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Il grande cielo

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Il grande cielo

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Titolo originale

The Big Sky

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1952
Genere western
Regia Howard Hawks
Soggetto A. B. Guthrie Jr. (Il grande cielo)
Sceneggiatura Dudley Nichols
Produttore Howard Hawks
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il grande cielo, film statunitense del 1952 con Kirk Douglas, regia di Howard Hawks.

Questo è il Kentucky. Ai miei tempi era già abitato qua e là da gente civile, per questo non mi piaceva più. Noi cacciatori di pellicce amiamo le grandi foreste libere, l'odore di terra non calpestata. E che mi venga un colpo, se non siamo stati noi ad aprire ai bianchi i territori del grande Nord-Ovest. Prima, ve lo dice il sottoscritto, giravano da quelle parti solo castori, bisonti, pellirosse e selvaggina simile. E parola di Zeb Calloway, pochi avevano il fegato di risalire il fiume Missouri. (Zeb)

Dialoghi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Jim: Il fucile te lo sei ripreso, vedo.
    Boone: Ne valeva la pena.
    Jim: Non ne ho mai visto uno simile.
    Boone: Basta girare così ed entra in funzione la seconda canna: è comodo avere due colpi.
    Jim: A me ne è sempre bastato uno solo.
  • Jim: Occhio d'Anitra? Si chiama così?
    Zeb: I pellerossa sono poetici. Hai mai visto gli occhi di un'anitra selvatica? Sono grandi, dolci, belli.

Citazioni su Il grande cielo

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  • Celebre e altrettanto noioso western del grande e eclettico Howard Hawks, che procede a passo strascicato tra avventura e umorismo. I paesaggi visibilmente di cartone, un bianco e nero di scadente qualità e un doppiaggio da mettere i brividi non rendono giustizia agli sforzi del giovane Kirk Douglas e dei suoi troppi compagni di viaggio. (Massimo Bertarelli)
  • I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da Dudley Nichols dal libro di A.B. Guthrie, è l'unico western di Hawks senza John Wayne: Douglas se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (Il Mereghetti)
  • Straordinario capolavoro western, opera di un regista che quattro anni prima aveva firmato un'altra pietra miliare del genere, Il fiume rosso. Hawks si poneva dunque nell'eccellenza dei film sull'Ovest, a pochissima distanza da John Ford. Il film contiene tutti i grandi temi della frontiera, in maniera decisamente "fisica": magnifica la natura, così come i tempi dell'avventura, e tutt'altro che banali gli intrecci dei rapporti. Hawks è stato titolare di minor mito rispetto a Ford, i suoi film sono più vicini a una buona verità. Una certa critica considera questo autore per certi versi più attendibile e completo di Ford stesso. Il grande cielo, del 1952, fa parte della più bella stagione del western (esattamente coetaneo di Mezzogiorno di fuoco), quando il cinema era ancora "muscolarmente" forte ed era perfezionato, ma capace di temi vasti positivi e ingenui che avrebbero resistito ancora per poco. (il Farinotti)
  • Uno dei 5 western di H. Hawks e non il migliore anche perché K. Douglas non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di A.B. Guthrie, sceneggiato da D. Nichols, mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (il Morandini)

Altri progetti

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