Macao
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Citazioni su Macao, regione amministrativa speciale della Cina.
Citazioni
[modifica]- Finché non furono costruite ville sul monte Vittoria di Hong-kong, Macao rimase il sanatorio degli Europei che dopo un lungo soggiorno nei porti meridionali cinesi sentivano il bisogno di rendere al corpo affievolito dal clima nuovo vigore. Anche questa risorsa è oggi sparita e non è rimasta che quella delle lotterie. (Lodovico Nocentini)
- Nel 1622 gli Olandesi giunsero a Macao. Uno scrittore cinese che ricorda l'arrivo degli Europei nella Cina meridionale, dopo aver detto che i Portoghesi avevano spaventata la gente coi loro cannoni romorosi, soggiunge: «Quasi contemporaneamente gli Olandesi che in tempi antichi abitavano un territorio selvaggio e non avevano relazioni col nostro impero, vennero a Macao con due o tre grosse navi. Avevano rasi i capelli, alta la statura, occhi celesti infossati e piedi lunghi un cubito e due decimi. Spaventavano la gente col loro aspetto strano». (Lodovico Nocentini)
- Questa è Macao, sulla costa meridionale della Cina, a trentacinque miglia da Hong Kong. È un'antica colonia portoghese, bizzarra ed affascinante, punto nevralgico dell'Estremo Oriente. I suoi abitanti, strano miscuglio di razze e di nazionalità, sono per la maggior parte cinesi. Macao, la Monte Carlo d'Oriente, la città dai due volti: uno che tutti possono vedere, sereno e tranquillo, l'altro segreto e misterioso. Qui favolose ricchezze passano da una mano all'altra sui tavoli da gioco, oppure misteriosamente nella notte. Qui è rifugio di coloro che non sono perfettamente in regola con la legge, perché entro il limite di tre miglia delle acque territoriali la polizia internazionale non ha più alcuna autorità. (L'avventuriero di Macao)
- Il «demonio» non è meridiano, a Macao; il demonio è notturno. Già verso il crepuscolo, il monsone di nord-est ha purificato l'aria: e le prime ore di notte l'hanno impregnata di profumi vegetali esalati dai giardini e dagli orti di Yung-Nak e Tung-ka. I grammofoni cominciano a cantare e le case da gioco ad affollarsi. Il senso della lontananza abbellisce le cose e intenerisce le creature. L'occidentale immigrato cammina come un padrone; ma è uno schiavo. Schiavo di un clima, di una natura, di una femmina che stanno in agguato della sua razza. Egli ha tentato di sedurla e ne è rimasto conquistato, ha tentato di fecondarla e si è lasciato fecondare. Nasceranno i meticci: e chiamiamoli pure: gli eurasi.
- La cattedrale in cima alla collina è d'un bianco incandescente; e la facciata di un'altra chiesa appare traforata e aperta come un ventaglio perché l'edificio è stato distrutto da un incendio. Più accostiamo alla riva, seguendola parallelamente, e più si rivela quell'aspetto di villeggiatura balnearia fuori stagione.
La bandiera portoghese sventola soltanto sul Palazzo del Governatore che è dipinto a strisce rettangolari come uno stracchino gelato.
Di tutta la meravigliosa aureola della conquista portoghese, di quell'avventura transoceanica che doppiò con Vasco de Gama il Capo di Buona Speranza e tenne testa agli olandesi agli inglesi agli indiani ai cinesi con bordate d'artiglieria, opponendo pirateria a pirateria, non rimane in Estremo Oriente che questo rifugio di giocatori, questo porto di viziosi. - Qualche viaggiatore, di molta fantasia e di scarso controllo, l'ha descritta come la splendida capitale del vizio asiatico. Sulla scorta degli echi leggendari ne ha fatto una specie di Montecarlo ancorata sui mari della Cina. La realtà è molto diversa, molto più modesta e, in certo senso, più tragica. Macao è costruita sui due lati di una penisoletta: ha, si può dire, due «facciate», una portoghese abbastanza illudente: ma appena il piroscafo ha voltato Barra Point, ecco la facciata cinese, di un colore affumicato e nerastro. Le lunghissime case a due piani sostenute da portici bassi, la riva formicolante di un popolo chiassoso e azzurrognolo, sono mascherate da un ingombro spettacoloso di imbarcazioni ancorate su cinque, su dieci file che inalberano oscillanti reti e rappezzate vele.