Il fiume rosso
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Il fiume rosso
John Wayne in una scena del film
| Titolo originale |
Red River |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1948 |
| Genere | western |
| Regia | Howard Hawks |
| Soggetto | Borden Chase |
| Sceneggiatura | Borden Chase, Charles Schnee |
| Produttore | Howard Hawks |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Il fiume rosso, film statunitense del 1948 con John Wayne e Montgomery Clift, regia di Howard Hawks.
Dialoghi
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Citazioni in ordine temporale.
- Dunson: Matt, t'avevo detto di scansarti, poteva ferirti.
Matt: Lui, vero? Voleva far prima di te, ma tu invece...
Dunson: Un'altra volta ubbidisci.
Matt: Come hai capito che avrebbe sparato?
Dunson: Guardandolo negli occhi. Ricordatelo. - Cherry: Sei svelto di mano, molto svelto, ma hai troppo cuore: un giorno o l'altro passerai qualche guaio.
Matt: Può darsi. Ma non ci contare. - Melville: Potrete riscuotere subito quello che occorre per pagare i vostri uomini. Immagino che vorranno fare un po' di festa.
Matt: Ne hanno diritto.
Melville: E come no? In tre grandi occasioni un uomo ha diritto di far bisboccia: quando si sposa, poi al primo figlio, e poi alla fine d'un lavoro da matti come il vostro.
Citazioni su Il fiume rosso
[modifica]- Chi volesse porre Il fiume rosso in cima alle sue preferenze non sbaglierebbe. Il film, che da molti anni circola in Italia in un'edizione mutilata di circa mezz'ora, è epico senza sconfinare nella convenzione hollywoodiana. È rivoluzionario nello svolgimento del racconto, specie quando rappresenta la spietatezza di Dunson. La stessa ferocia che Wayne sfodera in Sentieri selvaggi. Tutto il racconto è il paradigma della letteratura western, Ford compreso. Due maestri di tale grandezza sono accumunati dal tema e dal suo svolgimento. Gli attori non a caso sono gli stessi. Naturalmente lo stile Hawks si evidenzia nei tempi del racconto, che sono più larghi rispetto a Ford, più incline al sentimentalismo di stampo irlandese. Hawks è americano nel tratto epico e nella raffinatezza dei dialoghi. Le sequenze da ricordare sono numerose e hanno ispirato buona parte dei western. La partenza notturna della mandria è stata rifatta da Dick Richards in Fango, sudore e polvere da sparo, con un ostentato omaggio al maestro. Sorprendente la presenza del ventottenne Montgomery Clift, nel suo primo e unico western. Il suo modo di guardare l'interlocutore e la sua intensità erano merce rara a quei tempi. Ma la sinergia che sprigiona la coppia Wayne-Clift è frutto proprio della loro diversità e dimostra come il bistrattato John Wayne fosse un notevole attore. I critici del tempo si erano sbizzarriti nel cercare elementi di giudizio che conducessero i personaggi nei dintorni di una tragedia greca. Una presunta e malcelata omosessualità dei due protagonisti è il tema ossessivo, che come una maledizione si era abbattuto sui compilatori dei "Cahier" e sui loro malridotti epigoni. Impossibile raccontare un'amicizia virile senza dovere fare i conti con la psicanalisi, di cui hanno tanto bisogno numerosi cinefili, che ammorbano le limpide acque delle avventure en plein air. (il Farinotti)
- Il primo dei 5 western di H. Hawks, cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di Gli ammutinati del Bounty in chiave western. Dunson è il solo personaggio di J. Wayne la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre M. Clift vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (il Morandini)
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