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Manlio Pastore Stocchi

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Manlio Pastore Stocchi (1935 – 2021), critico letterario e filologo italiano.

Venezia e la cultura greca. Qualche riflessione preliminare

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  • Tra i cimeli più cari che Ugo Foscolo conservò religiosamente tra le proprie carte vi sono certe righe che sua madre Diamantina soleva tracciare in lingua e in caratteri greci, benedicendo l'irrequieto figliolo; e che al poeta dovevano rievocare non soltanto la dolcezza degli affetti domestici ma anche, e con non minore efficacia, le memorie della patria ionica e insomma di quella grecità di confine cui egli, per eredità familiare e per educazione, sarebbe rimasto legato, e in certo modo emotivamente tributario, per tutta la vita. (p. 1)
  • Che per circa un millennio la conoscenza della lingua e della letteratura greca abbia subìto, nell'Occidente mediolatino, un'eclissi quasi totale, è un dato di fatto sostanzialmente acquisito, che nelle sue linee generali non è stato messo in discussione nemmeno dall'emergere di sporadiche e sovente dubbie ecezioni per quanto riguarda la letteratura, e dalla relativa disponibilità di traduzioni greco-arabo-latine (ma talora la trafila è ancora più complessa) o, più tardi, greco-latine per quanto riguarda testi scientifici e filosofici. (pp. 2-3)
  • Per le proprie vere origini quale tributaria dell'Impero d'Oriente, ancorché la dissimulasse una storiografia impegnata a costruire il mito della nativa autocefalia della Serenissima; per i propri interessi commerciali in Levante; per la presenza precoce e attiva in una locale comunità greca, Venezia sarebbe stata in teoria la sede privilegiata per tutelare o ricostituire tempestivamente qualche traccia sensibile della componente ellenica nella tradizione culturale dell'Occidente. (p. 3)

Bibliografia

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