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Lawrence d'Arabia (film)

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Lawrence d'Arabia

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Peter O'Toole in una scena del film

Titolo originale

Lawrence of Arabia

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 1962
Genere epico, guerra, biografico, storico, drammatico
Regia David Lean
Soggetto Thomas Edward Lawrence (I sette pilastri della saggezza)
Sceneggiatura Robert Bolt, Michael Wilson
Produttore Sam Spiegel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Scene aggiunte

Note

Lawrence d'Arabia, film britannico del 1962 con Peter O'Toole, regia di David Lean.

Frasi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Solo due tipi di esseri si trovano bene nel deserto: i beduini e gli dèi. (Dryden)
  • Fino a quando gli arabi si combatteranno fra di loro, saranno un piccolo popolo come adesso: un popolo sciocco, avido, barbaro e crudele. (Lawrence)
  • Il deserto è un oceano in cui non si immerge il remo, e in questo oceano i bedù vanno dove vogliono e colpiscono dove vogliono. (Lawrence)
  • Lei dev'essere un altro dei tanti inglesi innamorati del deserto: Doughty, Stanhope, Gordon di Khartum. Gli arabi non amano il deserto: noi amiamo l'acqua e il verde degli alberi, nel deserto invece non c'è niente. E il niente non lo vuole nessuno. (Faysal)
  • L'onore ha un senso perfino fra i ladri, ma non ne ha nessuno nella politica. (Lawrence)
  • Se noi abbiamo mentito, lei ha mentito a metà. E uno che mentisce come me, si limita a nascondere la verità, mentre colui che mentisce a metà non sa più dove sta la verità. (Dryden)
  • I giovani combattono e per questo le virtù della guerra sono virtù di giovani: il coraggio e la fiducia nel futuro. Poi vengono i vecchi e fanno la pace, e i vizi della pace sono i vizi di tutti i vecchi: la sfiducia e il sospetto. (Faysal)

Citazioni su Lawrence d'Arabia

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  • Come il deserto stesso, in cui si svolge la maggior parte dell'azione di Lawrence d'Arabia, questo film molto celebrato sul famoso soldato e avventuriero britannico, [...] è vasto, impressionante, bellissimo con tonalità sempre mutevoli, ma anche estenuante e privo di umanità. È un'opera laboriosamente grande, una pomposa rappresentazione all'aperto che riempie gli occhi con immagini brillanti di un deserto infinito, cammelli, arabi, sceicchi [...] tanto che [...] sappiamo poco di più su quest'uomo enigmatico alla fine del film rispetto a quando è iniziato. [...] Ha le caratteristiche di un gigantesco film western. La natura di Lawrence non può essere catturata dalle grandiose riprese in Super-Panavision di un'alba sul deserto: [...] la colpa è anche nei lunghi dialoghi sorprendentemente privi di brillantezza. [...] Raramente si è detto così poco con così tante parole. [...] Tristemente, questo audace film prodotto da Sam Spiegel manca del magnetismo personale, della vena inquietante di misticismo e poesia che abbiamo sempre pensato sarebbero stati dominanti in un film su Lawrence il mistico e il poeta. Riduce una figura leggendaria alle dimensioni di un eroe cinematografico convenzionale, immerso in scenari magnifici ed esotici ma circondato da cliché tipici dei film d'azione. In ultima analisi, è solo una gigantesca e fragorosa "opera dei cammelli" che tende a perdere slancio mentre avanza nella sua terza ora e si inoltra in un territorio di cupa disillusione e inganni politici. (Bosley Crowther)
  • In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante. (il Morandini)
  • Peter O'Toole, attore inglese sconosciuto, fu una straordinaria rivelazione nel ruolo di Lawrence. Le immagini di grandissimo impatto servite da una fotografia perfetta, certe sequenze del deserto (la rincorsa dei cammelli mentre il sole tramonta), i rapporti dell'inglese coi vari capi arabi (impersonati da Sharif, Quinn e Guinness) sono scene indimenticabili, grazie anche alla musica di Jarre decisamente ispirato. Peter O'Toole col turbante, gli intensi occhi azzurri e il volto seminascosto secondo l'usanza araba è un altro dei "segni" precisi e indiscutibili del cinema del mondo. David Lean, forse il massimo regista inglese, dopo essersi affermato con Breve incontro nel 1946, un altro cult popolarissimo, si era specializzato in produzioni capaci di coniugare il grande "budget" con la grana sottile dei contenuti, lo spettacolo con la qualità. Le sue misure in questo senso sono praticamente esclusive. Basti pensare a titoli come Il ponte sul fiume Kwai, Zivago, La figlia di Ryan, Passaggio in India. Una misura che gli ha permesso di raccogliere una messe di Oscar (sette per Il ponte e altrettanti per Lawrence). I film di Lean son fra i pochi che hanno sempre messo d'accordo critica e pubblico. (il Farinotti)

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