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John Boorman

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Boorman nel 2014

Sir John Boorman (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico.

Citazioni di John Boorman

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Citazioni in ordine temporale.

  • [Su Zardoz] Per il finale del film volevo girare una scena in cui Sean Connery e Charlotte Rampling invecchiano e muoiono. Questo comportava riprese con una cinepresa fissa, in modo da poterli farli uscire dall'inquadratura, invecchiare i loro vestiti e i loro volti, rimetterli davanti all'obiettivo, riprenderli ancora un po', poi toglierli e invecchiarli ulteriormente, finché alla fine erano scheletri che, a loro volta, si sgretolavano. Questo processo è durato un giorno intero. Poi, l'assistente operatore ha scaricato la cinepresa e ha esposto accidentalmente la pellicola alla luce. Questo significa che abbiamo dovuto passare un'altra giornata intera a girare. Dovetti anche impedire a Connery di uccidere l'assistente, che poco dopo cambiò nome e si trasferì a Los Angeles. Un giorno lo vidi in un caffè di Los Angeles. "Sean è in città?", chiese con voce tremante.[1]

The Making of Excalibur: Myth into Movie

Regia di Neil Jordan, 1981. [Su Excalibur]

  • Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.
  • Zardoz è una rielaborazione molto più esplicita della leggenda del Graal, sviluppata in "termini fantascientifici" – se vogliamo –, anche se tenderei a dissentire parzialmente da questa definizione, dato che ho cercato di creare una sorta di "loop temporale": la vicenda sembra svolgersi sia nel passato che nel futuro.
Zardoz is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.
  • Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.
  • Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.
  • Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.
  • Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know.

Intervista di Harlan Kennedy, American Film, marzo 1981. [Su Excalibur]

  • Il film ha a che fare con la verità mitica, non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
The film has to do with mythical truth, not historical truth; it has to do with man taking over the world on his own terms for the first time. So the first trap to avoid is to start worrying about when or whether Arthur existed. The stories that inspire us were really fifteenth-century works, by Thomas Malory and the rest, looking back nostalgically on the twelfth.
  • Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando Caxton costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli Idilli del re di Tennyson, per esempio, oppure le opere di Burne-Jones e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa.
Malory was really the first hack writer [...]. When Caxton built his printing press, he asked poor old Malory to write something, and he obliged by putting together all the stories he knew: all the stories that had been handed down through the oral tradition. And then slowly, as books proliferated, people forgot the stories or didn't bother to remember them. So these tales set by Malory in the twelfth century described events which had happened much earlier [...]. And as with all myths, they took on the color of the age in which they were written. Tennyson's Idylls of the King, for instance, or Burne-Jones and the Pre-Raphaelites described and painted the twelfth-century Arthurian tales in terms of their era. And they ended by telling you more about the Victorian age than about the legend.
  • Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
I'm trying to suggest a kind of Middle Earth, in Tolkien terms. It's a contiguous world; it's like ours but different. I want it to have a primal clarity, a sense that things are happening for the first time. Landscape and nature and human emotions are all fresh. I tell the actors that they are not reenacting a legend. They are creating it, and so they themselves don't know what's going to happen – it's unfolding.
  • Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de La morte di Artù, e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
I wrote the original script myself, [...] but at some point I got stuck on it. It was a bit too long and convoluted. So I got Rospo in. In the past we'd always worked together sitting in a room talking out scenes, thrashing them out, writing them down, and then revising them. But in this case I asked him to go away and think about the script and try to see if he could come up with any ideas about the structure. You see, I was determined [...] to tell the whole story of the Morte D'Arthur, and that restricted the amount of time I had to develop the characters, the themes, and to make everything work. He did a very good job, and he actually straightened it out quite a lot, as well as coming up with one or two extremely brilliant ideas. One was to have Uther Pendragon, Arthur's real father and the "primogenitor" of the whole saga, if you like, drive the sword into the stone, rather than Merlin, as in Malory. The other was to progress the story in several bold jumps forward in time.
  • Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in Excalibur [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
Merlin fascinates me because he's a mixture of real awesome power and foolishness. He gets things wrong. He's both less human and more human than ordinary people. He has enormous power and knowledge, and yet there are simple things he doesn't grasp or understand. New forces are contending with his magic and each other. New passions – love, hatred, revenge – are in play. And these emotions are beyond him. At the stage in Merlin's life that we depict in Excalibur [...] we are suggesting that he's really beginning to fade out. He's drifting in and out of the affairs of men. He functions better at some times than at others. [...] And that's what my story is about: the coming of Christian man and the disappearance of the old religions which are represented by Merlin. The forces of superstition and magic are swallowed up into the unconscious.
  • I personaggi di Excalibur [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
The characters in Excalibur [...] are seeking to find their place in the world, their destiny. Of course, it's very unfashionable today to talk of destiny. But what destiny means is to find your place in life, your stream in the river, to find a wholeness in relation to nature. And one of the themes of the piece is that of harmony with the natural world. At the beginning of the film, there's a speech that Merlin makes about Excalibur which ends with the line, "It was forged when the world was young, and bird, beast, and flower were one with man, and death was but a dream." That's a very poignant line because it describes the longing, the yearning for that golden age, that time of harmony. And what we see in the story [...] is the horror and dissension of man, and his warring, feuding, and brutality – his inability to really attain his higher aims and ideals. But I think the moving thing about it is the attempts that people make to try to reach those things. In a sense, that's what redeems the characters – their aspirations, not their deeds.

Intervista di Lamberto Antonelli, La Stampa, 8 maggio 1981. [Su Excalibur]

  • [...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
  • Pensi ad Obi-Wan Kenobi come a Merlino e a Luke Skywalker come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di Darth Vader ne L'impero colpisce ancora. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi.
  • La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
  • La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
  • Non è una coincidenza che il mio film Zardoz, del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo Un tranquillo week-end di paura riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda.

Intervista di Xan Brooks, pangea.news, 15 febbraio 2020.

  • Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte.
  • La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno.
  • Un tranquillo weekend di paura mi convince ancora, è fatto bene. Zardoz non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male.
  • [Sul suo progetto di girare Il signore degli anelli] L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no.
  • Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori.
  • Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti.

Note

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Filmografia

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Altri progetti

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