Là dove scende il fiume
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Là dove scende il fiume
| Titolo originale |
Bend of the River |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1952 |
| Genere | western |
| Regia | Anthony Mann |
| Soggetto | Bill Gulick (romanzo) |
| Sceneggiatura | Borden Chase |
| Produttore | Aaron Rosenberg |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Doppiaggio originale:
Ridoppiaggio DVD:
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| Note | |
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Là dove scende il fiume, film statunitense del 1952 con James Stewart, regia di Anthony Mann.
Dialoghi
[modifica]- Jeremy: Ho sentito da Grundy che Cole era un predone del Kansas.
Glyn: Beh, molti hanno fatto i predoni da quelle parti, ma alcuni hanno cambiato vita.
Jeremy: Ma la gente non cambia vita. Quando una mela è marcia, la miglior cosa è gettarla via, sennò fa marcire tutto il mucchio.
Glyn: C'è differenza tra le mele e gli uomini.
Citazioni su Là dove scende il fiume
[modifica]- Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di A. Mann, un nome, una garanzia. E com'era bravo J. Stewart. R. Hudson in un piccolo ruolo. Dal romanzo Bend of the Snake di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di Winchester 73 c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (il Morandini)
- Il più significativo dei western che compongono la serie diretta da Mann e interpretata da Stewart (gli altri titoli sono Winchester '73, Terra lontana, L'uomo di Laramie, Lo sperone nudo). Questi film rappresentavano un'evoluzione nei temi western, anche se la chiave morale era semplice e monolitica, e proponevano soluzioni anticipatrici, come il ricorso a una certa violenza dolorosa e reale, e all'uso degli esterni. James Stewart non era John Wayne, nemmeno fisicamente, le sue azioni erano più complesse, gli ostacoli meno prevedibili e l'eroismo non così manifesto, sempre che ci fosse. Stewart aveva più ironia e difetti di Wayne, dunque suggeriva maggiore identificazione. I suoi personaggi erano risolutori, ma solo alla fine, e con grande fatica. Nei primi anni Cinquanta, dunque nella più preziosa stagione del western (Mezzogiorno di fuoco, Il cavaliere della valle solitaria, Il grande cielo, Rio Bravo, L'amante indiana), le storie di James Stewart e Anthony Mann emersero proponendo una via del West forte e nuova, di qualità popolare e di più profonde implicazioni. Cinema grandissimo. (il Farinotti)
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