Lamorak
Aspetto

Lamorak, personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane.
Citazioni di Lamorak
[modifica]
Citazioni in ordine temporale.
- [Su Tristano] Non può essere menzognero ciò che tutti dicono di voi: per nobiltà, generosità e virtù non avete pari e mi pento di avervi mostrato villania.
- Molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia.
- In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.
- Ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama.
Citazioni su Lamorak
[modifica]
Citazioni in ordine temporale.
- Ser Lamorak si allontanò in compagnia di ser Driant, ed essendosi imbattuto in un cavaliere che per ordine di Morgana la Fata recava a re Artù un bel corno rifinito in oro, lo costrinse con la forza a rivelargli il motivo della sua missione. Seppe che il corno aveva una virtù – nessuna dama o gentildonna che non fosse fedele al proprio signore vi poteva bere senza versarne il contenuto – e che Morgana la Fata lo inviava in dono al fratello Artù a causa della regina Ginevra e per dispetto a ser Lancillotto.
«Se non vuoi morire» disse allora ser Lamorak «porterai il corno a re Marco, e gli dirai che glielo mando perché metta alla prova la fedeltà della sua sposa.» - «In cambio della mia cortesia voi esponeste al biasimo molte dame, inviando a re Marco il corno di Morgana la Fata, per risentimento verso di me.»
«Lo rifarei se fosse il caso» affermò ser Lamorak. «Preferivo che la disputa si svolgesse alla corte di re Marco piuttosto che a quella di re Artù, perché non sono di pari onore.»
«Questo lo so, ma voi agiste solo per far dispetto a me» replicò Tristano.» - Il racconto torna ora a ser Lamorak che era lodato e onorato da ogni buon cavaliere all'infuori di ser Galvano e dei suoi fratelli che desideravano solo il suo male e che, meditando di cogliere l'occasione per ucciderlo, fecero venire la madre in un castello vicino a Camelot. La regina di Orkney era infatti giunta da poco allorché ser Lamorak le inviò un messaggero e fissò con lei un convegno di cui venne subito a conoscenza ser Gaheris, che si pose in agguato.
A notte, ser Lamorak arrivò tutto armato, legò il cavallo vicino a una postierla segreta ed entrò in una stanza dove si tolse l'armatura; quindi raggiunse il letto della regina dove, amandosi di tutto cuore, essi trassero grande gioia l'uno dall'altra.
Quando ser Gaheris giudicò che fosse giunto il momento si accostò al letto e, afferrata bruscamente la madre per i capelli, le mozzò la testa. Ser Lamorak sentì così sprizzare su di sé il sangue caldo di colei che amava e balzò dal letto gridando come uomo aflitto e sgomento:
«Ah, ser Gaheris, cavaliere della Tavola Rotonda, avete commesso un'azione malvagia e vile! Perché uccideste la madre che vi generò? Avreste avuto maggior ragione di colpire me!»
«Dici il vero, e benché l'uomo sia nato per offrire il proprio servigio alla donna, sei tu che hai commesso l'offesa» replicò ser Gaheris. «Tuo padre uccise il nostro, eppure tu hai giaciuto con nostra madre disonorando me e i miei fratelli: è una vergogna troppo grande perché sia tollerata! Quanto poi a tuo padre re Pellinor, sappi che fu ucciso da me e da mio fratello Galvano.»
«Avete commesso un torto ancora più grande e fareste bene a ricordare ce la morte di mio padre non è ancora stata vendicata!»
«Non minacciarmi, Lamorak, altrimenti ti ucciderò. È solo perché ora sei disarmato che il mio onore di cavaliere mi vieta di metterti a morte, ma sappi che in qualunque altra occasione ti rincontrerò, non risparmierò la tua vita» ribatté ser Gaheris. «Ormai mia madre è affrancata da te: vai dunque a prendere il cavallo e vattene.» - Ser Lamorak si separò da Lancillotto e ripartì da solo, e fu così che ser Galvano e i suoi tre fratelli Agravano, Gaheris e Mordred andarono ad attenderlo in un luogo appartato: gli uccisero il cavallo poi lo assalirono tutti insieme, di fronte, alle spalle e ai lati e, dopo più di tre ore di combattimento, ché ser Lamorak si difendeva da valoroso, ser Mordred gli aprì una profonda ferita nella schiena e gli altri lo fecero a pezzi.
Così morì il nobilissimo ser Lamorak, cavaliere della Tavola Rotonda; ma sappiate che ser Gareth, il quinto fratello di ser Galvano, non ebbe alcuna parte nel vile assassinio.
Voci correlate
[modifica]- Cavalieri della Tavola Rotonda
- Parsifal, fratello