Vai al contenuto

Maria Angela Truszkowska

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Maria Angela Truszkowska

Beata Maria Angela Truszkowska (1825 – 1899), religiosa polacca.

Citazioni di Maria Angela Truszkowska

[modifica]
  • Amare significa dare. Dare tutto ciò che l'amore richiede. Dare immediatamente, senza rimpianti, con gioia e desiderando che ci venga chiesto ancora di più.[1]

Citazioni su Maria Angela Truszkowska

[modifica]
  • Cristo ha condotto Madre Angela attraverso un sentiero veramente eccezionale, cosicché essa ha potuto condividere intimamente il mistero della sua croce. Egli ha formato il suo spirito per mezzo di numerose sofferenze, che essa ha accettato con fede e con sottomissione davvero eroica alla Sua volontà: nella reclusione e nella solitudine, in una malattia lunga e dolorosa e nella notte buia dell'anima. Il suo più grande desiderio è stato di divenire "vittima d'amore". Essa ha sempre interpretato l'amore come dono gratuito di sé. [...] Essa è stata in grado di accendere lo stesso amore nei cuori delle Sorelle della sua Congregazione. Questo amore costituisce il fogliame sempre verde delle opere con le quali le comunità delle Feliciane servono la Chiesa in Polonia e altrove. (Papa Giovanni Paolo II)
  • Ti saluto, Madre Maria Angela Truszkowska, Madre della grande famiglia feliciana. Sei stata testimone dei difficili avvenimenti storici della nostra Nazione e della Chiesa, la quale quivi compiva la sua missione. Il Tuo nome e la Tua vocazione sono legati alla figura del beato Honorat Kozminski, grande apostolo delle comunità segrete, le quali rigeneravano la vita della società travagliata, e restituivano la speranza della risurrezione. Al giorno d'oggi compio un pellegrinaggio verso le Tue reliquie nella mia amata Cracovia, dove si è sviluppata la famiglia feliciana, e da dove è partita oltre Oceano per servire le nuove generazioni di emigranti ed americani. (Papa Giovanni Paolo II)

Note

[modifica]
  1. ↑ Citato in Giovanni Paolo II, Beatificazione di tre sacerdoti e due suore - Omelia, 18 aprile 1993; riportato in vatican.va.

Altri progetti

[modifica]