i convenevoli.[5] Lei riesce a sentirlo?
    Maggiore Briggs: No, signora. Non lo sento.
    Signora Ceppo: Parlerò io per lui. [ascolta il ceppo] "Riferire il messaggio". Lei ha capito, vero?
    Maggiore Briggs: Ho capito molto bene, glielo assicuro.
  • La banca del seme di Tacoma cercava donatori e naturalmente mi sono offerto. È un mio dovere civico e poi a me piacciono le balene.[6] Ho fatto gli esami che si fanno in questi casi e sono risultato sterile. pensavo volesse dire che non dovevo farmi il bagno, ma i dottori mi hanno spiegato tutto. E mi hanno detto che essendo sterile non posso avere figli. E visto che non sarò mai padre, Lucy, com'è che aspetti un bambino, allora? [Lucy si alza e si avvicina, Andy pensa che gli voglia dare un bacio, ma Lucy gli strappa con violenza il pezzo di scotch che Andy ha sulla fronte] (Andy)
  • Il cervo si è fermato qui.
The buck stopped here. (Cartello, sotto la testa di un cervo impagliato)
  • È tutto vero, Ben? O si tratta di un sogno ad occhi aperti? (Jerry)
  • Diane, oggi ho ricevuto delle brutte notizie: Windom Earle è scomparso. L'improvvisa sparizione del mio vecchio amico e collega mi preoccupa moltissimo. Ho anche saputo che Audrey Horne manca da due giorni. La notizia dell'assenza di Audrey ha avuto su di me un effetto imprevedibile: per la prima volta non ho pensaot agli indizi o alle tracce da seguire, ma alla dolcezza del suo sorriso. (Agente Cooper) [registrazione per Diane]
  • Maggiore Briggs: Ho un messaggio per lei.
    Agente Cooper: Da parte di chi?
    Maggiore Briggs: Purtroppo non mi è consentito rivelare la natura del mio lavoro. Questa segretezza è molto spiacevole certe volte. Ogni apparato burocratico che non operi alla luce del sole rischia purtroppo di corrompere i suoi funzionari, ma queste sono le regole che ho giurato di rispettare e per me il giuramento è sacro.
    Agente Cooper: Come uomo e come dipendente del governo federale sono perfettamente d'accordo, maggiore.
    Maggiore Briggs: Ecco tutto quello che posso rivelarle. Tra i compiti che mi sono stati affidati c'è anche il controllo dia lcuni radiotelescopi puntati verso le più lontane galassie. [mostra una serie di fogli stampati con codici incomprensibili] Noi riceviamo quotidianamente segnali di ogni tipo e provenienza, spazztura cosmica da decifrare e esaminare. Cose di questo tipo, insomma: seuqnze incomprensibili di onde radio, agente Cooper. Almeno fino a giovedì notte. Venerdì mattina per essere precisi.
    Agente Cooper: Quando mi hannpo sparato, più o meno.
    Maggiore Briggs: Il tabulato ci ha colto di sorpresa. Intere righe di sequernze incomrepnsibili, poi all'imporvviso: "I gufi non sono quello che sembrano".
    Agente Cooper: Perché lo racconta a me?
    Maggiore Briggs [voltando pagina]: Perché, poco più tardi, "Cooper, Cooper, Cooper."
    Agente Cooper: Mio Dio!

Episodio 5, La maledizione dell'orchidea[modifica]

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  • Qualche volta la natura si fa gioco di noi, e immaginiamo di essere qualcosa che non siamo. È questa la chiave della vita in generale? O il caso dello schizofrenico dalla doppia personalità? Entrambe le personalità credevano che l'altra seguisse se stessa. Alla fine, quando una personalità non guardava, una ha sparato all'altra in mezzo agli occhi e ovviamente, ha ucciso se stessa.[1]
Sometimes nature plays tricks on us and we imagine we are something other than what we truly are. Is this a key to life in general? Or the case of the two – headed schizophrenic? Both heads thought the other was following itself. Finally, when one head wasn't looking, the other shot the other right between the eyes, and, of course, killed himself. (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • Diane, sono sei e quarantadue del mattino, be', pressapoco. Ho sognato di masticare una gomma gigantesca ed insipida. Appena sveglio, mi sono reso conto che stavo addentando uno dei miei tappi di silicone per le orecchie. Davvero insipido. Forse dovrei andarci piano con i caffè e i dolcetti dopo cena. Avverto una fitta persistente al costato che sto curando con quindici minuti di yoga tutte le mattine dopo i quali, ringraziando il cielo, il dolore scompare per qualche tempo, perdendosi nelle estreme periferie del mio subconscio. Bene comincerò con la candela. [si mette a testa in giù, appoggiandosi alla parete] Diane, adesso sono a testa in giù. La mente comincia ad aprirsi... Sto mettendo a fuoco gli impegni di oggi... Le cose si fanno sempre più chiare... [vede sotto al letto la busta con il messaggio lasciato da Audrey] Diane, il Gigante aveva ragione: avevo dimenticato qualcosa. (Agente Cooper) [registrazione per Diane]
  • Sono andata a nord, forse Jack ha la risposta. Con affetto, Audrey.
I've gone North. Jack may have the answer. Love, Audrey. (Messaggio di Audrey per l'agente Cooper)
  • Donna: Certe cose nei libri non le trovi.
    Harold: Certe cose non le trovi da nessuna parte... ma sogniamo di trovarle nelle altre persone.
    Donna: Forse i sogni dicono la verità.
  • Se vuole un consiglio faccia attenzione ai boschi. Qui i boschi sono meravigliosi, ma molto infidi. (Giudice Sternwood) [all'agente Cooper]
  • Avevo circa tredici anni allora. Quattordici forse. Laura e io avevamo indossato delle gonne molto corte, attillatissime. Era stata un'idea di Laura. Dovevamo andare alla Roadhouse per incontrare dei ragazzi. I loro nomi erano Josh, Rick e Tim. Dovevano avere circa vent'anni. Erano carini con noi. E ci facevano sentire più grandi. Rick ci propone di andare a fare un giro e Laura dice di sì. In quell'esatto momento io sento un nodo che si forma nel mio stomaco, ma quando Laura sale nel furgone dei ragazzi io la seguo. C'è un laghetto nel bosco, la luna piena credo, è una notte molto luminosa. Laura comincia a danzare attorno ai ragazzi e mentre balla muove i fianchi, indietro e avanti... Rick comincia ad applaudire e Tim sta lì senza fare niente, guarda e basta. È una cosa che mi fa arrabbiare. Allora dico "Andiamo a fare il bagno nudi!" E ci togliamo tutti i vestiti. So che i ragazzi ci guardano. Laura sta baciando Josh e Rick. Io non so cosa fare e nuoto verso il largo. Vorrei fuggire via, ma non lo faccio. Ad un tratto Tim si avvicina, mi bacia le mani e poi la bocca... Lo sento ancora oggi quel bacio. Le sue labbra sono molto calde, hanno un buon sapore. Il mio cuore fa un balzo. Lui mi parla, ma io non riesco a sentirlo. C'è solo quel bacio. Non l'ho più visto da quella sera. È stata la prima volta che mi sono innamorata. È tutto. (Donna) [raccontando il suo passato a Harold]
  • [Ferendosi il viso con un attrezzo da giardinaggio] Stato cercando dei segreti? È questo che volete, vero? Bene, cercherò di aiutarvi. Sapete qual è l'ultimo e più grande segreto che voi possiate conoscere? Laura lo sapeva. È quello di conoscere il tuo assassino! (Harold)

Episodio 6, Demoni[modifica]

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La domanda è dentro la risposta. (Signora Ceppo)
  • Qualche volta vogliamo nasconderci da noi stessi. Non vogliamo essere noi stessi. È troppo difficile essere noi stessi. È in questi momenti che ci buttiamo sull'alcol o sulla droga, o su comportamenti che ci aiutano a dimenticare chi siamo. Questa, ovviamente, è solo una posizione temporanea nei confronti di un problema che è destinato a tornare, e, qualche volta, queste soluzioni temporanee sono peggiori del problema originale. Sì, è un dilemma. C'è una risposta? Certo che c'è. Come disse sorridendo una persona saggia: "La domanda è dentro la risposta".[1]
Sometimes we want to hide from ourselves – we do not want to be us – it is too difficult to be us. It is at these times that we turn to drugs or alcohol or behavior to help us forget that we are ourselves. This of course is only a temporary solution to a problem which is going to keep returning, and sometimes these temporary solutions are worse for us than the original problem. Yes, it is a dilemma. Is there an answer? Of course there is: as a wise person said with a smile: "The answer is within the question." (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • Tu sei impura, Donna! Sei impura e volevi contaminare anche me! (Harold)
  • Basta scherzare col fuoco. (James)
  • Sai, tu sei il miglior piedi piatti che abbia mai conosciuto, però certe volte pensi troppo. (Harry) [all'agente Cooper]
  • Capo ufficio regionale dell'ufficio federale d'investigazione Gordon Cole! È come uno scioglilingua, a volte non riesco a dirlo neanch'io!(Gordon Cole) [urlando e tenendo gli auricolari nelle orecchie]
  • Deve parlare più forte, se no non la sento! È una lunga storia! Devo tenere questi cosi al massimo!(Gordon Cole) [urlando e tenendo gli auricolari nelle orecchie]
  • Dale Cooper [urlando]: Albert ha trovato delle fibre fuori dalla camera di Cooper provenienti da un cappotto di vigogna!
    Harry: Un cappotto di vigogna...
    Dale Cooper [urlando]: Lei è molto gentile, sceriffo, ma ho già mangiato!
  • Nadine: Dimmi, Ed, quand'è che miei genitori torneranno dall'Europa?
    Ed: Ehm... Be', presto credo.
    Nadine: È magnifico avere questa casa a nostra disposizione e fare finta che è nostra come se fossimo sposati!
  • Quando eravamo piccole tra me e Laura c'era un legame che mi spaventava. Sentivo i suoi pensieri come se i nostri cervelli riuscissero a comunicare. E poi quand'è morta è come se io fossi diventata Laura, o almeno era così che la gente mi vedeva. (Maddy)
  • All'incendio! (Ben) [brindando in compagnia di Josie]
  • Ben [mostrando una chiave]: Josie, questa qui è la chiave della mia cassaforte personale. Ora, ho qui al sicuro nella mia cassaforte un affascinante dossier su di e, mia cara, e sul tuo ultimo marito Andrew e sulla barca che ha fatto "boom". Quindi ti prego di comportarti bene perché se non ti comporterai bene io ti farò seppellire, Josie.
    Josie: Pensaci due volte, Ben, perché se dovesse capitarmi qualcosa di spiacevole questo porterebbe le autorità [tira fuori una chiave] a frugare dentro una cassetta di sicurezza in una banca di un'altra città. Dentro questa cassetta ci sono così tante prove contro di te che ti daranno almeno tre ergastoli. Ci seppelliranno fianco a fianco!
    Ben: Siamo pari.
  • [Bobby e Shelly fanno una festa in onore di Leo, vestendolo a festa e addobbandolo con stelle filanti]
    Bobby e Shelly [brindando con il Jack Daniels]: A Leo!
    Bobby: Abbiamo immaginato quanto tu hai sofferto fuori di qui. Allora – che diavolo! – noi abbiamo pensato di festeggiarti. È il nostro modo di dirti: "Ehi, Leo Johnson, bentornato a casa!"
    Shelly: Bentornato, tesoro.
    Bobby [ironico]: Perché tu sei un tipo speciale, Leo. E noi vogliamo farti sapere che ci ricordiamo i nobili gesti che hai fatto per le persone che amavi!
    Shelly: Molto nobili!
    Bobby: Shelly ad esempio. Chi potrebbe desiderare un marito più premuroso di Leo, eh? Che ti fa lavare tutti i suoi vestiti sporchi...
    Shelly: Sì, sì.
    Bobby: ...e pulire e asciugare i piatti...
    Shelly: Già.
    Bobby: ...spazzare i pavimenti...
    Shelly: Odio spazzare!
    Bobby: Sei un vero gentiluomo, amico! Dalla testa ai piedi!
    Shelly: Un vero gentiluomo!
    Bobby: E con quante attenzioni il nostro Leo Johnson picchiava la moglie! Ah, sì! Devo complimentarmi con quest'uomo! La saponetta nel calzino che provoca fratture interne, ma lascia pochi lividi! E per ultimo, ma non in ordine di...
    Bobby e Shelly [in coro]: ...importanza!
    Bobby: ...il caro Leo Johnson ha tentato l'omicidio! Hai appeso tua moglie come un pezzo di carne e hai provato ad arrostirla! Certo, nessuno può dirti che non sai trattare le donne, amico!
Cooper, oggi hai una faccia davvero strana! Sembri un piccolo cane messicano, un chihuahua! (Gordon Cole, interpretato da David Lynch)
  • Cooper, oggi hai una faccia davvero strana! Sembri un piccolo cane messicano, un chihuahua! (Gordon Cole) [urlando e tenendo gli auricolari nelle orecchie]
  • Agente Cooper: Allora Gordon, che diavolo volevi dire con quello strano paragone con il chihuahua?
    Gordon Cole [urlando]: Abbiamo altro a cui pensare, Cooper! Due e due non fanno necessariamente quattro! Non scordarlo!
  • Io ne so qualcosa del fuoco. La mia famiglia era di Nagasaki. (Toyamura)
  • MIKE: Non ho più bisogno della medicina. Sto bene adesso.
    Agente Cooper: Chi sei tu?
    MIKE: Il mio nome è MIKE.
    Agente Cooper: Cosa sei tu?
    MIKE: Io sono uno spirito che vive negli uomini.
    Agente Cooper: E chi è Philip Gerard?
    MIKE: È il mio attuale ospite.
    Agente Cooper: In un sogno una volta mi hai parlato di un certo BOB.
    MIKE: Lui era uno spirito simile.
    Agente Cooper: E da dove viene questo BOB?
    MIKE: È una cosa che non può essere rivelata.
    Agente Cooper: Puoi dirci che cosa vuole?
    MIKE: Lui è BOB, gli piace divertirsi ed ha un sorriso tale al quale nessuno può resistere. Sapete che cos'è un parassita? È un essere che sfrutta un'altra forma di vita e se ne nutre. BOB ha bisogno di un ospite umano. Lui si ciba di paure e a volte di piaceri. Questi sono i suoi figli. Io sono simile a BOB.. Una volta eravamo soci.
    MIKE e Cooper [in coro]: "Nell'oscurità di un futuro passato | il mago desidera vedere..."
    MIKE: "...Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l'altro. | Fuoco, cammina con me."[7] Ma poi io ho visto il volto di Dio e da allora divenni puro e mi tolsi il braccio, però restai vicino a questo vascello e lo abitai di tanto in tanto perché avevo una missione da compiere.
    Agente Cooper: Trovare BOB!
    MIKE: Per fermarlo! Il suo vero volto è questo, ma pochi riescono a vederlo: gli eletti e i condannati.
    Agente Cooper: BOB è vicino a noi adesso?
    MIKE: Da quasi quarant'anni.
    Agente Cooper: Dove?
    MIKE: In una grande casa fatta di legno, circondata dagli alberi. La casa è composta da molte stanze tutte uguali, ma occupate da anime differenti notte dopo notte.
    Agente Cooper: Il Great Northern Hotel!

Episodio 7, Anime solitarie[modifica]

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  • Una poesia amabile come un albero: come soffia il vento notturno, il ramo ondeggia avanti e indietro. Il fruscio, il magico fruscio che porta con sé il sogno scuro. Il sogno di tribolazione e sofferenza. Dolore per la vittima, dolore per chi infligge il dolore. Un circolo di dolore, un circolo di sofferenza. Guai a quelli che osservano il cavallo pallido.[1]
A poem as lovely as a tree: as the night wind blows, the boughs move to and fro. The rustling, the magic rustling that brings on the dark dream. The dream of suffering and pain. Pain for the victim, pain for the inflicter of pain. A circle of pain, a circle of suffering. Woe to the ones who behold the pale horse. (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • Ho un'anima solitaria.
J'ai une âme solitaire. (Biglietto d'addio lasciato da Harold prima di impiccarsi)
  • Scarpe nuove! (Leo) [parole pronunciate in stato vegetativo]
  • Diane, due e quaranta del pomeriggio. Sono nella sala conferenze della stazione di polizia con quello che resta del diario di Laura Palmer. Molte pagine sono state strappate, tutto ciò che sono riuscito a decifrare conferma quello che ha detto l'uomo con un braccio solo. Ci sono continui riferimenti a un certo BOB, una presenza minacciosa fin dai primi anni dell'adolescenza. Ci sono anche accenni piuttosto frequenti a molestie e a maltrattamenti ripetuti. Questo BOB sarebbe, a quanto ha scritto Laura, un amico del padre. Adesso ti leggo un passaggio che risale a due settimane prima della morte. "Un giorno il mondo conoscerà la verità du Benjamin Horne. Voglio dire a tutti chi sia realmente quell'uomo." (Agente Cooper) [registrazione per Diane]
  • Non sappiamo che cosa succederà, né quando, ma ci sono dei gufi alla Roadhouse. (Signora Ceppo)
  • [Catherine, travestita da signor Toyamura, salta addosso a Pete e lo bacia]
    Pete: Ma che accidente t'è saltato in testa, amico?!
    Toyamura: Dal primo momento che ti ho visto ho provato per te una forte attrazione.
    Pete: È meglio se vai a cercartene un altro, fratello!
    Toyamura: C'è qualcosa in quei tuoi occhioni, così caldi e profondi... [con la sua voce normale] ...e azzurri come il cielo... Scemo, sono io! Sono io!
    Pete: Catherine? Hai un aspetto terribile... [ride e la abbraccia] Davvero terribile! Terribile!
  • Attento, sta per succedere ancora. Attento, sta per succedere ancora. (Gigante) [apparendo sul palco della Roadhouse]
  • Mi dispiace davvero. (Cameriere) [all'agente Cooper, dopo la visione del Gigante]

Episodio 8, Guida con una ragazza morta[modifica]

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  • Il cibo è interessante. Per esempio, perché abbiamo bisogno di mangiare? Perché non ci accontentiamo del giusto quantitativo di cibo per mantenerci in salute e avere energia? Sembra sempre che non ci basti mai. Quando si mangia troppo, il giusto equilibrio viene turbato, e ci si ammala. Naturalmente, quando si mangia troppo poco l'equilibrio ne risente in modo opposto. E le malattie ci colpiscono di nuovo. L'equilibrio è la chiave. L'equilibrio è la chiave di molte cose. Siamo in grado di capire l'equilibrio? La parola equilibrio ha dieci lettere. Il numero dieci è difficile da equilibrare, ma non è impossibile se siamo in grado di dividerlo. Naturalmente, vi sono i pro e i contro della divisione.[1]
Food is interesting. For instance, why do we need to eat? Why are we never satisfied with just the right amount of food to maintain good health and proper energy? We always seem to want more and more. When eating too much, the proper balance is disturbed and ill health follows. Of course, eating too little food throws the balance off in the opposite direction and there is the ill health coming at us again. Balance is the key. Balance is the key to many things. Do we understand balance? The word "balance" has seven letters. Seven is difficult to balance, but not impossible if we are able to divide. There are, of course, the pros and cons of division. (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • Gwen: Oh, lui dev'essere quel pellerossa di cui ho sentito tanto parlare! Ehm, "Occhio d'Aquila" o...
    Hawk: ...Hawk.
    [...]
    Gwen: È un piacere conoscerti. Dio, come devi odiare noi bianchi dopo quello che abbiamo fatto alla tua gente!
    Hawk: Alcuni dei miei migliori amici sono bianchi.
  • Diane, dieci e mezzo del mattino, Great Northern Hotel. Siamo appena sati dall'uomo con un braccio solo. Povero diavolo. In un'altra epoca, in un'altra cultura sarebbe stato un veggente, un profeta illuminato, nel nostro mondo è un venditore di scarpe che vive nell'ombra. (Agente Cooper) [registrazione per Diane]
  • Il tuo alibi è stato arrostito. Potrebbero scoprirne il motivo. E managri il tuo sangue è proprio del tipo che stanno cercando. Ben, come tuo legale, tuo amico e tuo fratello ti prego di accettare questo consiglio: procurati un avvocato migliore. (Jerry) [a Ben]
  • Hank: Ciao, Norma. Credo di essere un po' in ritardo...
    Norma: Quarantott'ore non è ritardo, Hank, è diserzione!
  • [Andy vorrebbe parlare in privato con Lucy a proprosito del suo esame per la fertilità, ma Gwen si intromette]
    Andy: C'è una cosa che devi sapere sui miei spermatozoi.
    Gwen: Spermatozoi! Vedi, gli uomini pensano soltanto a questo! Però mi ricordo che quando tenni il piccolo Carl in braccio per la prima volta, insomma, vedendo questo dolcissimo esserino che si aggrappava a me con tutte le sue forze mi sono detta: "Mio Dio, fate attenzione, donne! Eccone un altro che conterà gli spermatozoi in giro!" [Andy e Lucy la guardano perplessi] Be', ho detto così.
  • Se mi consentite propongo un brindisi ai nuovi sposti e alla loro felicità. [...] A Ernie e Vivian, perché la nuova vita insieme abbia successo, così come i loro futuri affari. (Hank) [brindisi]
  • Diane, sono le undici e cinque di sera. Ti parlo dalla mia stanza al Great Northern. Non c'è neanche una stella nel cielo stanotte. Benjamin Horne è ancora in prigione. Il cerchio si stringe, Diane. Sono quasi arrivato, ma gli ultimi passi sono sempre i più oscuri, i più difficili. (Agente Cooper) [registrazione per Diane]

Episodio 9, Legge arbitraria[modifica]

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  • Ecco che arriva la tristezza. La rivelazione. Segue la depressione dopo che si ottiene una risposta. Era quasi meglio non sapere. Sì, ora sappiamo. Almeno conosciamo ciò che abbiamo cercato all'inizio. Ma rimane sempre la domanda: "Perché?" E la domanda resterà sempre, finché non si avrà la risposta finale. A quel punto la conoscenza sarà satura, e non rimarrà posto per le domande.[1]
So now the sadness comes – the revelation. There is a depression after an answer is given. It was almost fun not knowing. Yes, now we know. At least we know what we sought in the beginning. But there is still the question: why? And this question will go on and on until the final answer comes. Then the knowing is so full, there is no room for questions. (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • Ho fatto un giro in moto stamattina. Dio, il motore cantava con la voce di mille uomini! (James)
  • "Oggi è il 22 febbraio, ieri notte ho fatto un sogno stranissimo. ero in una stanza rossa con un piccolo uomo vestito di rosso e un anziano signore seduto su una sedia. Volevo parlare con lui, volevo dirgli chi fosse BOB perché pensavo che potesse aiutarmi. Le mie parole uscivano lente e distorte. era penoso parlare in quel modo. Allora mi sono avvicinata all'anziano signore, mi sono chinata verso di lui e gli ho sussurrato il mio segreto all'orecchio. Qualcuno deve fermare BOB. BOB ha paura soltanto di un uomo, me l'ha detto lui una volta, un uomo di nome MIKE. Mi chiedo se fosse MIKE quello del sogno e anche se fosse soltanto un sogno spero che mi abbia ascoltato. Nessuno nel mondo reale vuole credermi."[8] (Donna) [leggendo la pagina strappata dal diario segreto di Laura]
  • "23 febbraio. Morirò questa notte, è deciso. Devo farlo perché questo è l'unico modo per tenere BOB lontano da me. È l'unico modo per strapparmelo da dentro. Lo so che lui mi vuole, posso sentire il suo fuoco. Ma se muoio non può più farmi del male." (Donna') [leggendo la pagina strappata dal diario segreto di Laura]
  • Agente Cooper: BOB era nel mio sogno, Laura Palmer era nel mio sogno e c'eri anche tu. Laura ha sognato di me la notte prima di morire, lo stesso sogno che ho fatto io. Devo scoprire perché, credo che sia dentro di me la risposta.
    MIKE: BOB e io eravamo soci una volta, questo già lo sai. E tra noi c'era.. c'era una relazione perfetta: appetiti e soddisfazioni, era un cerchio dorato!
    Agente Cooper: Un cerchio dorato... Un anello... Il mio anello! È vero, ho dato il mio anello al Gigante.
    MIKE: Sì, lui è conosciuto dalla nostra gente.
    Agente Cooper: Allora esiste davvero.
    MIKE: Certamente, anch'io esisto. Lui ti può aiutare a trovare BOB.
    Agente Cooper: E come?
    MIKE: Dovrai essere tu, tu a chiedere il suo aiuto.
    Agente Cooper: Come faccio a chiederglielo?
    MIKE: Tu hai già raccolto tutti gli indizi che ti servono. La risposta non è qui, amico mio, la risposta è qui!
    Agente Cooper: Non ho capito. Non capisco, MIKE!
    MIKE: Quanta responsabilità...
  • Ho sentito parlare di lei. Il latte rischiava di diventare freddo l'altra volta, ma è diventato più caldo adesso. (Cameriere) [all'agente Cooper, facendo il gesto del pollice alzato]
  • Benjamin Horne, sei soltanto uno schifoso topo di fogna! E io farò tutto quello che è in mio potere per trasformare la tua patetica esistenza in un inferno! (Catherine)
  • Abbiamo passato una vita intera a mentire l'uno all'altro, perché rovinare tutto con la verità adesso? (Catherine) [a Ben]
  • Dana, ma non ti sei accorta che tutto quello ce noi facciamo non riesce a cambiare niente? Non ha alcuna importanza se siamo felici, il mondo se ne va lo stesso all'inferno. (James)
  • Come uomo dell'FBI ho il compito di trovare risposte semplici a domande difficili. Per dare la caccia all'assassino di Laura ho usato esperienza professionale, tecnica deduttiva, metodo tibetano, istinto e fortuna. Ma ora ho bisogno di un procedimento diverso, che in mancanza di un aggettivo migliore potrei definire "magico". (Agente Cooper)
  • Leland: Conosco quella gomma, la compravo sempre da ragazzo. È stata la mia gomma preferita fin da allora.
    Cameriere: Quella gomma, tu lo sai, sta ritornando di moda in questi giorni.[9]
  • Mio padre mi ha ucciso. (Laura) [nel sogno, sussurrando all'orecchio dell'agente Cooper]
  • BOB [nel corpo di Leland]: Suppongo che vogliate fargli qualche domanda.
    Agente Cooper: L'hai uccisa tu Laura Palmer?
    BOB: [ulula] Questo er aun sì.
    Agente Cooper: Hai ucciso anche Maddy Ferguson?
    BOB: Tu che ne dici?
    Agente Cooper: Faccio io le domande.
    BOB: No, tu che ne dici?
    Agente Cooper: Avanti, rispondi!
    BOB: Ah, sì, forse, come no... In fondo potrei dover voler averlo fatto... Ho un debole per i coltelli. Ma dimmi, cos'è successo a Pittsburgh quella volta? Eh, Cooper? Oh, Leland, Leland, Leland! Sei stato un buon veicolo e viaggiare era divertente. Ma adesso sei vecchio, pieno di malanni. Ormai è arrivato il momento di volarsene via a Buffalo!
    Agente Cooper: Leland lo sa che cos'hai fatto?
    BOB: Leland è un albero nel bosco con un grande foro dove si rifugia la sua coscienza e quando era solamente un ragazzino mi divertivo a tirarla fuori di lì e ti dicevo: "Attento, Leland, non fidarti mai! Non fidarti mai!" Ma tu non mi ascoltavi.
  • Agente Cooper: Harry, la risposta era davanti a me fin dall'inizio. Che cosa faceva il Nano nel mio sogno?
    Harry: Ballava.
    Agente Cooper: Dopo la morte della figlia Leland ballava continuamente. Sarah ci ha detto che BOB, l'assassino, aveva i capelli grigi. Quando Leland ha uccido Jacques i suoi capelli sono diventati grigi. Leland diceva che da piccolo ha conosciuto un uomo con i capelli grigi di nome Robertson. Secondo MIKE i posseduti erano figli di BOB: "Robert' son", "figlio di Robert". Le lettere trovate sotto le unghie "R", "O", "B", "T" facevano parte del suo nome, la firma sotto l'autoritratto del demonio.
    Harry: E perché l'ha uccisa?
    Agente Cooper: Laura stava parlando di BOB nel suo diario. Leland l'ha trovato e ha strappato le pagine. Lei sapeva tutto. È stato Leland a fare quella telefonata dall'ufficio di Ben la notte in cui è morta Laura. Era lui il terzo uomo fuori dal rifugio di Jacques, lui ha portato le ragazze nel vagone e le tracce di sangue sono sue, non di Benjamin Horne.
    Harry: Ma perché ha ucciso Maddy?
    Agente Cooper: Forse perché gli ricordava Laura. Maddy stava tornando dai suoi, può darsi che lui non volesse. Magari voleva rivivere l'esperienza, o forse lei aveva scoperto la verità su BOB e lui l'ha capito.
    Harry: Sì, ma questo BOB non può esistere nella realtà... Insomma, Leland è soltanto un pazzo, giusto?
  • Nell'oscurità di un futuro passato | il mago desidera vedere. | Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l'altro. | Fuoco, cammina con me. Ti catturerò, MIKE, con il mio sacco mortale! Forse tu penserai che io sia impazzito. Ti faccio una promessa: tornerò ad uccidere... ancora! (BOB) [nel corpo di Leland]
  • [BOB è uscito dal corpo di Leland dopo averlo fatto sbattere violentemente contro la porta della stanza degli interrogatori]
    Leland: Oddio, Laura! L'ho uccisa io! Oh, mio Dio! Ho ucciso mia figlia! Non sono stato io! Perdonami! Perdonami! Oh, Dio! Ero... ero soltanto un bambino. Lui veniva a trovarmi nel sogni. Diceva di voler giocare con me. Alla fine mi convinse, lo invitai a giocare e lui entrò dentro di me.
    Agente Cooper: Entrò dentro di te?
    Leland: Io non lo sapevo quando era dentro di em e quando se ne andava. Non ricordavo pià niente! Mi faceva fare delle cose, delle cose terribili! Diceva di volere delle anime, loro volevano altra gente... altra gente da poter usare così come hanno usato me!
    Agente Cooper: Anche Laura?
    Leland: Sì, la volevano! Volevano mia figlia! Ma lei era molto forte, lei si rifiutava, lei riusciva a resistere! Oh, Dio! Mi hanno fatto uccidere quella ragazza, Teresa, e poi hanno detto che... che se non gli avessi dato mia figlia mi avrebbero costretto a ucciderla!
    Agente Cooper: Ma lei non voleva, si rifiutava.
    Leland: Si sarebbe fatta ammazzare piuttosto che cedere. E allora me l'hanno fatta uccidere. L'ho uccisa! Oh, Dio, abbi pietà di me! Che cosa ho fatto?! Che cosa ho fatto?! Oh, Dio! Io l'amavo! L'amavo con tutta la mia anima! La mia bambina non c'è più!
    Agente Cooper: Leland... Leland, per te è arrivato il momento di seguire la via. Tra poco la tua anima verrà sommersa da una luce splendente e tu conoscerai una nuova e definitiva realtà, una realtà in cui tutto è come un cielo vuoto, senza nuvole. In cui l'immacolato e nudo intelletto è come un immenso spazio trasparente, senza un confine e senza un centro. Leland, in questo momento tu conosci te stesso e rimarrai così in eterno. Giuarda verso la luce, Leland. Cerca la luce.
    Leland: La vedo.
    Agente Cooper: Entra nella luce, Leland. Entra nella luce.
    Leland: Io la vedo... Sì, c'è anche lei...
    Agente Cooper: Entra nella luce, Leland.
    Leland: È bellissima...
    Agente Cooper: Entra nella luce.
    Leland [ultime parole prima di spirare] Laura...
    Agente Cooper: Non aver paura.
  • Garland: Signori, ci sono più cose tra il cielo e la terra di quante l'uomo ne possa pensare.
    Agente Cooper: Amen.
    Harry: Gran parte della mia vita l'ho vissuta tra questi vecchi boschi e ne ho viste di cose strane, ma tutto questo va al di là di ogni immaginazione. Come è potuto accadere? Mi sembra impossibile.
    Agente Cooper: Harry, ti sembra più facile pensare che un uomo abbia violentato e assassinato sua figlia? Lo trovi più rassicurante?
    Harry: No.
    Garland: Un male così grande in questo mondo meraviglioso. Alla fine ha importanza saperne la causa?
    Agente Cooper: Sì, perché il nostro dovere è di fermarlo.
    Garland: Già.
    Albert: Forse è questo che BOB rappresenta: il male che c'è dentro di noi. Forse non importa come lo chiamiamo.
    Harry: Forse no. Ma se è una cosa reale ed è stato qui e noi l'abbiamo intrappolato ed è riuscito a fuggire... dov'è BOB adesso?

Episodio 10, Discussione tra fratelli[modifica]

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  • Incominciano le complicazioni. Sì, le complicazioni. Quante volte abbiamo sentito: "È facile". Niente è facile. Viviamo in un mondo dove niente è facile. Ogni giorno, quando pensiamo di avere tutto sotto controllo, improvvisamente, compaiono degli elementi nuovi e tutto si complica nuovamente. Qual è il segreto? Qual è il segreto della semplicità? Della vita pura e semplice? I nostri appetiti, i nostri desideri, ci stanno ostacolando? Il carro è davanti ai buoi?[1]
Complications set in – yes, complications. How many times have we heard: 'it's simple'. Nothing is simple. We live in a world where nothing is simple. Each day, just when we think we have a handle on things, suddenly some new element is introduced and everything is complicated once again. What is the secret? What is the secret to simplicity, to the pure and simple life? Are our appetites, our desires undermining us? Is the cart in front of the horse? (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • Stamattina ho seppellito il mio povero marito, accanto alla mia unica figlia. La tomba della mia bambina è quasi intatta, c'è appena un velo d'erba sulla terra che la copre. (Sarah)
  • Leland riusciva sempre a trovare l'altro orecchino. (Sarah) [dopo aver perso un degli orecchini]
  • La nostra vecchia città sta cadendo a pezzi. (Donna)
  • Eddie, per caso si vedono le mie mutandine di pizzo riflesse nelle scarpe? Sai, sono così lucide che ho paura che facciano da specchio. Tu dici che i ragazzi possono vedere sotto la gonna? (Nadine)
  • Lei era un testimone chiave in un'indagine importante. Dovevamo proteggerla ventiquattr'ore al giorno, io e il mio collega. Windom Earl si chiama. È lui che mi ha insegnato tutto quello che so fare. Quando attentarono alla vita di quella donna fui colto di sorpresa. Forse perché l'amavo. Lei morì tra le mie braccia. Io rimasi gravemnte ferito. Il mio collega uscì di senno. (Agente Cooper) [raccontando le vicende di Pittsburgh a Audrey]
  • Agente Cooper: Tu sei una cara ragazza e mi piaci molto, ma ti ho sempre considerata un'amica.
    Audrey: "L'amicizia è il fondamento di tutte le relazioni durevoli."
    Agente Cooper: È piacevole sentirsi citare.
    Audrey: Adesso ascoltami bene agente Cooper: uno di questi giorni, prima che tu te ne accorga, io diventerà grande, diventerò una donna. Dio ti salvi quel giorno!
    Agente Cooper: Quel giorno pregherò, Audrey.
    Audrey: Sai, c'è solo un problema per te: sei perfetto.
  • Scusa se te lo chiedo Catherine... ma tu non eri morta? (Harry)
  • [Catherine racconta cosa le è successo dopo l'incendio alla segheria]
    Catherine: Non ho idea di come sia riuscita a scappare da lì, ma all'improvviso ero in mezzo al bosco. Ero spaventata. Per la prima volta nella mia vita ero spaventata. Mi trascinavo senza meta nella notte. Poi il cielo cominciò a rischiararsi e il paesaggio divenne familiare: il bosco, il sentiero, le formazioni rocciose... Fu allora che... che venni sommersa dai ricordi della mia giovinezza. Creddevo di essere in paradiso, ma all'improvviso vidi un vecchio rifugio dietro agli alberi. Era il nostro rifugio di Pearl Lakes; avevo camminato per chilometri durante la notte. Solo un angelo custode può avermi portato lì. Grazie a Dio teniamo sempre la dispensa ben fornita. Sono entrata e ho aperto una scatola di tonno sott'olio e mi sono messa ad aspettare. Forse chi aveva tentato di uccidermi voleva finire il lavoro. Avevo sempre la pistola a portata di mano. Ero terrorizzata, ogni istante poteva essere l'ultimo della mia vita.
    Harry: Ma-ma che cos'è che ti ha fatto tornare?
    Catherine: Era finito il tonno sott'olio.
  • Lucy, ho passato dei momenti terribili e lo sai cos'ho scoperto? Io, Richard Tremayne, sono un essere mortalmente noioso e ciò di cui ho disperatamente bisogno in questo momento è qualcosa – no! – qualcuno più importante di me stesso da-da proteggere, da amare. E così puoi renderti conto che per me adesso l'idea di fare... di fare il genitore è diventata affascinante. (Dick)
  • Bobby: Ma tu non dovresti essere a scuola ora?
    Audrey: La scuola mi addormenta il cervello.
  • La prima regola negli affari è sapere a chi devi rivolgerti. (Audrey)
  • Samantha, portami l'insetticida: c'è uno scarafaggio nel mio ufficio! (Ben) [chiedendo alla segretaria di chiamare i buttafuori per sbarazzarsi di Bobby]
  • Bobby: Questa è la seconda volta che mi salvi le chiappe, Audrey. Aspiri alla santità per caso? C'è niente che posso fare per te?
    Audrey: Che ne dici di un gelato?
    Bobby: Coppetta o cono?
    Audrey: Mh... Cono! Io adoro leccare.
  • Harry: Vi serve un attestato di estradizione per potermi interrogare e anche la notifica di un giudice. Ora, a meno che voi, signori, non abbiate questi documenti, potete prendere la vostra richiesta di collaborazione e mettervela...
    Roger: Il suo atteggiamento non aiuterà né lei né l'agente Cooper.
    Harry: Non è un atteggiamento, ve l'assicuro. L'agente Cooper è uno degli uomini più in gamba che conosca. Non provo che ammirazione per lui, fin dal giorno che è arrivato a Twin Peaks.
  • Vicino a noi vivono le forze oscure del male e il destino di alcuni uomini è di affrontare la loro violenza. Sta a noi scegliere come reagire. Se è la paura a prevalere, allora saremo travolti e sconfitti. Ma ci sono dei mezzi per resistere. Lei, Cooper, ha ricevuto in dono questi mezzi. Sotto questo aspetto non è solo. Le è mai capitato di sentir parlare della Loggia Bianca? (Garland)
  • Nulla è più inebriante di un contatto intimo con la natura. (Agente Cooper) [urinando contro un albero nei boschi]

Episodio 11, Pallottola mascherata (Ballo in maschera)[modifica]

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  • La vita è una partita a scacchi? Le nostre mosse di oggi sono importanti pe ril nostro successo futuro? Penso di sì. Dipingiamo il nostro futuro con i colpi di pennello che diamo adesso. Dipingere. Colori. Forme. Sfumature. Composizione. Ripetizione di forme. Contrasto. Lasciamo che la natura ci guidi. La natura è la grande maestra. Chi è il preside? A volte fa bene scherzare. Come la battuta del bambino che disse: "Mi è piaciuta la scuola. Era solo il principio della cosa."[1]
Is life like a game of chess? Are our present moves important for future success? I think so. We paint our future with every present brush stroke. Painting. Colors. Shapes. Textures. Composition. Repetition of shapes. Contrast. Let nature guide us. Nature is the great teacher. Who is the principal? Sometimes jokes are welcome. Like the one about the kid who said: "I enjoyed school. It was just the principal of the thing.[10]" (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • Hawk: I matrimoni di Dougie sono eventi stagionali, come il ritorno dei salmoni!
    Agente Cooper: Matrimonio rapido, pentimento fulmineo.
  • Gordon Cole [al telefono, in vivavoce]: Devo anche dirti che la Drug Enforcement Agency ha intenzione di venire a curiosare. Manderanno un loro agente per investigare su questo presunto traffico.
    Agente Cooper: Chi è l'agente?
    Gordon Cole [dopo una pausa]: Sono Gordon! Gordon Cole!
    Agente Cooper [alzando la voce]: Chi è l'agente?
    Gordon Cole: Ah. Dennis Bryson.
    Agente Cooper: Bryson, un tipo in gamba, Harry, lo conosco bene.
    Gordon Cole: Non farti fregare, Cooper. Per questa gente ficcare il naso nei cassetti degli altri è una ragione di vita. Tutti ci siamo ritrovati con i calzini sparsi per la stanza e oggi è il tuo turno.
  • Roger Hardy: Dale, esiste un modo giusto e un modo sbagliato di agire. La prima cosa che ci aspettiamo da uno dei nostri agenti è che sappia combattere. Un uomo che non lo fa, che non ci prova neanche, be', probabilmente ha soltanto gelatina al posto della spina dorsale.
    Agente Cooper: Roger, so bene quali mosse devo fare e conosco la scacchiera.
    Roger Hardy: E allora?
    Agente Cooper: Ultimamente ho riflettuto molto e ho rivolto la mia attenzione a quello che succede al di là della scacchiera, in un gioco più grande.
    Roger Hardy: Di che gioco parli?
    Agente Cooper: Del suono che fa il vento quando soffia tra gli alberi, della sensitività degli animali, del nostro timore dell'oscurità e di tutto quello che c'è dietro l'oscurità.
    Roger Hardy: Ma... che razza di discorsi fai, Cooper?!
    Agente Cooper: Ti sto dicendo di guardare al di là della paura, Roger. E di affrontare la vita di ogni giorno con amore.
  • [...] a volte Eddy si comporta come se avesse gli anni di mio padre! (Nadine)
  • Evelyn Marsh: Hai una metà?
    James: Come, scusi?
    Evelyn Marsh: Hai un luogo preciso da raggiungere? O da cui fuggire?
    James: No, io non fuggo da niente. Sono a posto.
    Evelyn Marsh: Già, dicono tutti così. Però qualcuno ogni tanto tira il grilletto e allora si vedono i vicini fare a gomitate davanti alle telecamere soltanto per dire "Poveretto, e pensare che era un ragazzo così tranquillo!"
    James: Be', la mia tranquillità è soltanto apparenza.
    Evelyn Marsh: Ti assicuro che si indovina anche la sostanza.
  • Harry: Che pensi di fare se non troviamo il modo di scagionarti?
    Agente Cooper: Be', Harry, il Gigante ha detto che un percorso viene tracciato ponendo una pietra dopo l'altra.
  • Cooper, lei può essere coraggioso su questa terra, ma esistono realtà diverse. [...] La mia gente è convinta che la Loggia Bianca sia un luogo dove vivono gli spiriti che governano gli uomini e la natura. [...] C'è anche una leggenda su un posto chiamato la Loggia Nera, cioè l'io-ombra della Loggia Bianca. Questa leggenda dice che ogni spirito deve passare di lì se vuole raggiungere la perfezione. Solo lì potrai incontrare l'io-ombra che ti appartiene. Noi la chiamiamo anche "La dimora del limite estremo". [...] Ma fa attenzione, se entri nella Loggia Nera e il tuo cuore non è saldo, allora la tua anima sarà incenerita. (Hawk)
  • Ho fatto un giro nei dintorni, sceriffo. Non riesco a immaginare dei criminali qui. Credevo che la polizia cercasse i cani smarriti oppure arrestasse gli ubriachi! (Denise) [appena arrivata a Twin Peaks]
  • Quel colore gli donava molto. (Hawk) [dopo aver visto per la prima volta Denise, precedentemente conosciuto come Dennis]
  • James: Non mi interessa tanto l'aspetto della mia moto, ma dove mi può portare.
    Evelyn: E dove ti porta?
    James: Non è un posto reale, ma una sensazione. A volte mentre giro di notte spengo improvvisamente le luci, poi chiudo gli occhi e do tutto il gas e mi butto alla cieca nell'oscurità.
  • Ben: Ma lo sai in che razza di pasticci mi sono trovato in questi ultimi giorni? Tu dicevi di aver sistemato Catherine con quell'incendio e invece è viva! E come puoi ben immaginare non ha gradito lo scherzo! Quella truffatrice! Con uno sporco trucco, con l'estorsione è riuscita a mandare a gambe all'aria tutti i miei piani e si è ripresa il Ghostwood e lo stabilimento! Poi c'è il piccolo particolare con l'accusa di aver ucciso Laura Palmer. La classica ciliegina sulla torta! E come se non bastasse il mio fedele avvocato e consigliere Leland Palmer è risultato essere un pazzo omicida!
    Hank: Settimana dura, eh?
  • Non sei più nessuno, guardati intorno! Sei solo un boss di cartapesta! Sei fuori, Benjamin! (Hank)
  • Sei fuori, Benjamin! Sei fuori! Sei fuori! Sei fuori, Benjamin! Benjamin, sei fuori! (Ben) [facendo le ombre cinesi con le mani]
  • Naturalmente non hai potuto fare altro che prendere atto della mia apertura tradizionale. Devo dire che la tua risposta non mi ha affatto sorpreso perché conosco bene la tua fastidiosa predilezione per l'ordine e la pulizia. Sono sicuro, come avrai notato, come la mia nuova mossa ci conduca verso un confronto che definirei classico. Ma c'è un dubbio nella tua mente: quali saranno le mie reali intenzioni? E tu, cos'hai deciso di rispondere questa volta? Sono fantasmi, Dale: consistenza, prevedibilità, dare risalto agli schemi. Sappiamo tutti e due fin troppo bene quanto questi schemi ti rendano vulnerabile agli attacchi, tu con le tue ferite, io con le mie. ora, lascia che ti illustri il quadro: affiderò ai cavalli le prime schermaglie, apriranno varchi attraverso i quali scatenerò la potenza degli alfieri e delle torri. Naturalmente avrò molte perdite tra i pedoni. Sono anche pronto a sacrificare la regina perché ti assicuro, mio caro Dale, che otterrò quello che voglio a qualsiasi costo: il re deve morire. (Windom Earle) [registrazione per l'agente Cooper allegata alla mossa degli scacchi "P to Q4" (pedone in Q4)]
  • Mi oppongo alle nozze! Quella piccola cercatrice d'oro vuole solo i suoi soldi e anche il suo impero editoriale! E Dio solo sa cos'altro! E guardate lui! È vecchio, decrepito e ha un piede della fossa! (Dwayne) [al matrimonio del fratello Dougie]
  • Sapete, io li adoro i matrimoni di Dougie. (Signora Ceppo)
  • Il mio è stato un gioco sleale. Quante altre ragazze erano campionesse di football? (Denise) [dopo aver preso il bouquet lanciato da Lana]
  • Mio fratello è sempre stato un babbeo: se una donna gli passa davanti con una promessa negli occhi e un po' di gelatina nei fianchi lui abbocca come un merluzzo! (Dwayne) [parlando di Dougie]
  • Agente Cooper [chiedendo della sua transessualità]: Allora Denise, ti secca molto se ti chiedo... cosa ti è successo?
    Denise: No, nient'affatto. Sono contenta di parlarne. È tutto molto semplice. L'anno scorso ero in missione, avevamo scoperto un traffico di eroina e lo spacciatore aveva una strana abitudine: sembrava che vendesse la droga soltanto ai travestiti. Mi sono presentato insieme a un collega – io facevo la parte del compratore – ed ho scoperto che indossare abiti femminili mi rilassava molto. Continuavo a indossarli anche di notte. Il collega pensava che fosse eccesso di professionismo. Sono stati giorni di grande confusione.
    Agente Cooper: Be', avrai stupito tutti con questa inattesa rivelazione, non è vero Denise?
    Denise: Puoi immaginarti la mia sorpresa, Cooper. Non sono certo cose che puoi prevedere.
  • I ragazzi sono ragazzi! (Denise)
  • Io sono stato sposato con la stessa donna per più di mezzo secolo. Che Dio l'abbia in gloria! Io ho sempre usato il cervello per pensare, non il mio innaffiatoio per le piante! (Dwayne) [parlando male di Dougie]


Episodio 12, La vedova nera[modifica]

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  • Il cane è forse il miglior amico dell'uomo? Avevo un cane. Era grande. Mangiava i miei fiori, tutte le piante e molta terra. Il cane mangiò così tanta terra che morì. Il suo corpo tornò alla terra. Conservo un ricordo di quel cane. Il ricordo è tutto ciò che mi resta del mio cane. Era bianco e nero.[1]
Is a dog man's best friend? I had a dog. The dog was large. It ate my garden, all the plants, and much earth. The dog ate so much earth it died. Its body went back to the earth. I have a memory of this dog. The memory is all that I have left of my dog. He was black and white. (introduzione della Signora Ceppo[2])
  • [Ben ha accatastato ordinatamente tutto l'arredamento del suo ufficio per formare una costruzione simmetrica]
    Ben: Bobby, lo sai che cosa ci vuole nella vita? Equilibrio, distanza, simmetria. Guarda, è più bello così. No? Eh?
    Bobby: Ehm, signor Horne, ha ascoltato il nastro che le ho spedito?
    Ben: Sì, l'ho sentito il tuo nastro, Bobby. Sinceramente mi ha sorpreso che Leo usasse questa tecnologia d'avanguardia! Sputa, Bobby, che cosa vuoi?
    Bobby: Signor Horne, io ho una grande ammirazione per lei...
    Ben: L'ammirazione è per i poeti e per le mucche da latte!
    Bobby: Io... io non ho capito che vuol dire "mucche da latte"...
  • Judy Swain [parlando di Nicky]: È orfano, sapete?
    Andy: Davvero? E cos'è successo, i genitori sono morti?
  • Lana: Io porto sfortuna!
    Hank: Non sia sciocca.
    Lana: No! No, è la verità! Mi ricordo ai tempi della scuola, al ballo annuale: il mio cavaliere voleva baciarmi, era la prima sera che metteva l'apparecchio per i denti. Oh, come brillava sotto al luan piena! Ma poi l'apparecchio si inceppo e lui non riuscì più a richiudere la bocca e allora siamo andati subito al pronto soccorso e il dottore gli ha dovuto spaccare la mascella in tre punti per riuscire a sbloccarla. Ed è andata sempre oeggio da quel giorno...
    Hank: La sfortuna va curata. Me ne intendo abbastanza di queste cose.
    Lana: Lei è lo sceriffo?
    Hank: Be', diciamo che quando c'è in ballo qualcosa di grosso me ne occupo io. [si appoggia alla porta con una posa da macho, ma cade una volta che Andy apre la porta per uscire dalla stanza]
  • [L'agente immobiliare Irene Littlehorse conduce Cooper a vedere la Casa del Cane Morto]
    Irene Littlehorse: Bene, è ancora in piedi, vedo. Dev'essere la forza dell'abitudine.
    Agente Cooper: Un'abitudine ha sempre delle solide fondamenta. Perché "Villa del Cane Morto"?
    Irene Littlehorse: È un'antica leggenda indiana. La leggenda dice che tutte le anime della Terra vengono condotte davanti al cane morto, ma molte vengono respinte. Le anime pure di cuore possono sentire la sua sofferenza, quelle che non lo sono vagheranno per sempre senza meta.
  • Agente Cooper: Poco prima che il maggiore Briggs sparisse ricordo di aver sentito un gufo.
    Colonnello Riley: E non ha avuto contatti visivi?
    Harry: Mi scusi colonnello, Garland Briggs è un mio ottimo amico. Sarebbe molto meglio se ci spiegasse cosa c'è sotto.
    Agente Cooper: Noi siamo a conoscenza dei radiotelescopi e dei messaggi che avete ricevuto dallo spazio in cui si faceva il mio nome.
    Colonnello Riley: Voi sapete solo qualcosa, ma non mi è consentito rivelare tutto. I radiotelescopi sono puntati verso lo spazio, ma i messaggi che abbiamo intercettato, quelli che le ha mostrato Briggs, sono stati inviati proprio da qui, da questi boschi. [punta il dito sulla mappa della foresta di Ghostwood] E chi fosse il destinatario non possiamo rivelarlo.
    Agente Cooper: Ha a che fare con un posto chiamato "la Loggia Bianca"?
    Colonnello Riley: È un segreto militare.
    Harry: Colonnello, noi vogliamo aiutarla, ma abbiamo bisogno di informazioni dettagliate.
    Colonnello Riley: Garland Briggs è il miglior pilota d'aereo che abbia mai conosciuto. Ha una preparazione che la maggior parte di noi può solamente sognare. Posso dirvi questo: la sua sparizione ha delle implicazioni di estrema rilevanza per la sicurezza degli Stati Uniti. La guerra fredda al confronto è stata un semplice raffreddore.
  • Pete: Questo è il nettare degli dei, mia cara. Nettare con bollicine. "Il vino entra nella bocca, l'amore entra negli occhi. Io sfioro il bicchiere con le labbra, io guardo te e sospiro."[11]
    Catherine: Grazie, pete. Sei stato molto poetico.
    Pete: È Yeats. È un poeta, sai?
    Catherine: Sì, lo so...
    Pete: L'unico altro brindisi che conosco è un vecchio limerick.
    Catherine: Non voglio sentirlo. Davvero, Pete, non rovinare...
    Pete: "C'era una volta una nobildonna di Galway..."
    Catherine [lo interrompe]: Josie!
  • Catherine: Vorrei fare un brindisi io adesso. Ai doppi giochi di Benjamin Horne, alle losche macchinazioni di Josei Packard, ma soprattutto alla donna che è stata in grado di affrontarli: questa donna. Brindiamo.
    Pete: Alla tua salute, terremoto.
  • Diane, ho qui il giornale di oggi. Ebbene, la mia mossa in risposta alla mossa di apertura inviatami da Windom Earle è stata pubblicata tra gli avvisi personali, come avevo richiesto, ma ho già ricevuto la seconda mossa del mio ex collega – è stato ieri. Aveva previsto con esattezza la mia risposta a quell'apertura. Gioca come il gatto con il topo. Mi chiedo dove sia e che cos'abbia in mente. Nel frattempo ho cercato di passare nel migliore dei modi questi giorni di sospensione. Ho tenuto occupato il corpo e lo spirito. Sono stato a vedere una villetta. La venditrice la definisce ottimisticamente "bisognosa di ritocchi". In ogni caso è un posto dove un uomo può rifarsi una vita, metter su famiglia – una cosa che spero di essere ancora in grado di fare. Comunque, come tutte le cose qui a Twin Peaks, perfino questa casetta sperduta nasconde tanti segreti, segreti che forse hanno una relazione con i miei problemi attuali, con la cociana trovata nella mia automobile. Roger Hary ha quasi terminato le indagini e se non riesco a dare prove evidenti della mia innocenza ho uina concereta possibilità di essere arrestato. (Agente Cooper) [registrazione per Diane]
  • Audrey: Ci sono anche donne tra gli agenti speciali?
    Denise: Be', più o meno...
  • Denise [riferendosi a Audrey]: Di preciso quanti anni ha la ragazza?
    Agente Cooper: Mh, Denise, credevo che le donne non ti interessassero più.
    Denise: Eh, Cooper, anche se non porto più i pantaloni so riconoscere le ragazzine in grado di calarteli. Mi spiego?
  • Pensi di mangiarla quella torta o di portarla a spasso per il piatto? (Norma) [a Ed, a cui ha servito una fetta di torta alla ciliegia]
  • Ti ricordi quando da ragazzi facevamo tutti quei progetti? Era come... come se facessimo delle prove per quando la vita reale sarebbe finalmente cominciata, invece a vita inizia prima che tu te ne renda conto: all'improvviso ci sei dentro e tutti quei progetti ti servono solo per accendere il camino. Purtroppo questa è la mia vita e non è che mi piaccia molto. (Ed) [a Norma]
  • Dr. Hayward: Ho portato il referto dell'autopsia. Dwayne, Dougie è morto per cause naturali: un attacco di cuore. È escluso che si tratti di omicidio.
    Dwayne: E se gli avesse fatto una stregoneria?
    Dr. Hayward: Ho paura che questo sia il tipo di cose che non possa venir fuori da un'autopsia.
  • Hank: Harry, per caso hai ancora quella bottiglia di whiskey nel tuo ufficio? Volevo metterne un po' nel latte caldo per la vedova Milford.
    [Tutti si avvicinano per ammirare Lana]
    Dick: Oh, lei... lei insegna alle torce come ardere e brillare! | Sembra che scenda contro la guancia della notte. | Come un ricco duello nell'orecchio di un Etiope.
    Dicke e Dr. Hayward [in coro, estasiati]:
    ...beltà troppo ricca per la giovinezza, per noi troppo preziosa.[12]
  • Betty: Tuo padre è davvero straordinario, Bobby.
    Bobby: Mio padre è uno degli uomini più bizzarri che conosca, ma ha molta più materia grigia di un sacco di altra gente, questo è sicuro.
    Betty: Qualche volta mentre dormo lui mi accarezza dolcemente i capelli... [scoppia a piangere] ...Crede che non me ne accorga!
    [Il maggiore Briggs riappare]

Episodio 20, Il sentiero per la Loggia Nera[modifica]

  • Questi sacerdoti infernali, "dugpas" vengono chiamati, cercano di raggiungere la perfezione attraverso il male. La loro ricerca si svolge nelle tenebre ed è con le tenebre che nutrono lo spirito. Questa purezza di intenti permette loro di raggiungere un luogo segreto in cui, in nome dell'odio, si celebrano i riti dell'assoluta perdizione e dove il male può finalmente esprimere il suo terribile potere. Questo luogo segreto esiste veramente. Voglio dire che dovremmo cercarlo perché servendosi della sua potenza si può compiere qualunque impresa. I dugpas lo chiamano con diversi nomi ma quello più usato e il più antico è "la Loggia Nera". (Windom Earle)
  • Audrey: Jack... io ti amo.
    Jack: Anch'io ti amo, Audrey.
    Audrey: Davvero te ne devi andare?
    Jack: Sì...
    Audrey: Quando potrò rivederti?
    Jack: Non lo so...
    Audrey: Io sono vergine.
    Jack: Tu cosa...?!
    Audrey: Voglio che tu faccia l'amore con me.
    Jack: Qui? Adesso?
    Audrey: È tuo il jet, no?
    Jack: Sì, per fortuna.

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h i j Sottotitoli in italiano tratti dal cofanetto DVD Twin Peaks, Definitive Gold Box Edition.
  2. a b c d e f g h i j Le introduzioni della Signora Ceppo sono posteriori alla prima messa in onda della serie televisiva sulla ABC; sono state scritte da David Lynch in occasione della trasmissione degli episodi sul canale televisivo Bravo nel 1993, due anni dopo la fine della serie. Cfr. (EN) Susan King, Retro: Taking Another 'Peak': Bravo airs all 30 episodes of series with real lynchian intros, Articles.LATimes.com, 13 giugno 1993.
  3. Cfr. Get Happy
  4. Nei sottotitoli tratti dal cofanetto DVD Twin Peaks, Definitive Gold Box Edition è scritto "Hathatha Rignamputsan".
  5. Nella versione originale in inglese: «I do not introduce the log.»
  6. Andy pensa che la banca dello sperma abbia a che fare con i cetacei perché in inglese "sperm whale" significa "capodoglio".
  7. Nell'episodio Lo Zen, oppure l'abilità di catturare un killer è tradotto così: «Nell'oscurità di un futuro passato | il mago desidera vedere. | Non esiste che un'opportunità tra questo mondo e l'altro. | Fuoco, cammina con me.»
  8. Racconto del sogno fatto dall'agente Cooper nell'episodio Lo Zen, oppure l'abilità di catturare un killer.
  9. Riprendendo una frase del Nano tratta dall'episodio Lo Zen, oppure l'abilità di catturare un killer: «Quella gomma che ti piaceva tanto è di moda questi giorni.» («That gum you like is going to come back in style»)
  10. Intraducibile gioco di parole tra «principle» («principio») e «principal» («preside»).
  11. Cfr. William Butler Yeats, A Drinking Song: «Wine comes in at the mouth | And love comes in at the eye; | That's all we shall know for truth | Before we grow old and die. | I lift the glass to my mouth, | I look at you, and I sigh.»
  12. Cfr. William Shakespeare, Romeo e Giulietta, atto 1, scena 5: «Oh, she doth teach the torches to burn bright! | It seems she hangs upon the cheek of night. | Like a rich jewel in an Ethiope's ear, | beauty too rich for use, for earth too dear.»

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