Joseph Göbbels

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Joseph Göbbels

Joseph Goebbels (1897 – 1945), politico tedesco.

Citazioni di Joseph Göbbels[modifica]

Adolfo Hitler si mangia Carlo Marx! (citato in Alberto Tagliati, Adolfo Hitler si mangia Carlo Marx, Historia, n. 244, Cino del Duca, 1978)
  • La Chiesa cattolica seguita a portarsi vigliaccamente. Una quantità di pastorali sono così sfasate e insidiose da non potersi tollerare più. Pure per adesso non agiremo: faremo i conti a guerra finita! (citato in Gianni Padoan, La grande crociata di Pio XII, Historia, n. 145, dicembre 1969, Cino del Duca)
  • Per la politica il carattere conta molto più dell'intelligenza: è il coraggio che conquista il mondo. (da: Diari)
  • Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga. (citato in Michael Zezima, Salvate il soldato potere, Il Saggiatore 2004)
  • Possiamo fare a meno del burro ma, nonostante tutto il nostro amore per la pace, non possiamo fare a meno di armi. Non si può sparare con il burro. (dal Discorso di Berlino del 17 gennaio 1936)
  • Quale sarà la soluzione del problema ebraico? Si creerà un giorno uno stato ebraico in qualche paese del mondo? Lo si saprà a suo tempo. Ma è interessante notare che i paesi la cui opinione pubblica si agita in favore degli ebrei, rifiutano costantemente di accoglierli. Dicono che sono i pionieri della civiltà, che sono i geni della filosofia e della creazione artistica ma quando si chiede loro di accettare questi geni, chiudono le frontiere e dicono che non sanno che farsene. È un caso unico nella storia questo rifiuto di accogliere in casa propria dei geni. (da un discorso del marzo 1943)[1]
  • Si potrebbe definire l'ebreo come un'incarnazione deviata del complesso d'inferiorità. Non lo si può colpire più profondamente che descrivendolo con la sua effettiva essenza. Chiamalo mascalzone, farabutto, mentitore, criminale, assassino e omicida. Tutto ciò lo toccherà appena, internamente. Guardalo calmo e severo per un breve tempo e digli: «tu sei proprio un giudeo!» e tu ti accorgerai con stupore come nello stesso istante egli diverrà insicuro, imbarazzato e consapevole della propria colpa. (da: Kampf um Berlin)[2]
  • Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.[3]

Citazioni su Joseph Goebbels[modifica]

  • Forse vi domanderete come sia possibile che una nazione [la Germania] di sessantasei milioni di esseri intelligenti si voglia sottomettere ad uno straniero, un tappezziere austriaco [Adolf Hitler], e nemmeno molto in gamba a quanto mi dicono, e a pochi suoi simili come Goebbels e Göring che dettano ogni singolo gesto della vita del popolo germanico. (George William Mundelein)
  • Il 30 marzo 1933, il ministro della Propaganda in Germania, Joseph Goebbels, mi convocò nel suo ufficio [...] e mi propose di diventare una sorta di "Fuhrer" del cinema tedesco. Io allora gli dissi: «Signor Goebbels, forse lei non ne è a conoscenza, ma debbo confessarle che io sono di origini ebraiche» e lui: «Non faccia l'ingenuo signor Lang, siamo noi a decidere chi è ebreo e chi no!». Fuggii da Berlino quella notte stessa. (Fritz Lang)

Note[modifica]

  1. Citato da Andrea Tornielli, Pio XII, Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 2001, ISBN 88-384-6403-0, p. 317
  2. Citato da Victor Klemperer, LTI – Notizbuch eines Philologen, Philipp Reclam Jr., Stuttgart, 2007, ISBN 978-3-15-20149-7, pag. 239
  3. Citato in Leon Degrelle, "Lettera al Papa sulla truffa di Auschwitz", Ed. Sentinella d' Italia, 1979.

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