Isack Hadjar
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Isack Alexandre Hadjar (2004 – vivente), pilota automobilistico francese.
Citazioni di Isack Hadjar
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Citazioni in ordine temporale.
Intervista di Roberto Chinchero, motorsport.com, 28 maggio 2025.
- Per un giovane la cosa più importante è impressionare, puoi anche vincere un campionato, ma se non impressioni difficilmente raggiungi il tuo obiettivo.
- [...] mio padre [...] mi iscrisse ad un corso che si teneva in un kartodromo appena fuori Parigi, lo stage prevedeva una lezione ogni due settimane, la domenica mattina. Finì che l'istruttore disse a mio padre "tuo figlio è bravo, dovresti prendergli un kart e farlo provare a gareggiare". [...] i miei genitori hanno lavorato duramente per arrivare dove sono ora [...], ma era sottinteso che avrei dovuto emergere, eccellere, altrimenti difficilmente avrebbero supportato quello che era diventato il mio sogno.
- Ciò che sto facendo è esattamente quello che sognavo di fare. L'unica differenza è che nei sogni non ci sono alcuni aspetti meno accattivanti, come la quantità di ore che trascorriamo in viaggio. Quando ero piccolo mio padre mi diceva sempre: goditi i giorni in cui ti annoi. E io pensavo, "di cosa stai parlando? Voglio correre, voglio giocare a calcio, voglio vedere i miei amici, godermi quelle giornate". Ma ora capisco, mi mancano quei giorni in cui ero a casa senza alcun impegno. I ritmi ora sono davvero elevati, è stancante [...]. Ma quando salgo in macchina, soprattutto in qualifica [...], beh, lo adoro. Sei consapevole che devi lottare fino all'ultimo decimo, perché a volte un decimo fa la differenza tra un buon risultato ed uno meno buono, e sono momenti bellissimi. Vorrei avere due vite, una in cui posso passare il tempo da solo e con con le persone che mi piacciono e un'altra in cui guido e basta, ma so che non posso avere entrambe.
- Ho capito quando si possa fare la differenza anche fuori dalla macchina, [...] ho ben chiaro che quando scendo in pista non sono solo la persona che deve spingere al massimo la monoposto, ma anche il sensore principale su cui possono contare gli ingegneri.
Carlo Platella, formulapassion.it, 5 giugno 2025.
- Ad essere sincero, l'ambiente del paddock non mi piace. Preferisco quando sono seduto in macchina. Tutto il resto assorbe tante energie, ma alla fine fa parte del lavoro. In questo paddock tutti sono pronti a mangiarti non appena ammetti di essere in difficoltà. È il motivo per cui cerco di non spenderci troppe energie.
- Per me la bellezza di una pista sta nella sua fluidità. Suzuka è straordinaria, così come Monaco. Direi che sono i miei circuiti preferiti. Ci sono delle piste poi che in Formula 2 ti sembrano lente, ma quando poi le affronti in una Formula 1 è tutta un'altra storia. La chicane 9-10 di Melbourne ad esempio è folle. Se devo sceglierne una però, direi Suzuka.
- Quando sei un bambino sei affascinato da cose che nemmeno esistono, come i supereroi. Senna non c'era più, ma c'erano comunque filmati e documentari vari. Sono bastati a farmi innamorare del personaggio.
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