Maffio Maffii

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Maffio Maffii (1881 – 1957), scrittore e giornalista italiano.

Citazioni di Maffio Maffii[modifica]

  • Non morrà in Italia il ricordo dei difensori toscani che con animo non impari a quello del leggendario manipolo lacedemone, apposero i loro petti alle orde avanzanti tra Curtatone e Montanara sui campi italiani a ripristinare il dominio del giogo feroce e della tirannide austriaca. Oggi, l'Italia, la Toscana e Firenze, in quella regione ideale del tempo, della storia e della gloria che il tempio di Santa Croce, innalzano a quel ricordo i pensieri più puri e dedicano a quella gloria il fiore delle loro speranze. (da Il Nuovo Giornale, XXIX Maggio, 29 maggio 1907).

Cicerone uomo di spirito[modifica]

Incipit[modifica]

Nella nostra declinante civiltà – declinante, non rispetto alla tecnica, ma alle cose dello spirito – pochi gustano oramai quelle raffinatezze dell'intelletto che nei secoli passati correvano sotto i nomi di umorismo, sottigliezze ironiche, vena satirica, trovate piccanti, ecc. Oratori e scrittori si sforzano anche oggi d'apparire originali, scanzonati, divertenti: ma il loro spirito è troppo spesso intessuto di parole volgari, di allusioni grossolane, di artificiosi giuochi di parole che ben poco hanno a che vedere con la vera arguzia, con l'esprit dei Francesi divenuti famosi per questo modo sarcastico di rappresentare le amare realtà della vita e con lo humor degli Anglosassoni.

Citazioni[modifica]

  • Lo spirito è, nel mondo moderno, disceso di quota, sulla scala dei valori intellettuali. O s'è inaridito o s'è involgarito. Ora rasenta la pornografia, ora si contenta di frasi fatte, di vecchi giochetti verbali, di idiozie. (p. 21)
  • Cicerone divertente? Cicerone uomo di spirito? si domandano increduli i licealisti di tutto il mondo; i quali da generazioni hanno ormai bollato l'Arpinate [Cicerone] col marchio indelebile di oratore retorico, di scrittore fastidiosissimo. (p. 22)
  • L'umorismo è per l'Arpinate, oltre che un efficace, intelligente strumento per vincere le cause senz'annoiare il prossimo, anche un segno di humanitas, di raffinata cultura, di amabilità nei rapporti umani. (p. 25)

[Maffio Maffii, Cicerone uomo di spirito, Historia, n. 2, gennaio 1958, Cino Del Duca Editore]

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