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Mario Tuti

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Mario Tuti (1946 – vivente), ex terrorista italiano.

Citazioni di Mario Tuti

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  • Caro Montanelli, Sono Mario Tuti, dalla sezione speciale di punizione del carcere di Voghera e la leggo sempre con piacere [...]. E ho apprezzato molto anche i suoi sereni e lucidi interventi sull'ipotesi di una "soluzione politica" per noi ultimi prigionieri degli anni di piombo... Così, ricordandomi il titolo di una "stanza" a proposito degli ex terroristi in libertà: "Sul nemico vinto non si infierisce", non ho potuto fare a meno di chiedermi [...] perché continuino invece a infierire su alcuni di noi. Come quando, dopo 23 anni di carcere speciale, isolamento ed emergenze, sono stato finalmente "declassificato" e ho provato a presentare una richiesta di permesso, anche con scorta, per l'università e il lavoro con un'associazione di volontariato. E prima ha risposto il ministero disponendo di nuovo la mia assegnazione alla sezione "ad elevato indice di vigilanza cautelativa", e, recentemente, anche il giudice di sorveglianza ha respinto la mia richiesta con delle motivazioni [...] non so se più assurde o infondate, e che paiono grondare un astio e un rancore che mal si addicono al ruolo che è chiamato a ricoprire... Non so, forse inferiscono così perché allora pensano che sia io il vincitore? Sarebbe troppo lusinghiero, e poi mi darebbe anche fastidio, perché ho sempre preferito stare dalla parte sbagliata, dalle parte degli sconfitti! Cosa ne pensa? E, soprattutto, cosa ne pensa del fatto che se la prendano ancora tanto contro uno sparuto gruppo di disgraziati – una trentina tra "rossi" e "neri", certo non i più colpevoli né i più cattivi – non so se assurti a simbolo del male assoluto o semplicemente dimenticati in fondo a qualche carcere perché non hanno sponsor potenti e interessati, non hanno il fascino torbido e inquietante di alcuni e neppure la facilità di parola e giaculatoria di altri. Mi farebbe piacere leggerla anche su questo.[1]

Citazioni su Mario Tuti

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  • Ho ben presente [...] il suo nome e il suo volto, e le azioni terribili che lei ha compiuto. [...] Da come scrive [...], lei è in grado di capire [...] quello che dico. È vero che «sul nemico vinto non si infierisce»: ma il sangue non si cancella con la gomma delle parole. Solo le vittime possono concedere il perdono; e io non sono stato, fortunatamente, davanti al mirino della sua pistola. Solo la giustizia può concedere sconti: e io non sono un magistrato. Non ho invece difficoltà a condividere una sua osservazione: alcuni disgraziati [...] sono più disgraziati di altri. E [...] i disgraziati di destra se la passano peggio dei disgraziati di sinistra, che hanno di solito qualche amico di gioventù ben piazzato, in grado di dare una mano. Ma il perdonismo peloso di alcuni non può giustificare la distrazione di tutti. (Indro Montanelli)

Note

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  1. In Indro Montanelli, Il sangue non si cancella con la gomma delle parole, Corriere della Sera, 1 giugno 1998.

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