Il segno della croce
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Il segno della croce
Fredric March nel trailer del film
| Titolo originale |
The Sign of the Cross |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1932 |
| Genere | epico, storico |
| Regia | Cecil B. DeMille |
| Soggetto | Wilson Barrett (pièce) |
| Sceneggiatura | Waldemar Young, Sidney Buchman |
| Produttore | Cecil B. DeMille |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Doppiaggio originale:
Ridoppiaggio (1947):
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| Note | |
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Il segno della croce, film statunitense del 1932 con Fredric March ed Elissa Landi, regia di Cecil B. DeMille.
Frasi
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Citazioni in ordine temporale.
- Se uno di noi cade lungo il cammino, gli altri debbono proseguire. (Favio)
- Siate ferventi nello spirito, siate allegri nella speranza, siate pazienti nell'afflizione, perseveranti nell'orazione. (Tito)
Dialoghi
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Citazioni in ordine temporale.
- Tigellino: Il fuoco si estende.
Nerone: Il fuoco? Così lo voglio. Alla mia morte Roma andrà distrutta. Perché dunque non ora che posso goderne la vista? - Nerone: Vorrei perissero tutti quei cani, i cristiani. Troppo numerosi diventano.
Tigellino: Eppure li sterminiamo come insetti.
Nerone: Tutto l'Impero ne brulica da tempo. È una setta pericolosa, Tigellino. La loro religione dice che gli umili sono uguali ai potenti, e che c'è un altro Signore al di sopra di me. - Tito: Ma tu sai chi sono in realtà i cristiani?
Marco: Lo so, lo so. Sono dei ribelli che vorrebbero sovvertire il mondo, distruggerlo.
Tito: No, vogliono salvarlo e rendere gli uomini spiritualmente liberi.
Citazioni su Il segno della croce
[modifica]- DeMille ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. Laughton è un memorabile Nerone, ma alla storia è passato il bagno della Colbert nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (Il Mereghetti)
- Sebbene sia ormai arcinoto che gli antichi romani (o egizi o cartaginesi che siano) portano sfortuna ai cinematografari, c'è gente che, con ammirevole costanza, continua a ricorrere ad essi. La verità è che un certo pubblico, il più infantile, il più rozzo (e, in un certo senso, il più autentico) ama questi spettacoli che sono il surrogato moderno dei circhi equestri dell'Ottocento, delle feste romane negli stadi, delle antiche adunate di gente nelle metropoli mediterranee popolate di schiavi.
Dei tanti film che potevano essere riesumati per la gioia degli spettatori delicati, è proprio il vecchio baraccone di De Mille Il segno della croce che i distributori sono andati a tirar fuori. (Pietro Bianchi)
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