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La persona peggiore del mondo

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La persona peggiore del mondo

Immagine The Worst Person in the World (2021 film logo - en).png.
Titolo originale

Verdens verste menneske

Lingua originale norvegese
Paese Norvegia, Francia, Svezia, Danimarca
Anno 2021
Genere Drammatico, Sentimentale
Regia Joachim Trier
Sceneggiatura Eskil Vogt, Joachim Trier
Produttore Thomas Robsahm
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La persona peggiore del mondo, film del 2021 con Renate Reinsve e Anders Danielsen Lie, regia di Joachim Trier.

Citazioni dal film

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Citazioni in ordine temporale.

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  • Julia era delusa da se stessa, una volta era tutto facile per lei. Era ancora tra i migliori studenti ma c'erano troppe distrazioni: troppi messaggi, aggiornamenti, troppe notizie nei feed, troppi problemi globali irrisolvibili. Percepiva un malessere assillante che aveva cercato di sopprimere soffocandolo, annegandolo nelle interferenze digitali. Era un errore, questa non era lei. Aveva scelto medicina perché era l'unica facoltà che dava senso ai suoi sforzi accademici, rendeva giustizi ai voti eccellenti che aveva ottenuto al liceo. Ma poi ebbe un'illuminazione: la sua passione era sempre stata l'anima, la mente non il corpo. (voce narrante)
  • La chirurgia è una materia concreta, assolutamente concreta, quasi come lavorare il legno. (Julie)
  • Osservava gli altri studenti di psicologia, le future guide spirituali della Norvegia, perlopiù ragazze con disturbi alimentari e personalità borderline. Julie si sentiva intrappolata nel ruolo di studentessa modello: troppe nozioni. Quando sarebbe iniziata la vita? (voce narrante)
  • Il problema è la differenza d'età. La mia paura è di cadere in un circolo vizioso. Tu sei molto più giovane di me: prima o poi comincerai a chiederti chi sei. Io ho superato i quarant'anni, sono entrato in una nuova fase mentre tu hai bisogno di tempo per trovare te stessa. Non ha senso che io stia qui ad aspettarti, devi essere libera, completamente libera. Rischiamo di farci del male a vicenda. (Axel) [a Julia]

Capitolo 1, Gli altri

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  • Conosco un ragazzo che ha una teoria su questo tema. Lui sostiene che abbiamo un numero limitato di spermatozoi, diciamo tre trilioni in tutta la vita e se ti masturbi troppo prima o poi li finisci, potrebbe essere vero. (Kristoffer)
  • Kristoffer: Questo "womansplaining" puoi spiegarcelo?
    Julie: Perché dici questo?
    Kristoffer: È come il mansplaining fatto da una donna.
    Julie: E cos'è? Spiega.
    Kristoffer: Mansplaining è quando... un uomo di quarantacinque anni spiega a una donna più giovane come stanno le cose.
    Julie: Grazie per la spiegazione. [tutti ridono]

Capitolo 3, Sesso orale nell'era del #MeToo

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  • Un'amica mi ha detto che ha fatto sesso con un uomo che le ha infilato il pene in bocca mentre le teneva la testa fra le mani. Era confusa, molto confusa perché le era piaciuto, l'aveva fatta eccitare molto. Si può essere femministe e allo stesso tempo godere nel farsi scopare in bocca? La maggior parte delle donne che conosco hanno un rapporto ambivalente con il sesso orale: si comportano come se a loro piacesse secondo l'aspettativa patetica che questo le debba eccitare. A me piace flaccido, in modo che sia io a creare la rigidità, invece di farmela imporre per poi farlo ammosciare. (Julia) [voce fuori campo mentre scrive un articolo]

Capitolo 9, Lince distrugge il Natale

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  • Marthe Refstad: Ha letto i suoi vecchi fumetti ora che è in età adulta? Perché diciamo che ai nostri giorni sembrano così fuori luogo e immorali che leggerli ci fa quasi venire la nausea. Non trova sgradevole rendersi conto che in fondo ha creato un personaggio che ha raggiunto l'apice della popolarità a spese delle donne?
    Aksel: Sì, sì, chiarissimo, ho capito. Per lei l'arte deve essere comoda.
    Marthe Refstad: Seh... Ma lei pensa davvero che la sua sia arte? Parliamone. Tra le sue prime raccolte come vedo ho trovato oltre a Lince, personaggi come Lupo Cazzone, Pedo il Pappagallo...
    Aksel: No, mi scusi, è che ritengo inadeguato questo metodo per spiegare l'umorismo dei fumetti. Non sono d'accordo.
    Marthe Refstad: Ha mai considerato che magari alcuni dei suoi lettori potrebbero essere stati vittime di incesto o violenza carnale?
    Aksel: Oddio! Quindi dobbiamo smettere di creare solo per paura che qualcuno si senta offeso? Ci sono artisti che vengono uccisi per le cose che qualcuno trova offensive, gli sparano.
    Conduttrice radiofonica: Mi scusi, ma sta paragonando le vignette su Maometto[1] con le prosperose donne che disegna lei oppure con l'incesto? Dove vuole arrivare?
    Aksel: No, no, anzi in un certo senso sì.
    Marthe Refstad: Insomma, a me sembra una sorta di scappatoia rivendicare la libertà di espressione quando qualcuno la critica. Stiamo parlando del suo lavoro ora, è evidente che nessuno la sta censurando. Come donna invece devo dire che sono sconvolta. Mi sento offesa anche se chiaramente non dovremmo dirlo, ma insomma...
    Aksel: Lei è una donna in grado di scegliere, non deve sentirsi offesa, può fare una scelta.
    Marthe Refstad: Per lei questo si può scegliere? Quello che uno prova?
    Aksel: No, ma il punto è che... Guardi le dico una cosa, questa è una questione generazionale. Un autore non può essere ritenuto l'unico responsabile. Io penso che l'arte debba essere disordinata e libera. Deve essere un po' pericoloso perché sia divertente. Vorrei che l'arte fosse una forma di terapia pubblica attraverso la quale poter esprimere ed elaborare tutti i miei pensieri inaccettabili, seguire tutti i miei impulsi più oscuri per poterli trasporre in un...
    Marthe Refstad: Siì, ma lei utilizza la sua posizione privilegiata di uomo per deridere le persone più deboli. Non è lontanamente né arte, né umorismo e – scusi tanto – non è abbastanza intelligente da essere satira.
    Aksel: Ma questo non mi riguarda personalmente, nel senso che quando creo qualcosa non sto parlando come me stesso. No?
    Marthe Refstad: No, lo so benissimo.
    Aksel: Continua a metterla sul personale.
    Marthe Refstad: Non è questo...
    Aksel: Diciamo che se disegno questa intervista sottoforma di cartone animato, la versione comica di me potrebbe chiamarla "puttana", ma questo non significa che io lo pensi veramente. Potrebbe essere la parodia di un certo tipo di maschio insicuro...
    Marthe Refstad [incredula]: Ha davvero usato la parola "puttana"?
    Aksel: Sì, ho usato la parola "puttana" ma a lei non interessa capire lo spirito del linguaggio.
    Marthe Refstad: Non vede che è una volgare sessualizzazione? [comincia un accesso battibecco]

Citazioni su La persona peggiore del mondo

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  • Quando ho letto la sceneggiatura [del film La persona peggiore del mondo di Joachim Trier in cui interpreta il ruolo di Julie, la protagonista] per la prima volta, ho capito che era molto ricca. Andava ovunque e parlava di qualsiasi cosa. Mi sarei trovata a muovermi ovunque anche emotivamente. Mi spaventava molto l'idea di non riuscire a riportare tutte le sfumature della scena. Ma credo che sia stata questa stessa ansia a guidarmi nel trovare quante più possibili emozioni. Ho avuto un anno per prepararmi e mi ha permesso di fare un'analisi drammaturgica molto dettagliata di ogni capitolo. Non abbiamo girato in modo cronologico. Sul set dovevo essere molto preparata e sapere dove si trovava precisamente Julie a livello emotivo e fisico. È stato un lavoro dettagliato ma quando ci trovavamo sul set cercavamo di dimenticare tutto e lasciarci andare perché sentivamo che avevamo trovato un nuovo modo di lavorare. Più ci rilassavamo, più sfumature emergevano perché eravamo più reali e presenti. Non cercavamo di arrivare da nessuna parte. C'è stata molta preparazione ma anche perdita di controllo. E anche quello è stato spaventoso per me. (Renate Reinsve)

Note

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Altri progetti

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