Killers of the Flower Moon
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Killers of the Flower Moon
| Titolo originale |
Killers of the Flower Moon |
|---|---|
| Lingua originale | inglese e lingua osage |
| Paese | Stati Uniti d'America |
| Anno | 2023 |
| Genere | drammatico, thriller, western |
| Regia | Martin Scorsese |
| Soggetto | dal libro Gli assassini della terra rossa di David Grann |
| Sceneggiatura | Martin Scorsese, Eric Roth |
| Produttore | Martin Scorsese, Emma Tillinger Koskoff |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Killers of the Flower Moon, film del 2023 con Leonardo DiCaprio, Robert De Niro e Lily Gladstone, regia di Martin Scorsese.
Frasi
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Citazioni in ordine temporale.
- Nazione Osage. Il popolo prescelto dal caso. La popolazione col reddito pro capite più alto al mondo – Più automobili di lusso che in ogni altra contea degli Stati Uniti d'America. Con autisti al loro servizio – (Didascalie di cinegiornale)
- John Whitehair, 23 anni. Nessuna indagine.
Bill Stepson, 29 anni. Nessuna indagine.
Anna Sanford, 41 anni. Nessuna indagine.
Rose Lewis, 25 anni. Nessuna indagine.
Sara Butler, 21 anni. Suicidio. (Voce femminile, enumerando le vittime di morti misteriose [voce fuori campo]) - Io sono un guerriero osage. Tanto tempo fa, noi Osage abbiamo preso il nome dai fiumi Missouri e Osage. "Niukonska", "figli delle acque di mezzo". "Andate via", disse il Grande Padre Bianco. Via dal Missouri, dall'Arkansas, dal Kansas, e infine in un'altra strana terra: l'Oklahoma, dove la fame imperversava di giorno e i lupi affamati di notte. Riesci a vedere i lupi in questa immagine? [...] Gli Osage non fecero mai parte delle Cinque Tribù Civilizzate. Delle Cinque Tribù Civilizzate: Cherokee, Chickasaw, Choctaw, Creek, e Seminole [...] L'alba era sempre un momento sacro per le preghiere. Chiamano il sole "nonno", la luna "Madre", il fuoco "padre". Chiamano "la luna dei fiori" quando i fiorellini ricoprono le colline di querce e le praterie. Ce ne sono tanti, tantissimi, come se Wah'kon-tah guardasse giù sulla Terra, sorridesse e spargesse i suoi confetti colorati. [...] "Wah'kon-tah" significa "Dio". Ti viene dato un nome osage: è così che ti chiameranno nell'aldilà. Il tuo nome Osage non potrà mai esserti portato via. (Ernest, leggendo a mente il libro sugli Osage)
Dialoghi
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Citazioni in ordine temporale.
- Henry Roan: Ernest?
Ernest: Sì.
Henry Roan: Ernest Burkhart?
Ernest: Sì. [si stringono la mano]
Henry Roan: Henry. Henry Roan. Ti porto da tuo zio Hale.
Ernest: D'accordo.
Henry Roan: Andiamo. Quella è la mia. [salgono in macchina. Attraversano la pianura solcata da mandrie di bestiame e pozzi petroliferi]
Ernest: Di chi è questa terra, Henry?
Henry Roan: È mia. È mia. - Hale: Bene, bene, bene! Il nostro eroe di guerra finalmente è arrivato. Bentornato, Ernest. Bentornato a casa. [si abbracciano]
Ernest: È bello rivederti.
Hale: Sono felice. Ce l'hai fatta.
Ernest: Fratello! [abbraccia suo fratello Byron] Grazie di avermi scritto.
Byron: Fa piacere riaverti qui.
Hale: Ecco tua zia Mirtle e la tua cuginetta Willie. [...]
[La scena si sposta nel salotto di casa di Hale]
Hale: Qui si alleva bestiame. Non c'è petrolio qui. Niente, OK? Niente petrolio, niente paura. E io ho scelto: niente paura. Il tempo passerà. Questo petrolio diventerà secco, più secco dei sette anni di carestia dei faraoni di un tempo. Gli Osage sono malati. Sono persone gentili, sono molto generose, ma sono malati. E tu che mi dici? Hai visto massacri?
Ernest: Sì.
Hale: Mmh.
Ernest: Ecco, io fa... facevo il cuoco in fanteria.
Hale: Mmh. Hai visto Kelsie Morrison? Era laggiù.
Ernest: Sì.
Hale: Sì?
Ernest: Sì. E Otis Griggs, e gli altri. Te li... te li ricordi?
Hale: Mmh. I soldati devono mangiare. Tu hai nutrito i soldati che hanno vinto la guerra.
Ernest: Mah... Ne ho visti morire di più per la febbre, ma...
Hale: Che ti è successo allo stomaco?
Ernest: Ah... ehm... Il mio intestino è scoppiato.
Hale: Mmh... Hai quasi perso la vita.
Ernest: Mi hanno dato una pancera e mi hanno detto di non sollevare pesi.
Hale: Hai fatto bene a tornare qui, perché qui...
Ernest: Lo so.
Hale: ...parecchi soldi. Parecchi soldi girano.
Ernest: E a me i soldi mi piacciono, signore. [ridono entrambi]
Hale: Non mi chiamare "signore". Chiamami "zio" o chiamami "Re", come prima. Ti ricordi?
Ernest: Ti chiamavo "Re"?
Hale: Sì!
Ernest: Re.
Hale: Non è che ti sei preso qualche malattia laggiù, Ernest?
Ernest: No, no.
Hale: Sicuro?
Ernest: Sono sicuro, sì. Non che io sappia. [ridacchiano]
Hale: Tenevi l'attrezzo impacchettato laggiù?
Ernest: Sì, si, certo.
Hale: Meglio che potevi.
Ernest: Meglio che potevo.
Hale: Sì. Le donne ti piacciono?
Ernest: Ah, lo sai che mi piacciono, eh! È il mio punto debole. [ridacchia]
Hale: Laggiù di che razza erano?
Ernest: Solo... solo bianche. Ho visto solo bianche.
Hale: Mmh. Le rosse ti piacciono?
Ernest: Rosse? Vuoi dire come quelle? [Hale annuisce] Sì. Mi piacciono rosse, anche bianche e anche blu... tutte. Sono ingordo, non scarto niente. Mi piacciono grassocce: mi piacciono quelle un po' grassocce. Mi piacciono quelle carine, soffici... Quelle... quelle che hanno un buon odore, ecco.
Hale: Ti dobbiamo tenere d'occhio! Tu sembri proprio incontenibile! A questo proposito... [entra Byron] Ah, Byron! [Hale versa da bere per sé e per Ernest] Sì.
Ernest [beve]: Ah! Sì, è buono. Sì, è proprio buono.
Hale: Non esagerare con l'alcol in pubblico. Capito? Se no ci sono problemi. Vero, Byron?
Byron: Vero, Re.
Ernest: No, signore, non lo farò. Non lo farò.
Hale: C'è parecchia gente disonesta. Certi agiscono bene, ma molti no. Non farti ingannare.
Ernest: No, signore.
Hale: Non fare piccoli reati per niente. Se devi fare guai, falli per bene. Ci devi guadagnare. Mi spiego?
Ernest: Sì, signore.
Hale: Io sono ufficialmente il vicesceriffo di riserva a Fairfax. [indica la pistola e il distintivo] Non voglio attirare sguardi indiscreti.
Ernest: Io... io non sono in cerca di guai.
Hale: Ecco.
Ernest: Non farò stupidaggini.
Hale: Dopo essere stato laggiù, la testa ti funziona ancora?
Ernest: Sì, certo. Non sono... non sono ritardato. Sono... sono forte.
Hale: Allora ti do un lavoro. Farai l'autista [Ernest annuisce] Non è che puoi fare altro, con quell'intestino. Tu non leggi, vero?
Ernest: Se leggo?
Hale: Se leggi, sì. Leggi molto?
Ernest: Be', so leggere.
Hale: Bene, ti devi istruire un po'. Dagli quel libro sugli Osage, Byron.
Byron: Questo?
Hale: Sì, quello. [glielo consegna] Istruisciti un po'.
Ernest: Io so leggere.
Hale [ridacchia]: Gli Osage! Hanno il peggior territorio possibile [ridacchia] ma il buon Dio si è preso gioco di tutti. In quella terra c'era il petrolio, l'oro nero, ma loro sono un popolo saggio, e hanno fatto in modo di essere loro a decidere di chi fosse il petrolio, e a chi toccassero i diritti petroliferi. Gli Osage sono svegli. Non parlano molto, così, magari, pensi che devi straparlare per riempire il vuoto, soprattutto se hai bevuto. Molto meglio stare zitto, se non hai cose intelligenti da dire, se no hanno il sopravvento. Loro le chiamano "parole da merlo". [imita lo zirlo del merlo]
Ernest [ride]: Parole da merlo!
Hale: Anche se non parlano, non vuol dire che non sappiano tutto di tutto. Sì, gli Osage sono le migliori e più belle persone sulla terra. - Ernest: Bill Smith.
Hale: Sì. Credo che sia evidente che Bill Smith non si è preso cura di Minnie come avrebbe dovuto. L'ha fatta ammalare, e si prende i suoi diritti e la terra. Quel petrolio doveva andare alle sorelle e a tua moglie, invece lui si è preso i soldi che sono di Mollie... e della madre, Lizzie.
Ernest: Non sta molto bene.
Hale: Non durerà. Quasi tutti gli Osage non arrivano ai cinquant'anni. Queste donne muoiono. Gli Osage sono afflitti da malattie. Devi fare in modo che i diritti vadano a te. È chiaro?
Ernest: Sì.
Hale: Ora è morta Minnie, e dopo di lei restano Reta, Anna, e naturalmente Mollie.
Ernest: Già.
Hale: Mollie come sta?
Ernest: Sta... sta bene. si prende cura della piccola. Ha il diabete... Ha il diabete anche lei.
Hale: Già.
Ernest: A volte sono molto preoccupato. Sta male quasi tutti i giorni.
Hale: È naturale. Come può stare bene? Il diabete è duro da sopportare. Come dice il Libro di Giobbe: "I giorni dell'afflizione hanno avuto il sopravvento su di lei".
Ernest: Be', Mollie è ancora forte, Re.
Hale: Sì.
Ernest: È forte.
Hale: Sì, per adesso. Speriamo per sempre, ma... che mi dici di Anna? Lo sai che ha una pistola nella borsetta? [...] Io adoro Anna, ma un giorno si metterà a litigare con la persona sbagliata, e allora... - Capo Bonnicastle: Due membri della nostra tribù, Anna Brown e Charles Whitehorn, sono stati entrambi assassinati. Questi ahshdahheh ci stanno ammazzando. [la folla mormora] Nel caso di Anna Brown, la sua famiglia seduta qui, sul lato ovest, ha raccolto una cifra che va dai 2 000 ai 5 000 dollari per l'arresto e la condanna dell'assassino. [la folla mormora] Mollie Burkhart ha assunto un investigatore privato. [Mollie parla in osage]
Paul Red Eagle: Quando tutto questo denaro ci è arrivato, dovevamo sapere che arrivava anche qualcos'altro, perché è denaro dell'uomo bianco. Non è quello che abbiamo imparato venendo dal Missouri, dall'Arkansas e dal Kansas. E cos'è arrivato nella nostra riserva che non dovrebbe stare qui? Loro! Sono come avvoltoi intorno al nostro popolo.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Ci vogliono spolpare tutti, e non lasciano niente. Lasciando il Missouri, non abbiamo lasciato nemmeno i nostri morti. Sono qui. I nostri guerrieri hanno cavalcato su di loro per dire a tutti che non lasceremo più questo posto, e che noi moriremo qui, dal primo all'ultimo.
Capo Bonnicastle: Sì, sì. [...]
Paul Red Eagle: E ora loro vengono qui anche a sposare le nostre ragazze. [la folla mormora]
Capo Bonnicastle: Ho assunto alcuni di loro, e dicono di essere miei amici, ma non credo che lo siano.
Paul Red Eagle: Sì.
Capo Bonnicastle: Alcuni nemmeno fingono di lavorare, e vanno in giro come se fossero loro i padroni. [...] Insomma, sono dei fannulloni, neeshdahheh, vagabondi, ecco. [la folla mormora]
Paul Red Eagle: Non possiamo chiedere alla Contea di aiutarci. Non possiamo chiedere allo Stato dell'Oklahoma di aiutarci. [la folla mormora] Perché abbiamo creduto che l'avrebbero fatto? Noi eravamo qui prima di loro! Siamo venuti nella nostra patria.
Capo Bonnicastle: Sì, sì, sì.
Paul Red Eagle: Noi cresciamo i nostri figli qui perché Madre Terra ce l'ha permesso.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Nessuno ci porterà via da questa terra finché Dio non ci chiamerà tutti a sé.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Dobbiamo essere convinti di questo, ma essere convinti anche del diavolo che è venuto qui.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Voi avete qualcosa che lui vuole.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Non voleva che, sopravvissuti ai genocidî, tornassimo a casa, ma ora abbiamo messo le 25 famiglie originarie in questa stanza...
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: ...e siamo qui per unirci a voi. Il vecchio detto dice che gli Osage muoiono per mano nemica. Non lasciateli morire soli! Dovete unirvi a loro!
Capo Bonnicastle: Giusto, sì.
Paul Red Eagle: Andremo in paradiso sapendo che siamo ancora guerrieri.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Dobbiamo cambiare, ma prima di farlo dobbiamo essere come un fuoco su questa terra, e liberarci di tutto quello che si mette davanti a noi.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Mio consiglio, io chiedo il vostro sostegno.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Tutti voi uomini, e le nostre donne, queste madri, eenahn. Tutti i nostri anziani hanno attraversato questo paesaggio, e l'unica cosa che sappiamo è che noi siamo uniti. Abbiamo un Dio che è stato buono con noi, e noi... noi non abbiamo mai pregato per una vita ricca. Abbiamo pregato solo per la vita. È quello per cui pregherò adesso: che ci sia la vita per i figli che avremo. I nostri giorni sono finiti.
Capo Bonnicastle: Sì.
Paul Red Eagle: Noi stiamo arrivando al tramonto, mai i loro giorni sono all'inizio, e voglio che loro siano osage come il dono che mia nonna mi ha dato, come il dono che vostra nonna ha dato a voi.
Capo Bonnicastle: Sì, bene.
Paul Red Eagle: Grazie, capo.
Hale: Io vorrei aggiungere 1 000 dollari alla ricompensa in denaro.
Una voce tra la folla: Mille dollari?!
Hale: Per ogni informazione su questi omicidi. [la folla mormora] Voglio dire che se qualcuno sa qualcosa, deve venire da me. Sapete dove sto, è facile trovarmi.
Capo Bonnicastle: Sì, sì.
Capo Bonnicastle: Grazie, signor Hale. La sua amicizia è sempre stata molto apprezzata.
Hale: Io farò di tutto, di tutto, per aiutare gli Osage nella disgrazia, nella loro valle di lacrime.
Capo Bonnicastle: Io propongo di mandare il signor Barney McBride a Washington.
Paul Red Eagle: Appoggio l'idea.
Capo Bonnicastle: Signor McBride, signora McBride?
McBride: Sì, capo, sono qui.
Capo Bonnicastle: Risoluzione 23. Il signor McBride si recherà a Washington dalla Commissione per gli Affari indiani, a cui chiederà investigatori privati e polizia aggiuntiva affinché indaghino sulla questione di queste morti. Lei accetta?
McBride: Sì, accetto.
Capo Bonnicastle: Molto bene. - Ernest [piangendo]: Hanno ucciso la mia bambina!
Hale: Oh, no! La piccola Anna è con il Signore, figliolo! Ernest? Signore, abbi pietà di noi! Signore, abbi pietà di noi! Signore, Signore, Signore! - Ernest: Salve.
Hale: Come stanno gli altri?
Ernest: Non tanto bene.
Hale: Lo so, figliolo,. soffro anch'io.
Ernest: Tu... tu lo sai che devo prendermi cura dei bambini e di Mollie adesso.
Hale: Quindi? Che significa?
Ernest: Tu lo sai che significa. Io... io... io devo testimoniare.
Hale: È una scelta forte da fare di fronte alle avversità. Sei sicuro di volerlo fare?
Ernest: Sì. Sì, io lo devo fare.
Hale: Hai fatto un accordo?
Ernest: Ho fatto un accordo, sì, esatto.
Hale: Uhm. Non lo rispetteranno.
Ernest: De', si tratta del governo federale, è quello che mi hanno detto.
Hale: Te lo dico proprio perché si tratta del governo federale. Eh... Tutto questo non significa niente, tranne che la famiglia sarà smembrata, è questo che vuoi? Non farà alcuna differenza, e te lo dico veramente dal profondo del cuore. L'unica cosa che ho imparato nella mia vita, dalla mia esperienza, è che questo non farà alcuna differenza.
Ernest: Lo sai che le cose sono cambiate adesso.
Hale: No, no...
Ernest: Gli Osage non ti sosterranno. Nessuno ti sosterrà più.
Hale: Gli Osage mi amano.
Ernest: No. Non ti ascolteranno.
Hale: Loro lo sanno. Lo sanno chi gli ha dato le strade, chi gli ha dato gli ospedali, chi gli ha dato le scuole, loro lo sanno.
Ernest: Sì, certo.
Hale: Sono io che li ho portati nel XX secolo.
Ernest: Non staranno dalla tua parte, Bill.
Hale: Sì.
Ernest: No.
Hale: No, eh?
Ernest: Non staranno dalla tua parte.
Hale: Forse ci potrà essere una protesta pubblica, per un po', ma poi lo sai che succede? Le persone dimenticano. Non se ne ricordano, non gli interessa. Non gli interessa. Sarà solo un'altra normale tragedia quotidiana.
Ernest: Sì, solo che non è normale.
Hale: Non fare qualcosa che rimpiangerai per tutta la vita. Perché lo rimpiangerai.
Ernest: Io non ho altro che rimpianti, Bill.
Hale: Hai una famiglia, dei figli, ne hai già persa una. Non renderla una tragedia ancora più grande.
Ernest: È già una tragedia. Non ti voglio vicino alla mia famiglia. No, mai più.
Hale: Mi dispiace sentirlo.
Ernest: Già. È finita, adesso.
Hale: Ti prego, non gettare via tutto.
Ernest: No, non posso.
Hale: Mi dispiace tanto, io ti voglio bene.
Ernest: Non posso. Non posso, Bill. Non posso. [se ne va]
Hale: Non gettare via tutto, figliolo.
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