Kruja
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Citazioni su Kruja o Krujë, storicamente Croia, comune albanese nella Prefettura di Durazzo.
- Chi ricorda oggidì la città di Croja? Memfi e Tebe dalle cento porte, Ninive e Babilonia più non sono; Tiro e Cartagine, Persepoli e Palmira scomparvero da secoli d'in su la faccia della terra, e non pertanto empiono ancora la fama del loro suono; ogni secolo che passa le innalza d'un grado più alto in quello sconfinato ideale che si chiama il mondo antico. Croja sta sublime ancora fra' suoi dirupi come il nido dell'aquila, ma triste e solitaria vive oscura quasi non fosse; inconscia di sé, immemore del suo passato, tutto ha perduto, perfino il nome! Alle vendette del vincitore ottomano non è bastato di strapparle lo scettro, demolirne i baluardi, gittarne a terra le torri, profanarle le chiese mutate in moschee, che le invidiò anche il nome, e volle che si chiamasse non più Croja, ma Akserai alla turca, per ricordarle sempre, ogni giorno, ogni ora, nel barbaro nome la sua schiavitù. (Antonio Zoncada)
- Questa povera Croja, ignota oggimai anco ai vicini, e tanto desolata che l'erba mette nelle sue piazze, pascolo agli armenti e alla greggia, questa città che diresti sepolta nell'eterno sonno della morte se non venisse a quando a quando a rompere il silenzio delle sue vie la stridula voce del muezzino che dall'alto dei minareti chiama i credenti nell'Islam alla preghiera, vide nascere fra le sue mura [Giorgio Castriota] il più grande forse fra i capitani del suo tempo, il terror dei Turchi, l'uomo della leggenda, l'eroe dei canti popolari, surto io credo a far testimonianza in sé di quei miracoli di Grecia e di Roma, che una generazione inetta alle sublimi audacie più non credeva. Già metropoli di nobile stato sfidò, attese intrepida lo sforzo dei più potenti tra i sultani, vide frangersi a' suoi piedi l'orgoglio della mezzaluna, disperse e dissipò gli eserciti di Amuratte e di Maometto II, l'espugnatore di Costantinopoli. (Antonio Zoncada)