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Luigi Stefanini

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Luigi Stefanini (1891 – 1956), filosofo e pedagogista italiano.

Estetica

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  • Nel definire l'estetica come una disciplina filosofica, s'è voluto stabilire subito che essa rientra in una visione totale dell'essere: cioè considera il fatto della bellezza e dell'arte quale aspetto particolare dell'essere nella sua assolutezza. Soltanto in una visione totale, che inquadri l'arte e la bellezza nel complesso delle attività dello spirito, e ne indichi esattamente le relazioni e la relativa autonomia, la considerazione estetica si libera dalla contingenza delle impressioni frammentarie e assurge alla dignità di scienza. (p. 6)
  • Nel Romanticismo l'estetica, più di una disciplina particolare, è lo spirito di un'epoca della cultura che compie un sforzo ardito e tormentato per risolvere nell'arte tutta la vita e tutto l'essere. Fra le varie coordinate nelle quali s'è tentato di ridurre all'unità un movimento tanto vario e complesso, ritengo più comprensiva quella che vede in esso la rievocazione, matura, riflessa, pienamente consapevole, dell'estetismo originario dei Greci, il quale era, invece, spontaneo, ingenuo, irriflesso: lo stesso estetismo che i Greci, nella loro maturità filosofica, avevano sconfessato. (p. 27)
  • Kierkegaard, romantico egli stesso, è a cavallo tra il Romanticismo e i tempi nuovi: egli vede, con nitida chiarezza, che il puro estetismo porta alla disperazione. Lo stato estetico è, per Kierkegaard, lo stato della «rana elettrizzata» che si dibatte inanemente, senza poter organizzare i movimenti per eliminare la causa delle sue convulsioni. (p. 32)
  • Le estetiche del Croce e del Gentile recano un contributo essenziale alla penetrazione del fatto artistico, ma anch'esse seguono la spinta romantica che porta l'estetico ad esorbitare dalla sua sfera e ad invadere tutto l'umano. Nei quadri dell'idealismo o dell'attualismo, cioè di una dottrina che contenga l'assoluto nei poteri creativi dello Spirito umano, la vita non può essere concepita che come arte e le altre attività dello spirito umano restano senza giustificazione. (p. 38)
  • Estetismo è la vita ridotta nella misura dell'arte. È più che conforto di bellezza diffuso nella vita, più che ammirazione per le forme belle prodotte dal genio della poesia, della pittura, della musica. Molto al di là di queste sane e necessarie compiacenze, esso è una contrazione dell'intera esistenza nella struttura che è propria dell'esperienza artistica, in modo che ogni altro valore umano ne risulti conquiso e consumato. (p. 127)
  • Non riconoscere altro dovere oltre a quello che sottomette l'uomo al conseguimento della perfezione formale, non aspirare ad altra catarsi oltre a quella largita nei paradisi artificiali della bellezza, questo è estetismo. (p. 127)
  • Tutte le modulazioni dell'esperienza artistica variano le manifestazioni dell'estetismo. La storia ha conosciuto e conosce un estetismo eroico, fatto di orgoglio e di ardimenti, e un estetismo languido. fatto di sconforto, sollecitato da un bisogno di evasione. Il superuomo e la vittima si alleano nella disposizione estetistica. Vanno sotto il segno dell'estetismo la presunzione e la disperazione, la potenza creativa e la decadenza consapevole, l'entusiasmo fervido e la stanchezza mortale. (p. 128)

Bibliografia

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  • Luigi Stefanini, Estetica, Editrice Studium, Roma, 1953.

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