Vai al contenuto

L'ospedale del delitto

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

L'ospedale del delitto

Questa voce non contiene l'immagine di copertina. Per favore aggiungila, se puoi. :)
Titolo originale

L'Ospedale del delitto

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1950
Genere documentario
Regia Luigi Comencini
Soggetto Zara Algardi
Produttore Carlo Ponti
Interpreti e personaggi

L'ospedale del delitto, cortometraggio documentario italiano del 1950, regia di Luigi Comencini.

Frasi

[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Qui nel manicomio giudiziario di Aversa, il più antico e famoso d'Italia, vivono uomini e donne che la società giudica doppiamente pericolosi. Perché delinquenti e perché folli. (Voce narrante)
  • [il delinquente] bisogna conoscerlo per trattarlo razionalmente. Bisogna trattarlo razionalmente per bonificarlo. (Direttore) [del manicomio giudiziario di Aversa]
  • Quante volte il delitto è veramente una malattia? La follia che conduce al delitto è una follia guaribile? Condannati, prosciolti, [...] infermi di mente, a volte anche simulatori, conducono tra queste mura una vita ben diversa da quella degli stabilimenti carcerari. Qui non vengono scontate pene, ma eseguite misure di sicurezza. (Voce narrante)
  • Passatempi che l'attesa suggerisce. L'attesa del verdetto, l'attesa della guarigione, l'attesa di una liberazione qualsiasi, forse della morte, unica fine per una mente irreparabilmente insana. (Voce narrante)
  • Legate alle panchine, prendono il sole. In altri tempi sarebbero rimaste giorno e notte inchiodate nei lettini di forza e nel Medioevo, quando si temeva che i pazzi fossero posseduti dal demonio, sarebbero state bruciate vive. (Voce narrante)
  • Statistiche indicano che nella donna, più che nell'uomo, il delitto è frutto della follia. Schizofrenia, frenastenia, encefalite letargica, psicosi allucinata e altre terribili malattie mentali le hanno condotte lì. (Voce narrante)
  • La lotta contro il delitto si combatte con le armi della scienza e dell'amore. (Voce narrante)
  • Vittima della superstizione, spinta da un morboso ed aberrante amore materno, Leonarda Cianciulli ha ucciso. Credeva così di placare gli spiriti maligni che dovevano, secondo la profezia di una fattucchiera, ucciderle i figli. (Voce narrante)
  • Sono giunta qui ad Aversa. Addio Reggio Emilia, addio Correggio. Dove sono i miei bimbi? Che brutto destino il mio, che brutto destino! Perché non morii a dodic'anni? [...] Spasimi e tormenti... (Leonarda Cianciulli)
  • L'ergoterapia, o terapia del lavoro, disciplina e trasforma in forze produttive che altrimenti sarebbero ordinate e pericolose. (Voce narrante)

Voci correlate

[modifica]