Mabel Bocchi
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Liliana Mabèl Gracielita Bocchi (1953 – 2025), cestista e giornalista italiana.
Citazioni di Mabel Bocchi
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Citazioni in ordine temporale.
- La donna deve avere anche in Italia la possibilità di fare sport sul serio, con la mentalità e le prospettive giuste, con la garanzia di usufruire di assistenze tecniche, morali, materiali, organizzative identiche a quelle di cui godono gli sportivi uomini. Fare sport femminile per gioco, per diletto, da ragazzine, in fatale attesa di adempiere al nostro destino di mogli e madri, non ci interessa.[1]
- lo non mi spoglio davanti ad un fotografo. [...] Dietro al mio rifiuto [...] non c'è falso moralismo, ma un principio. [...] per la critica sport significa purezza, incontaminazione, che invece sono soltanto veli di ipocrisia. [...] So che il nudo non si identifica con la pornografia, ma non mi sento di posare per gente che non conosco. Un rifiuto, il mio, che non è un paravento per salvare il cliché di donna sportiva, dunque "vergine" [...]. La verità è che il mio corpo è una parte mia e di chi credo io. [...] Comunque, è sbagliata l'ottica di chi "osserva" e non il gesto di chi si spoglia. [...] ma mi consola il fatto che anche l'uomo comincia a spogliarsi, mostrando qualcosa di più che ha e che è proprio antiestetico.[2]
- [Su Ul'jana Semënova] [...] mi è sempre rimasta nel cuore perché, a dispetto della stazza, era buona d'animo e soprattutto si preoccupava, essendo conscia della sua mole, di non far male all'avversaria che doveva marcarla.[3]
Intervista di Gianni Mura, repubblica.it, 7 marzo 2019.
- [...] ho cercato di vivere la vita come vivevo lo sport, pensando che una sorta di meritocrazia debba esistere: ti alleni bene, giochi bene, meriti di vincere. Non è così. Lo sport ha regole più chiare.
- [...] ad Avellino [...] c'è il basket. A 15 anni sono titolare in B. Comincio a farmi la nomea di rompicoglioni per colpa del reggiseno. Non lo sopporto neanche adesso, ma allora non ne avevo bisogno, ero piattissima. Ma era obbligatorio metterlo. E controvoglia lo mettevo, tra la maglietta della salute e la maglia della squadra. Di quel periodo non ricordo di aver visto una compagna nuda, sotto le docce. O la facevano con la divisa di gara o andavano a farla a casa e forse avevano ragione. Gli spogliatoi del Partenio erano fuori dalla palestra, non sempre c'era l'acqua calda e d'inverno faceva un freddo porco.
- [«In Colombia, è vero che chiese un favore a Semionova parlando in latino?»] È vero, lei parlava solo il russo. In programma Urss-Italia, risultato scontatissimo per loro. Le dissi più o meno: Ulyana, se non mi fai fare una figura di merda forse mi eleggono miglior giocatrice del torneo. Finì 85-49 per loro. In genere lei segnava una trentina di punti, ne fece 8. Io 10, se ricordo bene. Ulyana fingeva d'inciampare, faceva volutamente infrazione di passi, scivolava. E così fui eletta miglior giocatrice del mondiale [...]
- [Su Ul'jana Semënova] Ci siamo affrontate un sacco di volte. Oltre a patire i 27 cm di statura in meno, non riuscivo a marcarla, faticavo a girarle intorno, mi sembrava un albero, che so, una sequoia. Era una donna sola, sostanzialmente. Quando veniva a Sesto, l'accompagnavo dal parrucchiere, la truccavo, le mettevo lo smalto alle unghie, facevamo shopping insieme ed era contenta come una bambina alle giostre.
- Non sopporto le ingiustizie, le disparità di trattamento, le donne atlete valutate e pagate molto meno degli uomini. E allora parto in quarta, e becco squalifiche dalla federazione, richiami, multe. Ma non importa, rifarei tutto. [...] Ero di sinistra in modo ribelle, istintivo. [...] Papà era fascista, venerava Almirante e votava Msi. Però le cose che m'ha insegnato erano da comunista: rispettare il prossimo, mai sentirsi superiori, dare una mano a chi ha bisogno, mai voltarsi dall'altra parte.
- [«[...] perché ha scelto il numero 11?»] È il più verticale.
Intervista di Flavio Vanetti, corriere.it, 11 marzo 2022.
- [Su Federica Pellegrini] [...] un appunto glielo muovo: grazie alla sua fama avrebbe potuto fare di più per lo sport femminile.
- [...] in Calabria ho trovato un mix equilibrato di situazioni. Faccio i fatti miei, eppure mi conoscono. E non sono quella che giocava a basket, ma sono Mabel: a Milano conoscevo solo il vicino di pianerottolo.
- Non volevo essere esibizionista, rammento che mi sono battuta per i calzoncini al posto delle mutande da gioco: molti venivano a vedere il sedere delle giocatrici, non la partita.
- Non ho mai avuto una bambola. Un anno a Natale mi regalarono una cucina in miniatura: piansi, aspettavo un pallone. Il maschiaccio è sempre presente: per l'autonomia, perché a volte parlo come un carrettiere, per come mi vesto – non so che cosa siano le gonne, uso i calzettoni e non le calze e perché non temo nulla. Due volte hanno tentato di violentarmi, ma ho piegato gli aggressori. E anche oggi che sono un catorcio oltre ogni tentazione, se qualcuno ci provasse finirebbe conciato per le feste.
- Mi piacciono i bambini da zero a un anno, poi cominciano a rompermi le scatole. Forse però mamma lo sono stata: di qualcuno dei miei morosi.
Citazioni su Mabel Bocchi
[modifica]- Nostra Signora dei canestri. [...] La chiamavano La Divina. È stata una grande cestista, la più grande nella storia della pallacanestro italiana [...]. Ma è fuori dal perimetro di gioco che Mabel Bocchi ha contribuito a segnare un'epoca. Alta, magrissima, elegante nelle movenze, dotata di un talento naturale, Mabél a quindici anni debuttò tra i professionisti, prima dei venti abbandonò gli studi in Medicina per dedicarsi al basket, ma a ventuno si era già laureata Isef con 110 e lode. [...] Giocava senza reggiseno, ne fece una battaglia di emancipazione. Disse no a Playboy [...]. Si batteva [...] per la disparità di trattamento economico con i colleghi uomini. Fu inascoltata pioniera. Ma la strada era tracciata. [...] Mabel Bocchi è stata una campionessa, un modello virtuoso, un simbolo, una donna che – nello sport – ha indicato un orizzonte a cui si poteva tendere. (Furio Zara)
Note
[modifica]- ↑ Citato in Gianni Menichelli, Mabèl Bocchi cestista suffragetta chiede parità per la donna-sport, La Gazzetta dello Sport Illustrata nº 7, 18 febbraio 1978, pp. 32-33.
- ↑ Dall'intervista di Angelo Caroli, Bocchi, la bella cestista "A Playboy ho detto no", Stampa Sera, 20 gennaio 1979, p. 28.
- ↑ Citato in Flavio Vanetti, Uljana Semionova, amputata una gamba all’ex giocatrice di basket, corriere.it, 27 maggio 2023.
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