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Mabel Bocchi

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Mabel Bocchi nel 1974

Liliana Mabèl Gracielita Bocchi (1953 – 2025), cestista e giornalista italiana.

Citazioni di Mabel Bocchi

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Citazioni in ordine temporale.

  • La donna deve avere anche in Italia la possibilità di fare sport sul serio, con la mentalità e le prospettive giuste, con la garanzia di usufruire di assistenze tecniche, morali, materiali, organizzative identiche a quelle di cui godono gli sportivi uomini. Fare sport femminile per gioco, per diletto, da ragazzine, in fatale attesa di adempiere al nostro destino di mogli e madri, non ci interessa.[1]
  • lo non mi spoglio davanti ad un fotografo. [...] Dietro al mio rifiuto [...] non c'è falso moralismo, ma un principio. [...] per la critica sport significa purezza, incontaminazione, che invece sono soltanto veli di ipocrisia. [...] So che il nudo non si identifica con la pornografia, ma non mi sento di posare per gente che non conosco. Un rifiuto, il mio, che non è un paravento per salvare il cliché di donna sportiva, dunque "vergine" [...]. La verità è che il mio corpo è una parte mia e di chi credo io. [...] Comunque, è sbagliata l'ottica di chi "osserva" e non il gesto di chi si spoglia. [...] ma mi consola il fatto che anche l'uomo comincia a spogliarsi, mostrando qualcosa di più che ha e che è proprio antiestetico.[2]
  • [Su Ul'jana Semënova] [...] mi è sempre rimasta nel cuore perché, a dispetto della stazza, era buona d'animo e soprattutto si preoccupava, essendo conscia della sua mole, di non far male all'avversaria che doveva marcarla.[3]

Intervista di Gianni Mura, repubblica.it, 7 marzo 2019.

  • [...] ho cercato di vivere la vita come vivevo lo sport, pensando che una sorta di meritocrazia debba esistere: ti alleni bene, giochi bene, meriti di vincere. Non è così. Lo sport ha regole più chiare.
  • [...] ad Avellino [...] c'è il basket. A 15 anni sono titolare in B. Comincio a farmi la nomea di rompicoglioni per colpa del reggiseno. Non lo sopporto neanche adesso, ma allora non ne avevo bisogno, ero piattissima. Ma era obbligatorio metterlo. E controvoglia lo mettevo, tra la maglietta della salute e la maglia della squadra. Di quel periodo non ricordo di aver visto una compagna nuda, sotto le docce. O la facevano con la divisa di gara o andavano a farla a casa e forse avevano ragione. Gli spogliatoi del Partenio erano fuori dalla palestra, non sempre c'era l'acqua calda e d'inverno faceva un freddo porco.
  • [«In Colombia, è vero che chiese un favore a Semionova parlando in latino?»] È vero, lei parlava solo il russo. In programma Urss-Italia, risultato scontatissimo per loro. Le dissi più o meno: Ulyana, se non mi fai fare una figura di merda forse mi eleggono miglior giocatrice del torneo. Finì 85-49 per loro. In genere lei segnava una trentina di punti, ne fece 8. Io 10, se ricordo bene. Ulyana fingeva d'inciampare, faceva volutamente infrazione di passi, scivolava. E così fui eletta miglior giocatrice del mondiale [...]
  • [Su Ul'jana Semënova] Ci siamo affrontate un sacco di volte. Oltre a patire i 27 cm di statura in meno, non riuscivo a marcarla, faticavo a girarle intorno, mi sembrava un albero, che so, una sequoia. Era una donna sola, sostanzialmente. Quando veniva a Sesto, l'accompagnavo dal parrucchiere, la truccavo, le mettevo lo smalto alle unghie, facevamo shopping insieme ed era contenta come una bambina alle giostre.
  • Non sopporto le ingiustizie, le disparità di trattamento, le donne atlete valutate e pagate molto meno degli uomini. E allora parto in quarta, e becco squalifiche dalla federazione, richiami, multe. Ma non importa, rifarei tutto. [...] Ero di sinistra in modo ribelle, istintivo. [...] Papà era fascista, venerava Almirante e votava Msi. Però le cose che m'ha insegnato erano da comunista: rispettare il prossimo, mai sentirsi superiori, dare una mano a chi ha bisogno, mai voltarsi dall'altra parte.
  • [«[...] perché ha scelto il numero 11?»] È il più verticale.

Intervista di Flavio Vanetti, corriere.it, 11 marzo 2022.

  • [Su Federica Pellegrini] [...] un appunto glielo muovo: grazie alla sua fama avrebbe potuto fare di più per lo sport femminile.
  • [...] in Calabria ho trovato un mix equilibrato di situazioni. Faccio i fatti miei, eppure mi conoscono. E non sono quella che giocava a basket, ma sono Mabel: a Milano conoscevo solo il vicino di pianerottolo.
  • Non volevo essere esibizionista, rammento che mi sono battuta per i calzoncini al posto delle mutande da gioco: molti venivano a vedere il sedere delle giocatrici, non la partita.
  • Non ho mai avuto una bambola. Un anno a Natale mi regalarono una cucina in miniatura: piansi, aspettavo un pallone. Il maschiaccio è sempre presente: per l'autonomia, perché a volte parlo come un carrettiere, per come mi vesto – non so che cosa siano le gonne, uso i calzettoni e non le calze e perché non temo nulla. Due volte hanno tentato di violentarmi, ma ho piegato gli aggressori. E anche oggi che sono un catorcio oltre ogni tentazione, se qualcuno ci provasse finirebbe conciato per le feste.
  • Mi piacciono i bambini da zero a un anno, poi cominciano a rompermi le scatole. Forse però mamma lo sono stata: di qualcuno dei miei morosi.

Citazioni su Mabel Bocchi

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  • Nostra Signora dei canestri. [...] La chiamavano La Divina. È stata una grande cestista, la più grande nella storia della pallacanestro italiana [...]. Ma è fuori dal perimetro di gioco che Mabel Bocchi ha contribuito a segnare un'epoca. Alta, magrissima, elegante nelle movenze, dotata di un talento naturale, Mabél a quindici anni debuttò tra i professionisti, prima dei venti abbandonò gli studi in Medicina per dedicarsi al basket, ma a ventuno si era già laureata Isef con 110 e lode. [...] Giocava senza reggiseno, ne fece una battaglia di emancipazione. Disse no a Playboy [...]. Si batteva [...] per la disparità di trattamento economico con i colleghi uomini. Fu inascoltata pioniera. Ma la strada era tracciata. [...] Mabel Bocchi è stata una campionessa, un modello virtuoso, un simbolo, una donna che – nello sport – ha indicato un orizzonte a cui si poteva tendere. (Furio Zara)

Note

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  1. Citato in Gianni Menichelli, Mabèl Bocchi cestista suffragetta chiede parità per la donna-sport, La Gazzetta dello Sport Illustrata nº 7, 18 febbraio 1978, pp. 32-33.
  2. Dall'intervista di Angelo Caroli, Bocchi, la bella cestista "A Playboy ho detto no", Stampa Sera, 20 gennaio 1979, p. 28.
  3. Citato in Flavio Vanetti, Uljana Semionova, amputata una gamba all’ex giocatrice di basket, corriere.it, 27 maggio 2023.

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