Vai al contenuto

Marco Velo

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Marco Velo nel 2010

Marco Velo (1974 – vivente), ex ciclista su strada italiano.

Citazioni di Marco Velo

[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Pantani aveva un'attenzione mediatica unica, mi ricordo che la televisione nazionale venne addirittura alla Vuelta Valenciana per documentare la marcia di avvicinamento di Marco al Giro d'Italia. Ovviamente i giornalisti che erano là hanno fatto interviste anche ad altri corridori, e uno di loro – del quale non faccio il nome – quando vennero con le telecamere da lui, rispose in malo modo, dicendo di andare a intervistare Pantani, dato che erano là per lui. Se si vuole bene al ciclismo non si può fare questo, anche perché le telecamere riprendevano le imprese di tutti e non solo quelle di Pantani. Un po' di invidia in gruppo quindi c'era, Marco era l'immagine del ciclismo e oscurava gli altri. Ma più in generale, se noi chiediamo a qualsiasi persona di fare il nome di un ciclista, ancora oggi ti risponde Pantani. Marco è il ciclismo.[1]
  • Marco è diventato importante e popolare perché interpretava un ciclismo che piaceva alla gente, un ciclismo d'attacco. Non era un calcolatore, era un istintivo; spesso si facevano tante riunioni ma poi alla fine appena agganciava i pedali alla bicicletta sconvolgeva tutti i piani interni alla squadra.[1]
  • Ho fatto delle buone vittorie, campionati italiani e corse varie, tuttavia non ne ricordo una in particolare. Per assurdo mi viene più spontaneo ripensare al contributo che ho dato per i successi prestigiosi dei miei capitani. Penso comunque che il mio momento top, che coincide anche con un rimpianto, è stato il mondiale di Verona del 1999. Avevo in squadra gente più blasonata di me, ma andavo davvero forte quel giorno. Ero andato in fuga e, una volta ripresi, mi è toccato andare a chiudere su un tentativo successivo. Dopo aver tirato, mi sono reso conto che eravamo rimasti solo io e Francesco Casagrande. Magari, senza quello sforzo, avrei potuto giocarmi almeno il podio.[2]
  • Ho sempre nella memoria il Pantani a braccia alzate, vincente, quello che attirava le folle, quello che bloccava l'Italia intera perchè tutti rimanevano incollati alla tv a seguire le sue imprese. Se il ciclismo ha avuto così tanta popolarità in Italia lo si deve anche a un personaggio come lui.[3]
  • La popolarità di Marco era enorme e di conseguenza ce l'avevano anche noi. Far parte della Mercatone Uno, per un ciclista, è come per un calciatore far parte di una formazione come il Real Madrid. Pantani rappresentava il ciclismo, avere la possibilità di essere uno dei suoi gregari fidati era un onore, anche perchè non ci faceva mancare nulla. I suoi uomini più fidati dovevano tutti avere delle sicurezze contrattuali e lui si batteva per farcele avere: voleva che tutti noi avessimo la mente sgombra per pensare solo a dare il massimo in allenamento e in gara.[3]

Note

[modifica]
  1. a b Da un'intervista a Radio Manà Manà Sport; citato in Velo: Pantani oscurava altri campioni, tuttobiciweb.it, 14 febbraio 2013.
  2. Da Davide Pegurri (a cura di), L'intervista. Marco Velo: "Le vittorie più belle? Quelle dei miei capitani", inbici.net, 28 agosto 2018.
  3. a b Dall'intervista di Carlo Gugliotta, Morte Pantani, il gregario più fidato del Pirata Marco Velo: "Mi piace ricordare Marco a braccia alzate", tag24.it, 14 febbraio 2024.

Altri progetti

[modifica]